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    10
    gen.
    2007

    Allarme ue: nel 2050 petrolio a 110 dollari e emissioni in eccesso

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    da Affari ItalianiNel 2050 il fabbisogno mondiale di energia sarà più che raddoppiato e le fonti fossili rappresenteranno ancora il 70% della produzione. Il prezzo del petrolio salirà a 110 dollari al barile, quello del gas a 100 dollari, e le emissioni di Co2 "eccederanno quello che oggi è considerato un livello accettabile per la stabilizzazione della concentrazione". Sono queste le previsioni della Commissione europea contenute nel World Energy Outlook

    Le proiezioni, spiega una nota, considerano la continuazione dei trend esistenti dal punto di vista economico e tecnologico e lo sviluppo “di moderate politiche per il cambiamento climatico in cui l’Europa mantenga la guida”. Nello scenario descritto il carbone e il petrolio soddisferanno il 26% ciascuno del fabbisogno energetico mondiale e il gas naturale il 18%. Il resto dell’energia sarà divisa equamente tra fonti rinnovabili e nucleare. A pesare sugli sforzi di riduzione delle emissioni saranno anche le richieste energetiche dei paesi in via di sviluppo che entro il 2010, prevede Bruxelles, supereranno la domanda dei paesi industrializzati e nel 2050 rappresenteranno i due terzi del fabbisogno mondiale.
    I benefici dello sviluppo delle energie rinnovabili secondo gli analisti della Commissione saranno compensati dall’aumento dell’uso del carbone. Il risultato è che nel 2050 le emissioni sforeranno i valori oggi considerati accettabili per arrivare ad un livello compreso tra i 900 e 1000 ppmv (parti per milione di volume). Con delle modeste politiche per il cambiamento climatico l’Europa riuscirà al più a fermare l’aumento delle emissioni fino al 2030 per poi iniziare a ridurle fino al 2050 quando si prevede un 10% in meno rispetto ai livelli attuali.
    Nel resto del mondo però, anche se si applicassero politiche più ambiziose, soprattutto per i paesi emergenti, nel 2050 le emissioni resterebbero comunque del 25% al di sopra dei livelli del 1990, usati come riferimento dal protocollo di Kyoto.

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