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    gen.
    2007

    Ambiente. biodiesel, firmato oggi il contratto quadro nazionale. i commenti di cia e confagricoltura

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    da HelpConsumatori.itE' stato oggi firmato presso il Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali il contratto quadro nazionale sul biodiesel. "Stiamo andando nella direzione di un nuovo ruolo per l'agricoltura - ha detto il Ministro De Castro - che diventa anche attrice primaria nelle politiche di tutela ambientale e risparmio energetico. Dopo questo primo accordo stiamo lavorando su ulteriori forme di contratti quadro per altre tipologie di biomasse. Il futuro dell'energia verde è finalmente cominciato".

    Soggetti interessati dal contratto quadro sono le Associazioni agricole, l’Unione Seminativi (produttori di semi oleosi) e sul versante industriale Assitol, Assobiodiesel, Assocostieri. Soddisfatta la Cia (Confederazione italiana agricoltori) che ha così commentato l’accordo: “Un primo importante passo per lo sviluppo delle agroenergie, per dare vita ad una filiera nazionale e per rispondere agli obiettivi posti dal Protocollo di Kyoto”.
    “Il contratto quadro, primo del genere e con il quale si propone di triplicare nel prossimo triennio – ha aggiunto la Cia – dai 70.000 ettari iniziali del 2006-2007, le colture oleaginose in Italia, colza, girasole, brassica e soia- è un punto fermo di partenza per favorire la diffusione di questa energia, soprattutto in una fase in cui i costi del petrolio sono elevati. L’importanza del progetto risiede anche nel fatto che -rileva la Cia- agli agricoltori che stipuleranno i singoli contratti di coltivazione saranno assicurati criteri di preferenzialità nei bandi pubblici per gli interventi per l’innovazione e la ristrutturazione delle imprese agricole e per la promozione delle energie rinnovabili nei Piani di sviluppo rurale.
    Gli agricoltori – si legge invece in una nota di Confagricoltura – sono pronti a giocare un ruolo attivo per frenare le emissioni di gas climalteranti. Gli accordi con l’industria dei semi oleosi e del biodiesel sono una testimonianza importante, ma occorrono incentivi più consistenti e regole più flessibili, specie da parte dell’Unione Europea, che oggi prende tristemente atto del fallimento delle proprie politiche
    “Anche i nuovi obiettivi che vengono fissati oggi a Bruxelles per aumentare l’apporto delle fonti energetiche rinnovabili rimarranno sulla carta, se non si prenderà atto dell’insufficienza degli strumenti messi in campo”, ha detto Vito Bianco direttore generale della confederazione, auspicando che l’Italia provveda rapidamente ad attuare le innovazioni introdotte con la legge finanziaria 2007.
    Sia per lo sviluppo dei biocarburanti, sia per l’energia elettrica da biomasse, infatti, in Italia si sta creando un quadro normativo adeguato. Quello che ora occorre, a parere di Confagricoltura, è un coordinamento attivo fra i vari ministri interessati allo sviluppo delle filiere bioenergetiche. Sarebbe la migliore risposta alla procedura d’infrazione che ha colpito il nostro Paese per il mancato rispetto della direttiva (30/03), che prevedeva di utilizzare una percentuale crescente di biocarburanti (2% per il 2005; 5,75%, per il 2010).

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