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    16
    gen.
    2007

    Umberto i, nuove ispezioni nas legionella, un altro caso sospetto

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    da L'Espresso.it Blitz al Dea e in Cardiologia. Nel mirino i condizionatori d´aria. Carte sequestrate.Nuove ispezioni del Nas al Policlinico Umberto I. Ieri, per la quarta volta, i carabinieri di piazza Albania sono tornati a far visita al nosocomio finito nel mirino di un´inchiesta dell´Espresso. E, dopo aver sequestrato alcune carte negli uffici della direzione generale per chiudere il capitolo legato agli appalti e alle relative carenze strutturali, sono passati ai controlli legati alla vicenda "legionella".

    Per accertare se la donna morta il 10 dicembre scorso, dopo il ricovero al Dea e il trasferimento in cardiochirurgia, abbia contratto la legionella tra le mura del Policlinico gli uomini del Nas hanno prelevato alcuni campioni dai condizionatori del nosocomio. Essendo una malattia che si prende esclusivamente per nebulizzazione, le indagini dei carabinieri sono partite dai condizionatori d´aria, in particolare quelli degli ambienti in cui la donna è passata. Non solo i carabinieri del nucleo antisofisticazione e sanità hanno anche ascoltato caposala e infermieri del Dea e della Cardiochirurgia per apprendere informazioni sul decorso della degenza della paziente deceduta.I militari del Nas starebbero inoltre verificando l´esistenza di altri casi di pazienti colti da infezioni provocate, eventualmente, da problemi di igiene nei locali dell´ospedale. In particolare i Nas starebbero indagando su un altro caso di infezione da legionella. Gli investigatori intendono stabilire se questo possa in qualche modo essere collegato con le condizioni igieniche del nosocomio.Intanto è polemica sulla possibilità che le carenze strutturali possano essere legate ad appalti truccati. «Quando c´è in ballo un appalto miliardario, finché qualcuno non ha deciso a chi deve essere assegnato non si aggiudica. Sappiamo tutti che dietro gli appalti in sanità ci sono gli interessi degli imprenditori». A denunciarlo è il prorettore dell´università «La Sapienza» e preside della Facoltà di Medicina Luigi Frati.«Nel 1999 il direttore Generale Riccardo Fatarella – ha ricordato Frati – presentò un piano di ristrutturazione del Policlinico Umberto I approvato dall´Università, dalla Regione e dal Ministero e per cui furono stanziati 200 miliardi di lire. Col cambio della Giunta regionale e del Dg il piano venne accantonato per far posto ad uno nuovo presentato solo nel 2006. Potrei quindi pensare che quando cambia un direttore generale, cambia il piano e di conseguenza anche chi si aggiudicherà la gara d´appalto». Il Preside contesta poi la possibilità di abbattere il Policlinico e costruirlo in un altro luogo «magari in terreni di privati. L´Umberto I deve rimanere qui e soprattutto deve rimanere pubblico».«Luigi Frati non faccia lo scaricabarile e si assuma le sue responsabilità», così Donato Robilotta, capogruppo alla Regione Lazio dei Socialisti Riformisti della Rosa nel Pugno, contesta le affermazioni del prorettore della Sapienza.

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