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    16
    gen.
    2007

    Calabria, va giù dopo 20 anni l’ecomostro di copanello

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    da l'Unità.itQuindicimila metri cubi di cemento, una ferita sul promontorio della costa ionica catanzarese. Sono iniziati i lavori di demolizioni dell´ecomostro di Copanello, l'orribile scheletro, icona dell'abusivismo edilizio che deturpa il paesaggio italiano. Costruito abusivamente negli anni '80, vicino al sito archeologico con reperti dell'età romana al tardo antico, comprendenti anche la tomba di Cassiodoro e resti identificati con il Vivarium fondato dallo stesso senatore romano. Dopo anni di processi e sentenze, un escavatore ha finalmente cominciato ad abbattere le strutture della parte sinistra del fabbricato. Pochi minuti prima il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, aveva dato il via alle operazioni con il varo simbolico di una bottiglia di spumante, insieme al presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero.

    Alla demolizione – sul tratto più bello dell’ intera costa jonica calabrese e definito dagli ambientalisti uno dei più suggestivi dell’ intero Mediterraneo – erano presenti numerose autorità, amministratori regionali, rappresentanti di associazioni ambientaliste e studenti. In prima fila c’era anche Legambiente, che aveva organizzato Molte campagne e iniziative per far intervenire le autorità locali. «Questa demolizione arriva a coronare anni di battaglie per il ripristino della legalità ambientale in luoghi di pregio, ma devastati dal fenomeno dell’abusivismo. Speriamo che le ruspe non si fermino a Copanello – ha detto Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – perché è piuttosto lungo l’elenco dei manufatti illegali che costellano la regione. Bene ha fatto il presidente Loiero a lanciare la sfida, ora vada avanti su questa strada e restituisca alla Calabria le sue coste in tutta la loro bellezza». Sono le aree protette marine e terrestri, la biodiversità, l’enogastronomia di qualità, i centri storici e le aree archeologiche, il grande patrimonio su cui, secondo Legambiente, occorre puntare per vincere la scommessa sul futuro di questa regione, come di tutto il Sud Italia. «Auguriamo sinceramente alla Giunta Loiero di essere protagonista di altri mille atti concreti come questo: la Calabria ha un improrogabile bisogno di una svolta, di fatti e non di episodi – ha commentato Antonino Morabito, presidente di Legambiente Calabria – e se vogliamo che ciò accada, chiediamo al Presidente e all’intera Giunta di contrastare, con fatti altrettanto concreti, scelte gravemente contraddittorie della maggioranza, come il vergognoso stralcio dell’art. 58 bis della legge urbanistica che dettava norme di salvaguardia del territorio costiero e degli alvei fluviali o la bocciatura della delibera n. 607 del 27 giugno 2005, rimettendo così in discussione le Zone di Protezione Speciale individuate nel Marchesato e alla Foce del Neto». «Queste scelte – ha aggiunto- lasciano mano libera a chi intende sfruttare il nostro territorio per interessi di parte, dando spazio a ipotesi come “Europaradiso”, progetto che se realizzato farebbe colare un milione e 397 mila 550 metri quadrati di cemento su 1200 ettari di macchia mediterranea alla foce del fiume Neto».

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