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    17
    gen.
    2007

    Sfratti: l’unione inquilini ha reso noti i dati ufficiali relativi agli sfratti dell’intero anno 2005, nazionali, di roma e del lazio.

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    da UnioneInquilini.it“E’ URGENTE AFFRONTARE LA QUESTIONE IN MANIERA STRUTTURALE AUMENTANDO L’OFFERTA DI ALLOGGI SOCIALI E NON DIMINUENDOLA COME PROPONE LA REGIONE LAZIO".Questa mattina presso la sede storica dell’Unione Inquilini di via Cavour 101, Guido Lanciano, Coordinatore della Segreteria di Roma e del Lazio dell’Unione Inquilini ha illustrato agli organi di informazione i dati  ufficiali su gli sfratti aggiornati al 2005. Nel corso della conferenza stampa l’esponente dell’Unione Inquilini ha dichiarato: “ Dai dati resi noti oggi si evince che il numero delle sentenze di sfratto nel 2005 è stabile rispetto al 2004 e che nel Lazio vi è una leggere flessione. Più preoccupante il dato relativo alle richieste di sfratto che a livello nazionale passa dalle oltre 77.000 richieste del 2004 alle circa 105.000 del 2005. In tale caso Roma e il Lazio segnalano un dato in controtendenza in quanto assistiamo ad una riduzione delle richieste di esecuzione, dato che, secondo l’Unione Inquilini, è indice del fatto che la procedura di estromissione si è notevolmente accelerata.

    Drammatici infine i dati relativi agli sfratti eseguiti
    che vedono un aumento sia a livello nazionale (+ 0,72 in difetto perché
    derivante da dati incompleti di alcune province importanti); sia a Roma che vede
    un + 5,43 delle esecuzioni e nel Lazio che segna complessivamente un + 5,59
    degli sfratti eseguiti con forza pubblica.
    Rispetto alla tipologia degli sfratti si riscontra a
    livello nazionale un aumento consistente degli sfratti per morosità dai 30.816
    del 2004 ai 33.200 del 2005 su un totale di 44.988 sentenze emesse. Anche a Roma
    le sentenze di sfratto per morosità aumentano dalle 3279 del 2004 alle 3345 del
    2005; nel Lazio complessivamente le sentenze di sfratto per morosità calano
    passando dalle 4283 del 2004 alle 3994 del 2005.
    Ogni giorno lavorativo a Roma sono stati emessi 25 nuovi
    provvedimenti di sfratto ( 10 per finita locazione e 15 per morosità) e sono
    stati eseguiti con l’estromissione dell’inquilino oltre 12 sfratti ( se
    consideriamo i giorni di sospensione per le festività gli sfratti giornalieri
    eseguiti salgono ad oltre 15). In 4 anni a Roma gli sfratti eseguiti  con forza pubblica sono stati 10.898, i
    nuclei famigliari sfrattati ed inseriti in graduatoria delle case popolari è
    passato da meno di 1000 a oltre 3000, mentre il  comune ha assegnato 622 alloggi

    Da
    quanto detto si evince che continua l’impoverimento delle famiglie e aumenta la
    precarietà abitativa degli sfrattati che vedono di anno in anno aumentare il
    rischio dell’esecuzione forzosa dall’alloggio.
    Come rispondere a ciò? In primis è necessario che al
    Senato il disegno di legge del Ministro Ferrero sia approvato senza modifiche
    entro il corrente  mese senza
    ulteriori azioni dilatorie e imboscate d’Aula. Un provvedimento quello del
    Ministro Ferrero che può far ripartire un approccio strutturale e programmatico
    all’emergenza casa, che ha alla base la volontà di aumentare l’offerta di
    alloggi a canone sociale e a canone agevolato. L’esatto contrario della politica
    intrapresa dalla Regione Lazio nell’ultima legge di bilancio che propone di
    vendere in due anni il 30% delle case popolari, di aumentare gli affitti, in
    cambio di cosa? Quasi niente.
    Chiediamo al Comune di Roma di ottemperare agli impegni
    presi nella delibera comunale sull’emergenza abitativa, e alla Regione Lazio di
    attivare un vero tavolo interistituzionale che affronti la questione abitativa
    nel Lazio e a Roma con programmi coerenti e tendenti a risolvere le questioni
    aperte non con la svendita del patrimonio pubblico ma con lo sviluppo e la
    crescita dell’offerta di alloggi a canone sociale.

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