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    23
    feb.
    2007

    Buoni pasto, ‘no ticket day’: lite tra esercenti e societa’ emittenti ma a rimetterci sono i consuma

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    “Che sui rapporti tra società emittenti dei buoni pasto ed esercenti vada fatta luce, non v’è dubbio. Ma che a pagare queste beghe siano i consumatori è un fatto del tutto inaccettabile”.Il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri interviene così sull’annunciato ‘no ticket day’ del 15 marzo prossimo indetto dagli esercenti, che costerà ai consumatori, secondo le stime dell’Adoc, circa 13,75 milioni di €.

    Fonte: Adoc.org
    Dopo la sentenza del Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso di una piccola società emittente, i commercianti lamentano il rischio di un ritorno ad un sistema poco regolamentato e per questo di scarsa garanzia per la loro attività.
    “Il fatto che il ticket venga pagato ad un prezzo inferiore rispetto alla merce che il commerciante vende – spiega Pileri in risposta alle proteste dei commercianti – è ampiamente compensato dal maggior volume d’affari degli esercizi commerciali che accettano i buoni. E questo senza considerare che, in alcuni casi, i prezzi praticati da questi esercizi sono stati aumentati in maniera abnorme dopo l’accettazione dei ticket e proprio sui prodotti ‘da buono pasto’. Basti considerare il tramezzino, arrivato a 2,50 €, uno sproposito e una doppia beffa per i consumatori che non posseggono ticket”.
    Ma l’Adoc interviene anche sulle norme che regolavano il settore prima della sentenza del Tar e che oggi, dopo l’annullamento di alcuni requisiti aziendali delle società emittenti, non garantirebbero gli esercizi commerciali (alcune società emittenti poco solvibili e dal capitale ridotto o incerto potrebbero vincere delle gare con maxi-offerte e poi fallire).
    “Nel momento in cui i commercianti accettano un’offerta – spiega Pileri – devono saper valutare le opportunità (spesso elevate) e i rischi. Noi siamo per un modello che sia trasparente e ben regolato, ma per far questo c’è bisogno di una Commissione che vigili sui processi di vendita dei ticket, sui sistemi delle commissioni, sulla puntualità dei rimborsi e anche sull’attualizzazione del valore di mercato degli stessi buoni pasto. Che non tralasci insomma, il punto di vista dei consumatori, spesso gli unici veri vessati in questa vicenda”.

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