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    12
    apr.
    2007

    Servizi segreti: italia obiettivo jihadista

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    da Ansa.itL' Italia è "da tempo inclusa nel novero dei potenziali obiettivi dell'offensiva jihadista". Lo rileva la Relazione semestrale dei servizi segreti consegnata al Parlamento. "L' assenza di attentati sul suolo italiano - rileva l' intelligence - non può far sottovalutare la persistenza e l'acutezza di un sentimento e di intenzioni inequivocabilmente ostili".

    POSSIBILI ATTACCHI ALLE MISSIONI ALL’ESTEROE’ considerata di “prima grandezza” dai servizi segreti italiani la “possibilità di attacchi al personale delle nostre missioni militari all’estero, o comunque a cittadini italiani operanti in aree di crisi”. Lo sottolinea la relazione semestrale dei servizi d’informazione consegnata al Parlamento. I rischi maggiori, dopo la conclusione della missione in Iraq, “permangono in Afghanistan e Libano”.SITUAZIONE SENSIBILMENTE CRITICA La situazione in Afghanistan, “a fronte della maggiore attività delle forze anticoalizione, è rimasta sensibilmente critica”. Lo afferma la 58/esima relazione dei servizi segreti sullo stato della sicurezza in Italia, inviata al Parlamento, nella parte relativa all’ ‘intelligence militare’. In particolare i servizi segnalano una “recrudescenza dell’attività eversiva e criminale” nella provincia di Herat, che “ha contribuito ad elevare il livello di rischio per i contingenti nazionali del Provincial reconstruction team (Prt) e della Forward Support Base”. “La concentrazione delle forze ostili e delle connesse operazioni antiguerriglia nelle zone meridionali del paese – scrivono gli 007 – rischia di determinare una ridislocazione degli insorgenti in altre aree, inclusa la citata provincia di Herat”. Per far fronte alla situazione, il Sismi ha “intensificato il monitoraggio dell’attività dei gruppi ostili” e si è impegnato a “migliorare il controllo del territorio e l’azione di contrasto”, per prevenire nuovi attacchi. Ma, anche, ha lavorato per promuovere iniziative con le autorità locali con l’obiettivo di “rafforzare il consenso della popolazione nei confronti della presenza dei militari italiani”.PREOCCUPANO MINACCE A PAPA I Servizi di informazione e sicurezza, in riferimento al rischio per l’Italia derivante dal terrorismo jihadista, sottolineano con preoccupazione “la recente ondata di minacce indirizzate, in occasione tanto del discorso di Ratisbona che della visita papale in Turchia, contro il Santo Padre e il Vaticano”.211 SOGGETTI MONITORATI PER QUELLO INTERNAZIONALE Nel secondo semestre del 2006 sono stati 211 i soggetti all’attenzione delle forze dell’ordine italiane per contesti di terrorismo internazionale: di questi, 65 sono mediorientali e 33 nordafricani. Lo rileva la 58/a Relazione semestrale inviata dai servizi segreti al Parlamento. Il Sisde segnala, in particolare, la “consolidata presenza, entro i nostri confini, di estremisti riconducibili ale filiere radicali maghrebine concentrati soprattutto sulla piazza lombardo-piemontese e su quella campana”.

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