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    30
    apr.
    2007

    Primo maggio, tutti in piazza perché il lavoro sia solo vita

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    da l'Unità.itIl Primo Maggio è una giornata di festa. È la festa del lavoro e dei lavoratori. Ma proprio in un giorno così non va dimenticato che c'è un diritto ancora oggi non garantito per chi lavora: il diritto fondamentale alla sicurezza della propria vita.

    Per ricordarlo, proprio nella giornata che celebra i lavoratori, verrà osservato un minuto di silenzio in tutte le piazze italiane. Anche a Torino, città simbolo scelta da Cgil, Cisl e Uil, che dopo 13 anni torna a ospitare la manifestazione nazionale. Tante le iniziative previste per celebrare il lavoro, ma tutte sotto un unico slogan: l’Italia riparte dal lavoro. Questo l’eco che risuonerà anche dal mega concertone di Piazza San Giovanni a Roma. Le morti bianche, è il tema caldo della giornata, lavoro e diritti all’insegna della festa e dell’impegno sociale, con uno sguardo al futuro e un occhio al passato.Durante la lunga kermesse musicale, infatti, sarà data attenzione non solo alle vittime del lavoro, ma anche a chi ha lottato nel corso degli anni per conquistare traguardi importanti e dire basta a qualsiasi forma di sfruttamento. Non poteva passare in sordina, il sessantesimo anniversario della strage di Portella della Ginestra, nel Palermitano, dove la banda di Salvatore Giuliano sparò su una folla di circa 2000 contadini siciliani, donne, uomini, bambini, anziani che si riunirono per manifestare dopo secoli di sottomissione a un potere feudale.Ma non è primo maggio senza musica che ormai da diciassette anni, celebra la festa dei lavoratori con il tradizionale concerto promosso da Cgil, Cisl e Uil. A guidare lo spettacolo Paolo Rossi e Claudia Gerini, che daranno il via alla manifestazione canora dedicata alla storia del Rock nel nostro Paese. Quest’anno, infatti, il concerto, renderà omaggio ai 50 anni italiani della musica che ha cambiato il mondo contemporaneo, facendo da colonna sonora a intere generazioni di adolescenti. I 50 anni dell’arrivo del rock in Italia sarà il filo conduttore della giornata. Grande assente Adriano Celentano, ma l’apertura sarà tutta sua grazie a “Ciao ti dirò”, la canzone presentata assieme a Luigi Tenco, Girogio Gaber e Enzo Jannacci al primo festival italiano del Rock and Roll nel 1957.Interessante anche la parata d’artisti proposta per il 2007 che, c’è da sperare non farà rimpiangere le scorse edizioni. Tra i grandi nomi spicca quello di Chuck Berry, uno dei padri del rock’n'roll. La maratona porterà sul palco anche Daniele Silvestri, Irene Grandi (che farà un omaggio a Patti Smith con “Because the night”), Pfm, i Nomadi (ricorderanno i 40 anni di Dio è morto), i Tiromancino (con una cover di “Sunshine of your Love” dei Cream), Carmen Consoli, Loredana Bertè (in una versione rock di Ragazzo Mio di Luigi Tenco), Modena City Ramblers, Casino Royal, Velvet ( omaggio a John Lennon per celebrare i 40 anni di “Sgt Pepper’s Lonely Heart Club Band”), Afterhours, Verdena, Aprés la Classe, Tetes des Bois, Vibrazioni, Piotta, Riccardo Sinigallia, Bandabardò, Khaled con Enzo Avitabile, Avion Travel.Tra i momenti della serata il ricordo di Rino Gaetano affidato ad una band composta, tra gli altri da Paolo Rossi e dal nipote del cantante de “il cielo è sempre più blu”, Alessandro Gaetano.

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    agimurad .
    MANCATE PREDISPOSIZIONI DEI DISPOSITIVI DI SICUREZZA INDIVIDUALI Autore: Giacomo Montana “Ennesima morte sul lavoro: un operaio di Brescia cade da un palo della luce e muore sul colpo Vola da sei metri precipitando al suolo e viene schiacciato anche dal cestello morendo sul colpo; questa la dinamica dell'ennesima morte sul lavoro. Un operaio di 53 anni, che lavorava per una ditta di impianti elettrici di Nembro (Bergamo), e' stato sbalzato fuori dal cestello a bordo del quale operava su un camion, mentre stava cambiando le lampadine dell'illuminazione pubblica. Il fatto è accaduto a Nave, in provincia di Brescia. Inutili i soccorsi.” Fonte: http://www.liberoreporter.it/NUKE/news.asp?id=637 Sono tragedie quotidiane e nonostante la pericolosità ai danni dei lavoratori, tutto procede con le pacifiche violazioni di legge a cominciare da ex art. 2087 codice civile et dlgs 626/1994 e seguenti sino, come abbiamo visto, alla responsabilità della procurata morte. Oggi vi è una forte tendenza a rendere come fosse tutto quasi normale e riflette una società in cui si fa vedere solo la punta dell''iceberg. Delle sofferenze, dei timori e talvolta delle paure dei lavoratori verrà sempre continuato a fare in modo che la gente non ne sappia quasi nulla. Ogni lavoratore che muore a causa delle mancate predisposizioni dei dispositivi di sicurezza individuali, non potrà mai più raccontare le sue sofferenze e il terrore precedenti alla morte! Sono fatti al silenziatore da brivido. Questo fa comodo a tutti quei criminali che assomigliano a sadici serial Killer, protetti da forze politiche che a questo punto, a mio avviso, sono persino indegne di rappresentare il Paese! Corruzione politica? Tutto, dopo ogni vittima sul lavoro si mette sistematicamente a tacere, quasi come che si volesse equiparare ogni criminale che ha procurato sofferenza dolore e/o morte al lavoratore, ad un eroe negativo da proteggere! A questo punto e su queste basi rassicuranti per i responsabili, le morti bianche continueranno sempre ad accadere senza né freno né fine! Una volta non potevo crederci ma oggi ho oltre di dieci anni di constatazioni, su chi è vittima sul posto di lavoro, di azioni criminali fatte passare sistematicamente inosservate, sino a produrre altissimo rischio di morte sulla vittima! Oggigiorno vi è una maggiore corsa all'arricchimento e senza scrupoli viene cercato il successo puntando su violenza, sesso, droga e morbosità varie, dando con farse di facciata, persino idee, spunti ed esempi attraverso il cinema e la televisione, e qui, si collegano storie con l'attualità, coinvolgendo figure di mafiosi e contrabbandieri di droga, politici corrotti e mercanti di schiavi che causano la morte. Quale differenza tra “fiction e realta”? Ci sono comunque inconfutabilmente situazioni di violenza indiscriminata sul lavoro, e personalmente ho avuto riscontri oggettivi, che certe ulteriori torture psico-fisiche causate premeditatamente alla persona già vittima di reati penali, fanno parte di una strategia del terrore, verosimilmente per spaventare e poi impedire di parlare alla vittima, che sa troppo del crimine che gli è stato fatto subire sul posto di lavoro. Difatti oggi c'è chi sa, ma non può parlare a nessuno, perché viene tolta la parola con uno sporco e inimmaginabile silenzio stampa.

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