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    08
    mag.
    2007

    Lettera aperta a milena gabanelli di report

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    Riceviamo e pubblichiamo. O.B.------------Gentile signora Gabanelli,ho saputo che la prossima puntata vi occuperete della Wind finita all'egiziano Sawirish. E già da ora abbiamo saputo che la crazione della Wind (e la successiva vendita) voluta dall'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema e dal Ministro Bersani nell'ambito del'opzione multi utility che si volle imporre all'ENEL in quegli anni (e che tanti entusiasmi suscitò nei vertici di allora della FNLE/CGIL tanto da riunirci, noi iscritti allora, per magnificarci appunto l'opera meritoria di quel vertice), con la creazione di 300 società (fonte Arsenio Carosi, allora segretario FLAEI/CISL), sarebbe costata già 3 (o trenta?) miliardi di euro.  Certo sarebbe davvero interessante sapere se le primarie per la scelta del leader del futuro Partito Democratico consentiranno ai cittadini non solo di ascoltare agiografie dei candidati, ma anche chiamarli a rispondere di certe disastrose decisioni che tanti quattrini sono costate ai cittadini e lavoratori italiani anche in termini di incommensurabli patimenti. Ne dubito alquanto...

    Ma nessuno più di me può essere interessato alla prossima puntata di Report che si occuperà di WIND visto che, ogni mattina, entrando in ufficio, la Wind non me la posso davvero “scordare” anche volendo, visto che mi ha lasciato “un ricordino” che lei non può, per completezza informativa, non conoscere. Infatti dalla finestra del mio ufficio, a cinque metri di distanza, troneggia un enorme ripetitore, appunto, della Wind. Uno di quei “cosi” insomma, del tipo di quelli per i quali, quando vengono installati in un quartiere, si fondano immediatamente comitati civici di protesta per il timore che possano ingenerare onde magnetiche nocive per la salute tanto che, con gli anni, sono stati costretti, i gestori telefonici, a “camuffarli” o a farli finire sui tetti dei palazzi pagando cospicue plebende ai condomini.Questo accade ai cittadini che, per loro fortuna, NON sono TUTELATI dai sindacati. Insomma possono fare quel che fanno perché son persone libere. Ma noi lavoratori che invece la tutela sindacale ce l’abbiamo (?!) ci dobbiamo subire questo, una centralina elettrica all’ingresso degli uffici ed un’altra a pochi metri dall’enorme ripetitore senza mai ci venga fatto sapere, sebbene ampiamente richiesto innumerevoli volte sia ai superiori aziendali sia alle rappresentanze sindacali, quali siano i dati di emissione e di inquinamento elettromagnetico presenti in quel’area. Le ASL intervenute su mia denuncia nulla hanno fatto sapere benché mi avessero assicurato che io sarei stata la prima “a sapere”. Già ma non hanno specificato in quale decennio e quale secolo visto lo scavallare recente tra il mille ed il 2000… Un pò come quel collega Papadia di Rieti, morto di legionella, che non s’è ancora capito se per il batterio presente nei rubinetti della Zona (per cui L’ENEL nelle persone di suoi dirigenti fu chiamata a rispondere dalla magistratura reatina) o per lo Spirito Santo. Ma anche in quel caso, pare i sindacati “nulla sapessero”….Di recente, dopo alcuni anni che sono stata trasferita in quegli uffici con quella “ingombrante” presenza e dopo ricorrenti capogiri (e nonostante le visite disposte dall’INAIL un anno fa), devo sottopormi ad esami particolarmente delicati per l’insorgere di talune patologie.Non so se il collega Papadia chiedesse i dati relativi alla salubrità dell’acqua che pare non fosse pompata dalla rete idrica cittadina. Io si, i dati li ho chiesti, senza che mai mi siano stati dati. Un rappresentante FNLECGIL, Massimiliano Placido, durante una assemblea ci ha detto, su mia richiesta, che tali dati furono rilevati, mi sembra nel 1999. Ma quali siano stati non ci è stato dato di sapere.Io i dati li ho chiesti.Il Presidente Napolitano che tanta sensibilità ha dimostrato per gli infortuni lavorativi lo sappia. Io i dati li ho chiesti. Così nessuno può dire “io non sapevo”…Speriamo che le analisi e gli esami siano del tutto tranquillizzanti.Peraltro tutta la mia solidarietà a quegli 800 colleghi che pare siano rimasti bidonati da Mr. Sawirish (e da tanti altri che ebbero la facoltà, ai più alti livelli di governo, di creare e vendere in seguito

    la Wind) che non pare proprio abbia mantenuto la promessa di garantirgli il posto.In quegli anni (ma anche oggi quando certe decisioni vengono assunte ”a discrezione” e può essere del tutto indifferente svolgere o meno una mansione, avere o meno un ruolo, attraversare o meno Roma non si sa per quale ragione per andare a svolgere un lavoro inesistente) “vorticosi”(1999/2000) il posto era una variabile indipendente anche perché ancora nessuno ha spiegato perché ad una ormai “EX” collega venne a mancare da un giorno all’altro l’assistenza del segretario regionale lazio FNLE/CGIL Pasquale Russo (che certo aveva da fare ben altre cose che salvare il posto ad una madre di famiglia) e lei si ritrovò, nonostante mille impegni assunti, in mezzo ad una strada, madre di tre figlie e, solo per “completezza informativa”, capogruppo d’opposizione al Comune di Colle di Tora (paesino semisommerso nel bacino idroelettrico del Turano) e molto, molto impegnata a far stipulare una convenzione ENEL/Comune di Colle di Tora, come testimoniano decine di articoli comparsi sulla stampa locale all’epoca.Un consiglio agli 800 amici. Prima di affidarsi alla “tutela” sindacale ci pensino non una, ma duemila volte.A me ed alla mia “ex” collega di tale “tutela” son rimaste evidenti, ancora, cicatrici profondissime.E speriamo, almeno, di salvarci la pelle… Cordialmente.Bruna Gazzelloni

    Postato da Editor1
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