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    09
    mag.
    2007

    La banda del buco

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    da L'EspressoUn Paese che sprofonda nel vuoto. Dalla politica alla finanza. Il giudizio senza appello del comico genovese nella prefazione del nuovo libro di Oliviero Beha.Un Paese allo stremo. Un Parlamento "più squalificato di Scampia". È il giudizio di Beppe Grillo sull'Italia, contenuto nella prefazione che il comico ha scritto per il nuovo libro di Oliviero Beha, 'Italiopoli', che pubblichiamo qui di seguito.

    L’Italia è una nazione con il buco dentro. Un vuoto che accompagna l’italiano dalla culla alla bara. Non se ne accorge neppure più. E sprofonda, sprofonda. Quando va all’estero non trova inceneritori, traffico, sporcizia, maleducazione, burocrazia, pregiudicati in Parlamento, impunità, tariffe dei servizi pubblici da strozzini. Non trova neppure Tronchetti Provera, Geronzi, Berlusconi e Andreotti. E questo lo fa stare meglio. Cambiato. Ma al rientro gli bastano cinque minuti per adeguarsi e diventare il solito italiano di merda. Si può dire merda? Non è vilipendio della nazionalità, ma una questione di sopravvivenza. Se l’italiano onesto, soprattutto quello onesto, non fa come gli altri è tagliato fuori. E se protesta può finire male, denunciato, minacciato, querelato, in galera. Qualche volta sparato o gettato da un cavalcavia.
    In Italia l’economia è un concetto romantico, tramontato. Sostituita dalla finanza, dai debiti, dai Ricucci, dai Coppola, dai Fiorani, dai Consorte, dai Fazio. La lista è interminabile, sfiancante, come quella dei truffati dai tango bond, dai Parmalat bond o con titoli Telecom di carta straccia. Intorno al buco c’è un altro buco: le concessioni. Acqua, etere, riscaldamento, elettricità, strade regalate agli amici degli amici. Regalate, perché se un privato bussa alle porte dello Stato e compra senza soldi, indebitando l’azienda, si può parlare solo di regalo. I politici hanno regalato, regalano, i nostri bisogni primari, la nostra vita, a imprenditori con le pezze al culo in cambio di simpatia, connivenza, finanziamenti. L’Italia è sfiancata, rabbiosa. Il Parlamento è più squalificato di Scampia. Le nuove generazioni la pensione non l’avranno. E neppure il posto di lavoro. Hanno lo schiavismo a norma di legge Biagi. Il rischio d’impresa sulle spalle dei ragazzini, non dell’imprenditore. Che meraviglioso paese.
    Una domanda bisogna però farsela. Se non si produce ricchezza. Se la pubblica amministrazione ha quattro milioni di persone, pari alla popolazione dell’Irlanda. Se il nostro debito pubblico è tra i più alti del mondo e se, quando attraversiamo sulle strisce, veniamo investiti, come è possibile tirare avanti? Forse siamo dentro a un sogno e ci sveglieremo in Argentina. O forse sono le rimesse mafiose a tenere in piedi il paese. Le rimesse delle Mafie che hanno attuato la secessione di fatto in Sicilia, in Calabria, in Campania sono la nostra ultima risorsa. Se questo è vero bisogna incoraggiare la criminalità organizzata. Tagliare i fondi ai tribunali, alla Giustizia. Nominare alla Commissione Antimafia dei pregiudicati come Pomicino e Vito. Proprio quello che sta facendo il governo. Gli italiani hanno voltato pagina con le elezioni. E si sono trovati Mastella alla Giustizia, il conflitto di interessi, l’ex Cirielli, la Pecorella, l’indulto. Il copione è sempre lo stesso e gli italiani anche.”La mafia ha mafiosizzato l’Italia, ognuno può verificarlo nella sua vita quotidiana se soltanto ha il coraggio o la disperazione intellettuale per tenere gli occhi aperti. Una certa Italia, naturalmente, quella della nomenklatura… Un paese cui è stato assicurato una sorta di Welfare mafioso, di Stato sociale barattato con la remissività e il clientelismo subpolitico”. Oliviero BehaBenvenuti nel paese di ‘Italiopoli’, nuovo libro di Oliviero Beha, giornalista, autore di fortunati programmi tv e radio (‘Va’ pensiero’, ‘Radio Zorro’), polemista di razza (famose le sue inchieste sulla corruzione nel mondo del calcio, a cominciare dal Mundial vinto dall’Italia in Spagna nel 1982). Un viaggio che tra Sciascia e Pasolini, Prodi e Berlusconi, Nanni Moretti e Bruno Vespa, racconta la stagione del ‘basso impero’ nella quale viviamo. Tra l’impunità di una classe politica sempre più ingorda, la corruzione che governa il mondo degli affari e l’immoralità diffusa nella nostra società. A pubblicare ‘Italiopoli’ è una nuova casa editrice milanese, chiarelettere, che ha tra i soci il Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, Sandro Parenzo e Guido Roberto Vitale. Il direttore editoriale è Lorenzo Fazio.

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