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    16
    mag.
    2007

    Primarie, spunta un altro comitato

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    da: Aprileonline.info - di Stefano OlivieriDopo la Spedizione dei 1001 nasce ora l'iniziativa di liberacittadinanza, dall'inequivocabile titolo "non voto se non posso decidere"Tempo fa partì l'iniziativa, documentata su Aprile, de "La spedizione dei 1001, mille in marcia, un popolo con loro". Qualche settimana fa dal sito di liberacittadinanza parte un nuovo appello, sottoscritto stavolta da nomi "pesanti", che si allinea alla iniziativa di Guido De Simone pur senza strutturarsi in una proposta di legge di iniziativa popolare come nel caso della "Spedizione dei 1001". Molti punti di contatto comunque, dal richiamo alla Costituzione alle critiche all'attuale sistema politico, in particolare alle regole di delega e rappresentanza che l'ultima legge elettorale ha totalmente piegato a favore dei partiti e delle loro segreterie.

    Non è forse un caso se, contemporaneamente e accanto ai cantieri di fusioni e acquisizioni varie aperti dalla politica “istituzionale” nascano iniziative del genere. Perché la fame di partecipazione politica è davvero alta nel paese e la società civile non ha più la sveglia al collo, dopo anni e anni di impegno in mille battaglie. Lo ricordo perché questa stagione congressuale ha soprattutto fatto affiorare, pur nella diversità delle scenografie, dei temi trattati e dei leader, l’imbarazzo di una classe politica consapevole di non essersi sufficientemente rinnovata al suo interno e di aver perso così contatto con il paese reale. E chissà però se anche consapevole dell’esigenza di rinnovare al di là del voto quel patto fiduciario con gli elettori su basi e regole diverse da quelle tuttora in vigore, così lontane dal dettato costituzionale.
    L’appello di “liberacittadinanza” dal titolo inequivocabile ” NON VOTO SE NON POSSO SCEGLIERE” è stato sottoscritto finora da Francesco (Pancho) Pardi, Dario Fo, Franca Rame, Gianfranco Pasquino, Marco Travaglio, Lidia Ravera, Giulietto Chiesa, Sandro Curzi, Diego Novelli, Oliviero Beha, Paolo Hendel, Sergio Staino e molti altri nomi già noti.
    La differenza di questa iniziativa da quella di De Simone sta soprattutto nella valutazione negativa del referendum di Gazzetta (quello sulla legge elettorale). Lo giudicano inutile soprattutto perché, seppure ha spinto il governo ad affrettarsi nella preparazione di una legge alternativa alla Calderoli, cito testuale parte dell’appello : “..le proposte che in aula raccolgono i maggiori consensi sono peggiori della legge vigente. Ingannano il popolo promettendo la riduzione del numero dei parlamentari (cosa che i parlamentari stessi non voteranno mai), rendono necessarie modifiche costituzionali, come il premierato, che abbiamo appena bocciato con il referendum costituzionale e ci costringono di nuovo a votare per liste bloccate. I partiti vogliono imporre il loro monopolio della rappresentanza politica.”
    In ogni caso si tratta di segnali positivi per la democrazia, purchè vengano opportunamente metabolizzati e condivisi. In particolare dalla classe politica dell’”Armatevi e partiamo” che conta molti rappresentanti anche a sinistra e che non a caso non vede di buon occhio le primarie, anche se ogni tanto è costretta ad applicarle per non contraddire la piazza.
    Ieri sera a Ballarò il ministro Bersani ha più volte fatto accenno alla necessità di un nuovo “civismo”, di un senso del valore collettivo da contrapporre al protagonismo egoista di tante rivendicazioni corporative che pure la nostra società contiene. Ben detto, ma occorre che a dare l’esempio sia proprio la politica, e non saprei indicare strada migliore della democrazia diretta per cominciare con il piede giusto. Rinnovare o rifondare partiti non basta più, se non cambiamo le regole.

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