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    28
    mag.
    2007

    Turco: non si puo’ criminalizzare uno spinello, legge sulla droga da cambiare

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    da RAI.it"Bisogna essere contro tutte le droghe. Qualcuno si metta bene in testa che non esiste solo lo spinello. E' sbagliato criminalizzare lo spinello e non fare una distinzione tra la gravità delle droghe. E' un'ulteriore conferma di come questa legge vada assolutamente modificata". Il ministro della Salute Livia Turco, dopo aver proposto l'intervento dei Nas nelle scuole per contrastare lo spaccio di droghe, allarga la sua analisi alle leggi attualmente in vigore. E dopo il caso del 15enne della provincia di Milano morto dopo aver fumato uno spinello insieme ai compagni di classe, invita a distinguere fra droghe leggere e pesanti.

    Il dibattito politico Per il presidente dell’Udc Pier Ferdinando Casini “il governo deve schiarirsi le idee. Se c’è una svolta rigorista siamo disponibili a lavorare con il governo ma non è possibile un giorno elevare la soglia di cannabis consentita e il giorno dopo proporre le ispezioni nelle scuole”.
    Da destra sono arrivati commenti ironici ma comunque concordi sull’invio dei Nas nelle scuole. “E’ facilmente intuibile che cosa sarebbe accaduto nel Paese se la proposta Turco di inviare i Nas nelle scuole a caccia di droga l’avesse fatta il centrodestra”, ha affermato Francesco Storace, per il quale “comunque, il ministro della Salute ha il merito di aver scoperto la verità: la droga fa male”. Per Maurizio Gasparri (An), “Livia Turco è veramente una persona tempestiva. Bisognerà informarla che tra qualche giorno le scuole chiudono. Dove li farà questi controlli?”. Lo scetticismo della sinistra, le perplessità dei RadicaliDal centrosinistra, tranne Silvana Mura deputata di Idv, che si è schierata a favore della proposta di Livia Turco, arrivano le critiche. “Il proibizionismo, alcuni ritengono, è la politica che si deve seguire su questo fronte. Peccato che chi come noi ha a cuore lo stato di diritto come la sicurezza pensi a uno strumento diverso, per esempio la legalizzazione. E’ un problema di metodi, magari per arrivare magari a uno stesso fine. Ma l’idea dei carabinieri nelle scuole mi sembra francamente strampalata”, ha affermato il ministro del Commercio con l’Estero Emma Bonino.
    “Viste le reazioni, se il ministro Turco non vuole trovarsi in sintonia solo con la destra ritiri immediatamente la proposta di inviare i Nas nelle scuole”, attacca il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Paolo Cento: “Viste le reazioni, se il ministro Turco non vuole trovarsi in sintonia solo con la destra ritiri immediatamente la proposta di inviare i Nas nelle scuole”.
    Fassino: serve buon senso E’ giusto che il governo si preoccupi di assumere iniziative contro l’uso di stupefacenti nelle scuole. Occorre però saggezza, intelligenza e attenzione a questo problema”, dice Piero Fassino. Per il quale è “necessario assumere iniziative per contrastare il fenomeno della droga. Servono strumenti che convincano i giovani a non fare questa scelta. Gli esperti sceglieranno quelli più adatti. Non possiamo non vedere che è in crescita l’uso delle sostanze dopanti e tossiche e che c’è un abbassamento dell’età di accesso a queste sostanze. Questo preoccupa giustamente molto – ha concluso Fassino – le famiglie”.
    “Sono gli incredibili effetti voluti dall’annuncio elettoralistico di un ministro da sempre paladino del ‘libero cannabis’ – ribatte invece il presidente dei deputati dell’Udc Luca Volonté – Cento, Radicali e Comunisti si plachino, le parole della Turco non avranno purtroppo nessun seguito. La paladina del cannabis libero dovrebbe dimettersi per il suo malesempio e il palese aiuto ancora una volta dato a spacciatori e consumatori”.
    Turco: nessuna contraddizione Ma il ministro Turco replica: non c’è nessuna contraddizione tra “raddoppiare la quantità massima di cabnnabis consentita per uso personale e mandare i Nas nelle scuole per verificare che i ragazzi non assumano droga”. Depenalizzare il consumo e vigilare che nelle scuole non circoli la droga – precisa il ministro in un’intervista a La Stampa – rientrano nella stessa strategia. La linea proibizionista della legge Fini-Giovanardi è fallita, perciò bisogna educare i ragazzi a rifiutare tutte le sostanze in quanto pericolose e dannose”.

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