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    30
    mag.
    2007

    Invitiamo a intervenire chi voglia avere una nuova prospettiva politica

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    Giovedì 31 maggio ore 11.30presso Cinema Capranichetta, piazza Montecitorio (Roma)Conferenza Stampa:I cittadini sono invitati. PROGRAMMA1) Presentazione Manifesto sulla riforma della politica;2) Presentazione Petizioni al Parlamento ( art. 50 Costituzione) su Liste di attesa nella Sanità; Responsabilità dei partiti di fronte alla legge; Tutela Ambiente, territorio e salute dei cittadini; Conflitti di interessi; Costi della politica;3) Annuncio manifestazione 6 Ottobre Piazza Farnese a RomaIl manifesto è firmato tra gli altri da Oliviero Beha, Marco Travaglio,Gianni Barbacetto, Francesco Pardi, Antonio Tabucchi, Stefano Montanari, Beppe Grillo, Lidia Ravera, Roberto Alagna, Elio Veltri, Dario Fo, Franca Rame Introducono la conferenza stampa: Beha (portavoce dell'iniziativa), Alagna, Pardi e VeltriNO alla repubblica dei partiti. Si alla repubblica dei cittadini

    dal 31 maggio sarà attivo il sito www.repubblicadeicittadini.com Per ulteriori informazioni:http://www.democrazialegalita.it

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    roberto .
    Ritengo che un sistema per porre fine a questo schifo, sia quello di marcare stretti i politici. Mi spiego. Si fanno decine di trasmissioni alle quali vengono invitati i politici (Omnibus, la mezz'ora dell'Annunziata, Porta a porta, Ballarò.....). Ciò che caratterizza e accomuna queste trasmissioni è la mancanza di un seguito a quelle che vengono espresse come buone intenzioni. Ogni politico si da da fare a vantare proprie proposte e risultati e a denigrare allo stesso tempo l’operato degli avversari. In termini di promesse, poi, sembra che ognuno di loro sia disponibile a cambiare tutte le cose che non vanno, senza che poi alle promesse seguano i fatti. Ciò che queste trasmissioni dovrebbero invece svolgere, sarebbe un vero pressing su tutti gli ospiti intervenuti, chiedendo ad esempio che a fronte di un impegno assunto, ogni politico fornisse una proposta e una tempistica necessaria per l’attuazione dell’impegno. Al termine del periodo, il politico potrebbe essere nuovamente invitato per commentare il risultato, facendo i nomi degli eventuali oppositori ad una necessaria riforma. Siamo stufi di gente in passerella, che si fa bella con proposte demagogiche che non hanno mai un seguito. Bisogna mettere in croce gli inetti e i disonesti e lodare pubblicamente quelli (se esistono) che veramente dimostrano di rappresentarci.
    Oliviero Beha .
    E' certamente vero che quando si dice "no alla repubblica dei partiti" si intende da un lato di "questi" partiti, che se la sono divorata, e dall'altro di partiti che non sono rappresentativi dei cittadini come recita la nostra Costituzione. Così pure per la menata della "antipolitica": siamo antipolitici noi che li critichiamo per lo sfascio, o loro che ne hanno una abbaondante responsabilità? Nel secondo caso, saremmo a "questa" politica di correi che denuncia coloro che li denunciano. Mica male come paradosso, no? o.b.
    gigi.cons@libero.it .
    Quando si dice no alla repubblica dei partiti bisognerebbe fare un distinguo. Cioè bisognerebbe anche spiegare che le organizzazioni che in atto esistono sono solo degli "autobus" buoni per salirvi (se il bigliettaio è d'accordo) e raggiungere la meta prefissata cioè l'elezione. Il partito che sta alla base della democrazia parlamentare è un'altra cosa: trova la sua fonte nella volontà della base e nella sua partecipazione alla "polis" grazie alla diffusione sul territorio, grazie alla discussione delle problematiche sociali nelle asssisi periferiche e nei congressi che non sono le vetrine a cui ci stanno abituando ma che dovrebbero essere i luoghi ove si discutono e si approvano le metodologie della gestione "politica". I politologi riuniti in una superiore autority, dovrebbero andare a regolamentare "i partiti". Tutti quelli che obbediscono a degli standard organizzativi prefissati potrebbero avere l'autorizzazione a competere alle elezioni di cui trattasi. e dovrebbero essere le persone a dare lustro al simbolo e le loro capacità certificata ad amministrare. Questa, molto rozzamente potrebbe essere una abbozzo di proposta per migliorare la società. Ma altre potrebbero essere migliori se solo fossero animate non da interessi personali ma collettivi. Cordilità Luigi Gianfranco Consiglio - Palermo

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