• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Le lobby ed il parlamento battono i consumatori 10 a 0
    11
    giu.
    2007

    Le lobby ed il parlamento battono i consumatori 10 a 0

    Condividi su:   Stampa

    da Codacons.itScandaloso l’affondo dei lobbisti che in sede di dibattito parlamentare hanno avuto la meglio sulle liberalizzazioni del decreto Bersani. Il Codacons e l’Adusbef chiedono al senato di respingere le pressioni fatte dalle lobby e invitano il governo a vergognarsi per non aver mantenuto le promesse fatte ai cittadini, capitolando sulle assurde pressioni dei farmacisti, notai, banchieri e tassisti.

    Elio Lannutti presidente Adusbef e Carlo Rienzi presidente Codacons contestano questo strapotere dei notai che mantengono l’esclusiva sulla cessione degli immobili di valore non superiore a 100mila euro, dei banchieri che difendono con i denti la commissione di massimo scoperto, dei benzinai che bloccano il riordino dei distributori, dei tassisti che mantengono sempre più esclusive. Non bisogna certo trascurare le ferrovie che hanno bloccato la liberalizzazione delle tratte più remunerative e la lobby per impedire la liberalizzaznione della gestione delle acque e l’abolizione del pubblico registro dove le decisioni sono state presedall’ ACI e dal sindacato Rdb. Ma il peggior affronto è quello dei farmacisti supportati dal Ministro Livia Turco che si è fatta portavoce dei 16000 privilegiati di questa categoria. I consumatori subiscono un brutto KO e vengono sconfitti per 10 a 0, adesso tutti si interrogano su dove sia finito l’interesse mostrato dal governo nei loro confronti, ma soprattutto i consumatori si chiedono come sarà possibile arrivare a fine mese con i “modesti salari” e le “risicate pensioni” se le decisioni sul loro futuro vengono prese solo dalle lobby.

     commenti
    Commenti
    3
    Lascia un commento
    pietro57 .
    riporto un articolo; per lo stesso mi scuso della lunghezza, ma lo ritengo incisivo in merito: Lo avevano promesso e lo mantengono: i titolari di farmacie sono sul piede di guerra per la pseudo-liberalizzazione dei prodotti di classe C che, se l'emendamento già approvato alla camera passerà al Senato, ne consentirà la vendita nei supermercati. Anche i medici hanno protestato mentre le associazioni dei consumatori chiedono ancora di più. Il ministro Turco si trova nel mezzo, ma più che la Sanità questo è un tema che dovrebbe riguardare Bersani e le sue finte liberalizzazioni che non contentano nessuno e non portano alcun beneficio reale. Facciamo un po' di chiarezza perchè a questo punto è indispensabile. Il farmaco, oltre che un beneficio per la salute, è una fonte stratosferica di soldoni che lo Stato o il cittadino pagano profumatamente, e in Italia più che altrove, grazie al regime monopolistico in mano ai titolari di farmacie. Anche i medici scendono in campo per sottolineare che non è possibile rinunciare alla professionalità delle farmacie. “Si rischia in questo modo", ha detto il presidente della FNOMCeO, Amedeo Bianco, "di svuotare ulteriormente il ruolo delle Farmacie alle quali va invece ridata tutta la loro funzione per garantire, con capillarità territoriale e presenza professionale, l’erogazione delle prestazioni farmaceutiche”. Si potrebbe anche essere d'accordo, seppure la tipologia di farmaco concesso ai supermercati finora è più da profumeria che da farmacia ed è comunque prevista la presenza di un farmacista. Altroconsumo ha anche elencato i prodotti che sono venduti in farmacia senza tanti problemi: Creme antirughe, prodotti dimagranti, giocattoli, caramelle, ma anche zoccoli, braccialetti... Le farmacie tradizionali, che difendono in maniera corporativa il loro ruolo, non si distinguono affatto da parafarmacie e ipermercati. Tutti i punti vendita visitati nella nostra inchiesta vendono e pubblicizzano prodotti diversi dai farmaci, spesso dalla dubbia efficacia e sicurezza. I dati pubblicati sia da Altroconsumo che da Vostrisoldi.it smascherano il business che c'è alla base di questa corporazione. I rincari maggiori ovviamente vengono effettuati sui farmaci di fascia A, quelli per cui il cittadino non deve mettere mano al portafogli ma che gravano direttamente sul SSN (che sono comunque bilanci alimentati dai nostri soldi). Qui lo Stato, in questo caso nel ruolo di cliente nei confronti dei produttori di medicine, spunta prezzi concorrenziali, all’origine, ma è alla distribuzione, fra grossisti, farmacisti, per non contare altre figure presenti ma non visibili, che il prodotto lievita in maniera impressionante. Diminuendo progressivamente il rincaro quando il cittadino deve pagare di tasca propria. Un bell'affare. Federfarma mette soprattutto l'accento sulla qualità del servizio offerto dalle farmacie rispetto alle catene commerciali: "a chi giova consentire la vendita di farmaci antitumorali, antipsicotici, stupefacenti, antidepressivi, antiepilettici, estrogeni, pillola del giorno dopo sugli scaffali dei supermercati? Veramente, si pensa in questo modo di fare gli interessi dei cittadini? Siamo sicuri che essere l'unico Paese europeo che si orienta su questa strada e consente la vendita di farmaci con ricetta medica e di particolare rilevanza nei normali esercizi commerciali sia un segno di civiltà e di progresso?". Come dargli torto? Infatti hanno ragioni da vendere: la professionalità non è acqua fresca. E allora che fare perchè si giunga ad una seria liberalizzazione che tenga calmierato il costo del farmaco? La risposta è semplice ma, anche su questa, si incontrano forti ostilità: eliminare il contingentamento delle farmacie (numero massimo di esercizi che possono spartirsi il territorio) e dare finalmente la possibilità ad un laureato in farmacia di aprire, ovviamente, la sua attività con tutti i crismi di professionalità che vengono richiesti e che lo Stato gli ha consegnato all'atto della laurea. A chi può danneggiare avere un maggior numero di farmacie? Al cittadino sicuramente no, ai Comuni nemmeno, ai giovani farmacisti men che meno perchè almeno la smetterebbero di svilire il frutto dei loro studi facendo i garzoni sotto padrone. C'è solo una categoria che può ostacolare una vera liberalizzazione del settore: i titolari di farmacie che hanno in mano un capitale enorme che non intendono spartire con nessuno. Allora per favore, sia Federfarma che FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), non usiamo il cittadino, consumatore e, in questo caso malato, per garantire un regime dinastico e monopolista. Fatene una questione economica così ci capiamo meglio e non si prende in giro nessuno. Ne và della vostra credibilità. Stesso discorso per i ministri Turco e Bersani, liberalizzate garantendo qualità e concorrenza non Coop. e potenti catene di distribuzione, si può fare, sempre che nei progetti del Governo non vengano prima gli interessi delle Cooperative rosse che non quelli dei cittadini.
    pietro57 .
    Come al solito vince (spero temporaneamente) il supporto al privilegio di pochi a sfavore dell'interesse di tutti. Privilegio oltretutto difeso da argomentazioni inefficaci e pindariche che sono un'offesa all'intelligenza collettiva (vedasi "pericolosità" dei farmaci di fascia C all'infuori della "farmacia", senza considerare che è il farmacista, non la farmacia, a garantire la corretta dispensazione dei medicinali). Esistono oltre 56.000 farmacisti NON titolari di farmacia che vorrebbero proporsi sul mercato (ma non possono farlo di fatto) ed offrire un servizio migliore, più capillare e più vantaggioso per il cittadino in un mercato attualmente blindato e retto esclusivamente dai i 17.000 farmacisti privilegiati titolari, spesso ereditieri, che operano in un regime di assoluto monopolio. Penso sia arrivato il momento di farsi sentire e far valere i nostri diritti, nell'interesse collettivo.
    roberto .
    Non è una novità. Tante promesse, ma poi le lobbies hanno sempre la meglio. Tempo e fatica sprecati per Bersani e il solito immobilismo per tutti i cittadini.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook