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    11
    giu.
    2007

    Selva si è dimesso da senatore

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    da LaStampa.itOra le dimissioni dovranno essere votate dall’aula di palazzo Madama.Gustavo Selva si è dimesso da senatore, con una lettera al presidente del Senato Franco Marini, a seguito delle polemiche sull’utilizzo da parte sua di un’autoambulanza per recarsi negli studi televisivi de la7. Selva ha spiegato ad Apcom che ha preso la decisione in assoluta autonomia, senza consultare nessuno del suo partito: «nemmeno i miei familiari...», ha precisato.

    Ora le dimissioni dovranno essere votate dall’aula di palazzo Madama. Una decisione irrevocabile? «Nulla è irrevocabile -risponde Selva- deciderà l’assemblea…».L’assistenza, spiega il medico in servizio sull’autoambulanza nella sua relazione, risultava «alquanto difficile» per via «delle continue aggressioni fisiche (spintoni) e verbali (frasi denigratorie sull’efficienza del sistema di soccorso e sulla professionalità mia e dell’equipaggio, minacce di denuncia e di far licenziare l’infermiere, pretesa di far violare le disposizioni impartite per l’evento dalla Questura sull’utilizzo appropriato del segnalatore acustico)». Inoltre, giunti nei presi del San Giacomo, riferisce il medico, il senatore chiedeva di essere trasportato dal suo cardiologo, in via Nogaro: un’indicazione sbagliata, secondo l’equipaggio dell’Ares, in quanto corrispondente a una via di Ostia tanto che, fanno notare, «non è presente sullo stradario».

    «Il senatore – si legge nel verbale – inveendo sulle nostre capacità di trovare una strada, che si è rivelata evidentemente inesistente (trattandosi di via Novaro) e non consentendoci di comunicare con il suo cardiologo, forniva all’autista ulteriori indicazioni per arrivare a destinazione». Giunti sul luogo, «il senatore si strappava i fili del monitoraggio» e «usciva frettolosamente dall’ambulanza» inseguito dall’equipaggio. Entrando nello stabile, continua la ricostruzione compilata dall’anestesista, Selva «ordinava agli addetti della portineria di non farci entrare e si allontanava con una signorina, che sembrava aspettarlo, dicendo che il suo cardiologo lo stava raggiungendo lì». È stato allora che il capo dell’equipaggio ha chiesto dove l’ambulanza si trovasse: «ci è stato risposto in maniera chiara che si trattava di un emittente televisiva (La7) e che non era presente nessun cardiologo».
    Nella lettera che accompagna la relazione redatta dal medico in servizio sull’autoambulanza, De Salazar auspica inoltre che alla luce della vicenda si rivedano i rapporti tra la Ares 118 e i servizi sanitari di Palazzo Chigi, Camera e Senato, «in quanto – osserva – i servizi di emergenza-urgenza, compiti istituzionali dell’Ares 118, non possono essere demandati (noleggiati) ad altri».

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    margherirosa .
    Una volta era noto il detto: “Eh sì, perché lei non sa Chi sono Io…”. Oggi, in tempi molti più tristi e privi di tante cose ormai calpestate, senza vergogna, scaravoltate nel peggiore dei dimenticatoi, ci si deve inchinare di fronte alla protervia e alla mancanza di “tamto / tutto” da parte di Questo e di Quest’altro personaggio pubblico / importante / nonché cosidetto volto noto o qualsiasi presunto vippe. Ha iniziato, e si fa per dire, un certo Emilio [di nome] e Fede [di cognome]; leggeva, da Dio, al Tg1, o quasi; non gli si poteva dire niente e almeno in tal senso; ed il lèggere non è cosa da poco, e lo si apprezza e lo riscontra proprio oggi, grazie ad alcuni suoi colleghi che vorrebbero sì dimostrare una dimestichezza nella lettura che non gli appartiene affatto e le cui papere sono innumerevoli finanche indicibili / inenarrabili; impostati come sono a guardare fisso in telecamera, per così meglio forare il video e perderne di vista il testo...; che strazio ! [un esempio ? tale Nino Cutro, del Tg Basilicata; e mi spiace dirlo, proprio per un conterraneo, ma è così…]. E poi Emilio, ad esempio, un bel giorno ha sposato il dio-Silvio, il suo Dio; e da fine dicitore mi si è trasformato in pessimo sottolineatore, “sottilizzatore”, delle presunte aggressioni al suo Capo; in un già fastidioso tergiversatore, e fazioso rappresentante del più improfessionale giornalismo, per quel modo di porgerne la notizia, quella qualsiasi, e quella importante, indifferentemente; commentatore senza alcun ritegno, ormai da tempo insopportabile; che delusione [assoluta] ! Adesso, proprio tra quelli della cosiddetta “vecchia guardia” del giornalismo d’una volta, ci s’è pure messo il Gustavo; eh chi se lo sarebbe mai immaginato; eppure, uno così, preciso, puntuale, attento, almeno all’apparenza, evidentemente. Già, perché è proprio per non fare tardi, alla trasmissione cui teneva tanto, che si è impelagato in una faccenda gravissima, al cardiopalmo, quanto assolutamente ridicola; ulteriore delusione ! E quella frase, “Nulla è irrevocabile; deciderà l’assemblea”, ce la dice tutta sul personaggio e sull’andazzo, generale in politica e oltre; tutto quanto e nella forma, sia nella sostanza, come sempre d’altronde, eclatante vieppiù in questi casi. Per cui, ambulanzieri dello Stivale ed isole annesse, ma anche carrozzieri, stallieri, e poi biscazzieri, perché no, e frombolieri, palafrenieri, giardinieri, [persino confalonieri ?; e qui la satira politica raggiungerebbe l'apoteosi], etc…, quelli di ieri appunto, di oggi e di domani, stateve accorte ! e sopratutto, fatevi valere. Siete avvisati, ormai. Cordiali saluti. P.S: non ci posso fare niente se la cronaca mi sfrocoliea, e mi soverchia. Antonio - Avigliano [Potenza]

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