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    20
    giu.
    2007

    Eurispes: “cresce il disagio abitativo”

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    da HelpConsumatori.itComperare casa a Roma equivale ad acquistarne quattro a Viterbo. Lo rileva un'indagine condotta dall'Eurispes, secondo la quale il costo di un' abitazione di 70 mq, nella zona centrale della Capitale, oscilla tra i 372.633 ai 492.897 euro, contro i prezzi del capoluogo della Tuscia, fra i 79.567 e i 109.667 euro. Non è più rosea la situazione degli affitti: per la stessa casa, il canone di locazione va da un minimo di 1.705 euro ad un massimo di 2.252 euro (a Viterbo è tra 369 e 518 euro). Nella regione cresce di conseguenza il disagio abitativo. Dai dati elaborati dall'istituto in materia di mutui, emerge un indebitamento delle famiglie più che raddoppiato dal 2001 al 2006.

    Famiglie sempre più in difficoltà. Sui mutui di data superiore ai 18 mesi, l’Eurispes ha riscontrato il passaggio delle somme totali erogate dai 60 milioni di euro del settembre 1999, agli oltre 190mila milioni del marzo 2006. “In particolare, rileva l’istituto – nel periodo compreso tra il 2001 e il 2006 il fenomeno è più che raddoppiato: nel primo trimestre 2001, infatti, l’ammontare complessivo dei mutui contratti in Italia era pari al 25,6% del Pil, mentre nel primo trimestre 2006 lo stesso rapporto era pari al 52,9%. La sola provincia di Roma assorbe l’11,2% del totale nazionale dell’indebitamento per l’acquisto di abitazioni, mentre il Lazio rappresenta il 12,5% del totale. Inoltre, i mutui concessi nella provincia capitolina rappresentano circa il 90% del totale regionale, rispetto alle province di Latina, Viterbo, Frosinone e Rieti che raccolgono rispettivamente il 4,8%, il 2,9%, il 2,5% e l’1,2%”.
    Scende il numero di case in affitto. Dal 1997 al 2002 le famiglie che vivono in alloggi presi in locazione sono diminuite di circa 500.000 unità. Nel 1981, le famiglie che vivevano in affitto erano il 35,2% della popolazione, nel 1991 25,4%, e nel 2002 solo 18,7%. “Questo dipende dal fatto che, spiega l’Eurispes – attualmente, il costo dell’affitto e quello del mutuo si equivalgono, con la differenza, ovvia, che, una volta finito di pagare il mutuo si è proprietari di un bene patrimoniale di alto valore e immediatamente collocabile sul mercato”.
    Le case di Roma costano quattro volte di più di quelle di Viterbo, sia che si voglia acquistarle sia se si intenda prendere in affitto. “Questo perchè – dichiara l’Eurispes- la domanda abitativa è in crescente aumento, soprattutto nella Capitale (per la presenza di istituzioni, università, associazioni), e l’offerta è inversamente proporzionale alla richiesta, in particolare nei centri più grandi, già caratterizzati da un’alta densità edilizia, che spesso non consente di costruire nuovi fabbricati”.
    Disagio abitativo. “In Italia, – evidenzia l’indagine – a causa di fattori economici e normativi che non incentivano la locazione, la quota di patrimonio abitativo in affitto (16%) è nettamente inferiore rispetto ad altri paesi europei come: Germania (60%), Olanda (47%) Francia (42%), Austria (41%). D’altra parte, anche l’offerta di abitazioni sociali rafforza le differenze tra i diversi sistemi abitativi nazionali, dal momento che i paesi con un mercato dell’affitto poco sviluppato presentano anche basse quote di offerta sociale. I dati forniti dalla Federcasa dimostrano che in Italia si contano 4,5 abitazioni sociali in locazione per 100 abitazioni occupate, contro 36 nei Paesi Bassi, 21 in Gran Bretagna, 19 in Danimarca, 16 in Francia. Inoltre, le assegnazioni di alloggi sociali in Italia rappresentano appena l’8% delle domande di assegnazione di alloggi. L’Italia, secondo l’Eurispes, è anche il paese che investe meno nelle politiche abitative: appena lo 0,6 per mille (0,06%) della spesa sociale, rispetto al Regno Unito (il 5,5% del totale), Cipro e Irlanda (oltre il 3% del totale), Francia, Grecia, Ungheria e Danimarca (sopra 2%), Svezia (appena sotto il 2%), Olanda, Malta e Finlandia (poco più dell’1%), che spendono cifre che si attestano al di sopra dell’1%. Tutti gli altri paesi (Spagna, Germania, Norvegia, Italia, ecc), raggiungono percentuali al di sotto dell’1%”.
    Ridotte possibilità di affitto producono, secondo l’Eurispes, anche conseguenze sul piano lavorativo: “in uno studio della BCE, – si legge nella nota – infatti, si rileva che la mobilità abitativa per motivi di lavoro in Italia, risulta all’incirca un quarto di quella rilevata in Europa (0,2% rispetto a 0,8%). Inoltre, circa il 25% delle famiglie in affitto possiede redditi inferiori ai 10.000 euro e sopporta un affitto che, se pur modesto, assorbe circa un terzo del reddito. Il 40% delle famiglie in affitto ha un reddito annuo compreso tra 10.000 e 20.000 euro, con un’incidenza del canone di circa un quarto. Nelle grandi aree urbane questi valori salgono di molto e per le famiglie con reddito inferiore a 10.000 euro si passa ad un’incidenza del 150%. Per le famiglie con reddito compreso tra i 10.000 e i 20.000 euro, l’incidenza dell’affitto sul reddito si porta al 67%. L’attuale offerta di abitazioni in locazione non è sufficiente a dare una risposta alle esigenze di una società in trasformazione e in particolare alle fasce più deboli”.
    In crescita la vitalità del mercato immobiliare nel Lazio, soprattutto a causa del giro d’affari presente nella Capitale. In particolare, il settore residenziale è concentrato nella provincia di Roma, dove avviene il 75,96% delle compravendite di tutta la regione (Frosinone 4,99%; Latina 8,77%, Rieti 3,29%; Viterbo 6,98%). Per ciò che concerne i capoluoghi, Roma ha riportato nel 2005 un incremento delle compravendite pari al 5% circa, ma il dato interessante riguarda le città di Viterbo (+23% rispetto al 2004) e di Rieti (+17%).
    Questi i punti proposti dall’Eurispes per risolvere l’emergenza casa nel Lazio: 1) disporre di un quadro della situazione, per il Lazio e per Roma, che proponesse una lettura salda ma, al tempo stesso, libera da ogni condizionamento di qualsivoglia natura; 2) delineare una più nitida parcellizzazione delle esigenze, del bisogno, da parte di diverse tipologie di utenti per un piano sufficientemente corretto di Edilizia Residenziale Pubblica.

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