• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Brutte notizie dalla calabria
    25
    giu.
    2007

    Brutte notizie dalla calabria

    Condividi su:   Stampa

    Caro dott. Beha,sono Aldo Pecora del Movimento Ammazzatecitutti di Locri nonchè amico di Roberto Alagna, ci siamo conosciuti a Roma alla conferenza stampa di presentazione del manifesto dei cittadini. Le scrivo perchè si tratta di una questione delicata e seria, ed intendo sollecitare anche la Sua attenzione circa la grave situazione che sta vivendo la Calabria proprio in questi giorni.Proprio qui, ifatti, sta per partire una nuova ManiPulite, ma nessuno ne parla.

    L’inchiesta si chiama “Why not” ed è portata avanti dal PM De
    Magistris.Sono coinvolte anche alte personalità sia delle istituzioni che
    addirittura dell’imprenditoria, della politica ed addirittura dei servizi
    segreti. Il tutto attuato, dulcis in fundo, attraverso una lobby di potere
    legata ad una massoneria segreta.
    Visto che l’informazione latita, non sapendo cosa fare ho scritto di getto
    una mail a Beppe Grillo, dove si riassume tutto l’accaduto. Anche perchè la cosa
    bella e paradossale, come poteva succedere SOLO in Calabria, adesso i politici
    indagati QUERELERANNO i testimoni dell’inchiesta!!! E per di più mica lo faranno
    pagando gli avvocati con i loro lauti stipendi? Certo che no, lo faranno tramite
    l’avvocatura regionale, quindi a spese nostre!
    Ad ogni buon fine, nell’attesa di poter ragionare anche assieme a Lei sul da
    farsi, Le allego la lettera che ho inviato a Grillo, il quale sicuramente darà
    ampio spazio alla cosa sul suo blog.
    A presto, spero!Aldo——————————Caro
    Beppe,come di consueto ormai mi rivolgo a te perché resti l’ultima speranza
    (almeno mediatica) di un intero popolo, quello calabrese, destinato a piangere
    lacrime e sangue se le cose non cominciano a cambiare.Beppe, questo è un
    messaggio nella bottiglia, un ultimo appello che attraverso te intendiamo
    rivolgere a tutti gli italiani.Ti ricordi della lettera che ti scrisse Marco
    Travaglio tempo fa (e che tu pubblicasti sul blog) circa la solidarietà ad
    alcuni magistrati lucani e calabresi? Bene, anzi, male, perché per quanto
    riguarda la Calabria adesso dopo aver toccato il fondo abbiamo iniziato anche a
    scavare con i piedi.C’è una società a Lamezia Terme (CZ) che si chiama Why
    Not?(www.whynotmc.it) che da tempo,
    praticamente sin dalla sua nascita, presta i suoi lavoratori interinali alla
    Regione Calabria per servizi che vanno dallasorveglianza idraulica, alla tutela
    del patrimonio, alla gestione del personale, di banche dati ed altri servizi
    informatici; questa società impiega oggi 635 dipendenti e vanta un fatturato di
    12 milioni di euro.Certamente gran parte del merito di tale successo è
    dovuto al fatto che in pratica la Regione, seppur con decine di migliaia di
    dipendenti, non riesce - per così dire – a gestire neppure il proprio
    personale, e si affida perciò in outsourcing a Why Not?.E fin qui sembra
    l’inizio di una storia quasi normale, magari una di quelle storie di piccola
    clientela come tante ce ne sono in Italia, ed invece c’è dell’altro, e che
    altro!Da Why Not? mutua oggi il nome l’inchiesta aperta alla Procura della
    Repubblica di Catanzaro e portata avanti dal sostituto procuratore Luigi De
    Magistris, perché sarebbe questa la società capo-fila di una serie di scatole
    cinesi finalizzate all’intercettazione di una gran parte dei finanziamenti
    pubblici erogati dalla Regione Calabria e dall’Unione Europea per i più
    disparati settori economici. E adesso comincia il bello.Durante gli
    interrogatori dei testimoni (anche interni a Why Not) da parte di De Magistris
    sono venuti fuori nomi di importanti personaggi del mondo della politica
    calabrese nonché dell’imprenditoria e delle forze armate di tutta Italia e così
    nei giorni scorsi i carabinieri hanno perquisito decine di abitazioni private
    per poi  irrompere addirittura al Palazzo del Consiglio regionale negli
    uffici privati di alcuni consiglieri ed assessori regionali alla ricerca di
    materiale probatorio per l’inchiesta. Cioè, come se i carabinieri irrompessero
    negli uffici parlamentari di Montecitorio, giusto per farti comprendere la
    gravità della cosa.E così le persone indagate sono 19 e provenienti da tutta
    Italia. Tra queste anche il generale Paolo Poletti,  attuale capo di Stato
    Maggiore della Guardia di Finanza, l’assessore al turismo e Vicepresidente della
    Regione Calabria, Nicola Adamo (Ds), l’assessore regionale all’agricoltura e
    forestazione, Mario Pirillo (ex Margherita adesso esponente del Partito
    Democratico Meridionale), un consigliere regionale dei Ds, Antonio Acri, l’ex
    responsabile per il Sud Italia della Compagnia delle Opere, Tonino Saladino,
    l’ex assessore regionale alla sanità di centrodestra, Gianfranco Luzzo ed
    un  quarantenne di Vibo Valentia, Salvatore Domenico Galati, già
    collaboratore dello staff del senatore e coordinatore regionale di
    ForzaItalia Giancarlo Pittelli.Un bel minestrone, non c’è che dire. E se
    ti dicessi che tra gli indagati ci sono anche il capocentro del Sismi di Padova,
    Massimo Stellato, ed una funzionaria del Cesis (l’ufficio di coordinamento dei
    servizi segreti), Brunella Bruno?Ecco che il quadro della situazione si
    manifesta in tutta la suapreoccupante tristezza e drammaticità.I reati
    contestati, a vario titolo, spaziano dalla corruzione, all’associazione a
    delinquere, alla violazione delle leggi sulle associazioni segrete (!!!), alla
    truffa, al finanziamento illecito ai partiti.Addirittura si ipotizza per
    alcuni l’appartenenza ad una massoneria coperta (la c.d. Loggia San Marino), che
    sarebbe servita da collante per portare a termine gli affari illeciti del gruppo
    di potere trasversale con le dovute coperture istituzionali. Cioè, praticamente,
    pare si tratti di una vera e propria lobby e che questa abbia influito sulle
    scelte di amministrazioni pubbliche per l’utilizzo di finanziamenti e
    l’assegnazione di appalti.Ovviamente inutile dirti che il Vicepresidente
    Adamo, ad esempio, in linea con la recente linea Ds sui magistrati milanesi, si
    è subito detto pubblicamente vittima di un complotto contro sé, il suo partito,
    la sua famiglia ed il suo lavoro, accusando, seppur indirettamente, il PM
    dell’inchiesta di agire per conto di non si sa chi (e meno male che lostesso
    De Magistris era stato inserito anni fa nel famoso elenco delle toghe rosse di
    berlusconiana memoria!).Eccola la regione del dopo-Fortugno! Eccola la
    regione dove un uomo delle Istituzioni, un politico,  è stato ucciso meno
    di due anni fa in un seggio delle Primarie, a Locri, giusto sei mesi dopo quelle
    elezioni regionali dove il centrosinistra, imbarcando di tutto ha raggiunto il
    record storico di preferenze (oltre il 62% dei consensi).Adesso, mentre
    sarai ancora impegnato a strapparti i capelli anche tu per la rabbia, ecco una
    notizia fresca fresca. Ieri (20 giugno), dopo la riunione della Conferenza dei
    capigruppo e dei presidenti di Commissione in Consiglio regionale, è stato dato
    mandato al presidente del Consiglio, Giuseppe Bova (Ds), di (cito testualmente)
    <<assumere, attraverso l’Avvocatura regionale, ogni iniziativa giudiziaria
    volta alla difesa dell’onorabilità dell’Assemblea>>. In poche parole caro
    Beppe, adesso il nostro dipendente Bova querelerà (con  i soldi dei
    contribuenti, bene sottolinearlo) i testimoni dell’inchiesta di Catanzaro, dopo
    aver già querelato per fantomatiche diffamazioni anche noi di Ammazzateci tutti
    a dicembre 2006,rei di aver chiesto di non essere più strumentalizzati
    politicamente e sollecitato chiarimenti circa la questione del 50% – di allora
    di consiglieri regionali inquisiti (dato comunque confermato successivamente
    anche dalla Direzione Nazionale Antimafia e dal Procuratore nazionale antimafia
    Pietro Grasso ed oggi salito al 63%, con 31 consiglieri inquisiti su 49
    eletti).Di queste cose, quanti giornali e televisioni ne hanno parlato e ne
    parleranno?Io sono solo uno squattrinato 21enne studente fuori sede con già
    due querele sulle spalle, e più di questo ultimo disperato appello (che Dio solo
    sa quanto certamente mi costerà), non so proprio cosa fare ed a chi rivolgermi.
    Per questo mi sono rivolto a te che, da tempo ormai, parli anche meglio di
    D’Alema!Dicci tu quindi, Beppe, a chi ci dobbiamo rivolgere… al Presidente
    della Repubblica, alla Corte Europea, alle Nazioni Unite, a chi, a che
    cosa?Già diverso tempo fa abbiamo aperto, assieme ad altri movimenti ed
    associazioni calabresi, una petizione a
    sostegno di De Magistris e di quei pochi magistrati coraggiosi che in Calabria,
    assieme ad eroici  carabinieri e poliziotti sottopagati, si ritrovano non
    solo a combattere contro la ‘ndrangheta, ma soprattutto contro la prepotenza e
    l’arroganza di una classe politica che, anziché mantenere un dignitoso silenzio
    istituzionale fino all’esito delle indagini, arriva ora al punto di minacciare
    querele nei confronti di quei cittadini che denunciano il malaffare. Ma adesso,
    purtroppo, se non riusciremo a smuovere qualcosa e ridare finalmente questo
    meraviglioso pezzo di terra ai cittadini onesti, non ci resta che richiedere
    tutti asilo politico ad un altro Paese. Why not?
    Un abbraccio ed un grazie grandi quanto tutta la Calabria.
    Aldo Pecora

     commenti
    Commenti
    3
    Lascia un commento
    socialistabruno@yahoo.it .
    Cari amici, il governo Prodi insieme a tanti ex comunisti non sono diversi da altri politici del passato. I cittadini non possono essere tutelati dai governanti, perchè l'italiano nel suo DNA ha il cromosoma del tradimento,pensa alla ricchezza personale, non ai problemi collettivi. Io lotto da una vita nel partito socialista per questioni collettivi, ma sono tutti venduti.Vi posso fare i nomi.Io sono vicino a voi. Un abbraccio
    silviamait .
    visto che si parla di calabra, vorrei segnalarvi : Pino Masciari è un imprenditore edile calabrese, nato a Catanzaro nel 1959, sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, unitamente alla moglie Marisa Salerno (medico Odontoiatra) e due bambini, perché ha denunciato la criminalità organizzata “ ’ndrangheta ” e le sue collusioni . Beppe Grillo gli telefona spesso in diretta dai suoi spettacoli: lo stato lo ha abbandonato. Ora ha aperto un blog: http://pinomasciari.altervista.org/
    silviamait .
    visto che si parla di calabra, vorrei segnalarvi : Pino Masciari è un imprenditore edile calabrese, nato a Catanzaro nel 1959, sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, unitamente alla moglie Marisa Salerno (medico Odontoiatra) e due bambini, perché ha denunciato la criminalità organizzata “ ’ndrangheta ” e le sue collusioni . Beppe Grillo gli telefona spesso in diretta dai suoi spettacoli: lo stato lo ha abbandonato. Ora ha aperto un blog: http://pinomasciari.altervista.org/

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook