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    27
    giu.
    2007

    Caro beppe ti scrivo…

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    Qualche giorno fa ho mandato a Beppe Grillo questo post. Riassume in poche righe come la penso sulle necessità politico-civiche del momento dopo l'idea grillesca di un giorno di rifiuto totale, il Vaffanculo Day del simbolico 8 settembre. Io contropropongo anche il 25 aprile, cioè quel 6 ottobre in cui manifesteremo a Roma pro e non solo contro (cfr. www.repubblicadeicittadini.com).----------------------Caro Beppe ti scrivo (cfr. un Dalla d'antan)...Caro Beppe, ho letto il tuo post sul prossimo 8 settembre e i commenti sventagliati che ha suscitato. L'idea del V-Day o Vaffanculo Day è buona, ottima addirittura. Sul piano emozionale. Non se ne può più, stiamo affondando nella palude di Italiopoli, la classe dirigente è truffaldina e la politica complementare ecc. ecc. Ma il giorno dopo? Che faremo il 9 settembre? E il 10? E l'11 (su questa data va consultato Giulietto Chiesa...)? Ci saremo sfogati e l'adrenalina tornerà a casa con noi. Non sarebbe allora il caso di sfogarci di meno e di costruire qualcosa di più? Dico noi non compromessi, pieni magari di difetti, limiti, contraddizioni, ma senza scheletri nell'armadio o addirittura senza armadio (qualcuno ce l'ha, via, ma per suo merito senza bisogno di fornicare con le banche o le multinazionali...).

    Se la piazza non impugna i forconi, e non credo che lo farà “soltanto” per protesta contro il livello più basso di questo paese da diverse generazioni a questa parte, rimarremo a ripetere le cose che dici e che condivido (lo dimostrano i miei libri e la mia ontologica emarginazione). Cose che però a forza di ripeterle ci parranno litanie tragicomiche. E dunque: vuoi fare il Coluche? Ti dò una mano. Pensi che si debba far pressione sui meno peggio tra i nostri governanti? Vediamo come. Vogliamo chiedere una grazia gigantesca, per tutto il paese, all’angloNapolitano? Facciamolo. Ma francamente tra lo tsunami e il vaffanculo temo che per i nostri figli a colpi di sfoghi non ci sia un gran futuro. Meglio, molto meglio dell’8 settembre un 25 aprile articolato il meno peggio possibile. Ciao.Oliviero Beha

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    Bianca Sacher .
    No ti prego non toglieteci il vaffanculo day! Ci si può impegnare il giorno dopo e scaricare l'adrenalina il giorno prima! Una cosa non esclude l'altra!
    margherirosa .
    E per la serie, "ma che c'azzecca" ?, le scrivo qui quanto segue. Gentile Oliviero, non le sarà sfuggita la dichiarazione [per così dire di guerra ? e quasi a ciel sereno, in ultima analisi][e seppure decisamente tardiva, o in piena zona Cesarini o sì fuori tempo massimo, extra-supplementari e il già famigeratissimo golden-gol], espressa tout-court dal sen Tabacci [eh sì, proprio quello dell’Udc] recentemente sulle pagine di “Libero”, ma che io ho letto poi riportata in sintesi integrale da Televideo. “Lascio a fine-legislatura. La prima Repubblica l’ho difesa, e pagando anche di persona; ma questa, la 2a la difendesse qualcun altro; io me ne vado. E Berlusconi interpreta meglio di tutti la pancia del Paese [!?; o Stato / Cittadini, aggiungerei]; e sarà, anche, per gli errori madornali di tale Prodi e del suo Governo che riescono persino a far rimpiangere l’ex premier della Cdl. Ha perso il Paese, sì; ed ha vinto solo la furbizia”. E, riportato il breve testo, conciso, ed i concetti intrinseci [e pure in un linguaggio già per certi versi criptico], non resterebbe che commentarlo o tentare di farlo, secondo alcuni punti [almeno quattro o cinque] di sèguito immantinentemente esplicitati e con quel minimo di sana ironia che ci appartiene. Il fatto che lui lasci la politica, potrebbe anche lasciarci del tutto indifferenti o, di per converso, dire finalmente ! e sì peccato pure che lui sia purtroppo il solo a farlo ! Gli elementi fondanti della prima e della seconda Repubblica ? [quali ?]. E poi, chi sbaglia, paga, in genere è così che succede, sì talvolta succede pure in Italia. Mi parrebbe forse molto importante specificare il senso di: Berlusconi e la pancia del Paese; ovvero cos’è la pancia ? E se evidentemente il berlusca è interprete della “pancia” e quindi dei visceri della digestione e quant’altro, Chi è poi l’interprete, eventuale, dei neuroni e delle midolla degli italiani ? quei neuroni e midolla che pure son sempre “visceri”, più nobili e, affatto secondari per importanza, anzi. Senza dimenticare poi che proprio il Silvio, anche in Radio, riceve i complimenti degli italici arzilli, soprattutto del Nord, e con tendenziali comportamenti mandrilliformi / mandrilli-simili, già che, nel corso delle dirette su “Radioanch’io” ne approfittano per esaltarne spesso quel plus-potere amatorio dell’ex-premier appunto e dei suoi visceri [quelli più nascosti, per certi versi innominabili]; è già un ludibrio di feticismo e forse chissà cos’altro; roba da estremisti e sì geriatrici, della peggior forma di erotismo, gerontologico, da Casa di cura specializzata; da farne impallidire addirittura le pure meno velate allusioni leghiste; e mi pare sia bene tutto ciò specificarlo; e per tutto ciò mi vergogno io per tutti costoro, arzilli e non, che possano essere. Quanto infine alla furbizia, Oliviero, le ricordo uno dei motivi per cui già non ho votato alle ultime politiche; era proprio per quel senso di eccesso, di furbizia, che mi sembrava fin da allora un italico parametro reale, decisamente diverso e, forse, più sostanzioso-sostanziale. E mi meraviglia, oggi, il fatto che Tabacci ad esempio auspicasse una politica forse senza furbizia alcuna !? Ma dove ha vissuto lui finora o dove voleva arrivare ?; detto ciò con tutto il rispetto per la sua lunga anzi lunghissima [e forse anche onesta / importante ?] carriera sugli scranni di Roma. Ma, forse, alla fin-fine, sono solo io a non aver capito un bel niente. Chissà. Può essere. Saluti. Antonio Pace - Avigliano [Potenza]
    RobertoDG .
    Caro Beha. Ho partecipato insieme a miei colleghi di sezione dell'IDV di Varese al convegno organizzato pressola camera del lavoro a Milano e ho notato che sostanzialmente Lei e Di Pietro siate sulla medesima lunghezza d'onda, come pure Beppe Grillo. Io sono fortemente convinto che si debbano riunire le forze per poter tentare di risollevare le sorti di un paese, altrimenti destinato a capitolare sotto i colpi di una scellerata, ottusa e "mafiosa" politica. Nel mio piccolo ho già tentato, inutilmente, questa strada con i meetuppers locali senza successo(credo che sia più comodo per molti limitarsi a criticare). Certo è che una Vostra presa di posizione in tal senso penso che possa smuovere le acque e convincere anche i più timorosi a ribellarsi a questo stato di cose Grazie www.idvvalceresio.altervista.org www.idvvalceresio.blogspot.com www.idvvareseblogspot.com
    giovanni.coa .
    Buongiorno, sono un suo piccolo fan, insieme a mio padre che cercano di seguirla sia in radio che in tv, a tal proposito ho iniziato da pochissimo a leggere il suo libro ITALIOPOLI. Io credo, ed è mia personale opinione, che la politica, ormai trasformatasi in casta, abbia creato una barriera per non avere più nulla a che fare con il popolo. Le discussioni politiche ormai sono diventate trasmissioni televisive che per fare ascolto propinano gli stessi argomenti da molto tempo e le stesse problematiche dell'italia, che restano però sempre irrisolte. Come accadeva per re e nobili la cerchia dei politici vive all'interno di una realtà al di fuori di quella in cui vive il resto del paese di cui ormai nessuno di occupa veramente. Inoltre è difficile occuparsi di politica per noi giovani perchè il problema principale è quello di sopravvivere, quindi non c'e' tempo per cercare di salvare il paese dai soliti noti. E non è certo sufficiente partecipare alle manifestazione, alle quali partecipo, per scrollarci di dosso un vecchiume di volti e carcasse che comprendono senatori a vita, politici della prima repubblica, volti arci-noti che si divertono a far nascere partiti con nuovi abiti, ma che vestono sempre le stesse ossa. Credo che l'Italia che amo, ma che allo stesso tempo non sento più mia, serva una vera rivoluzione fatta di facce nuove con idee nuove ne di sinistra ne di destra ma che facciano gli interessi della maggioranza degli italiani. La ringrazio per il suo lavoro e la saluto affettuosamente.

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