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    Home > articoli > Spazio ai behabloggers
    05
    lug.
    2007

    Spazio ai behabloggers

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    Il comune di Roma ha votato una mozione per dedicare una strada all'ex Latitante Bettino Craxi. Un pluricondannato. Che cosa vogliamo fare? Io propongo di raccogliere le firme per fermare questa ennesima oscenità.Giorgio Sornicola---------------------Complimenti! Ha scelto una persona veramente credibile per la presentazione del suo libro. Mi ricordo bene il sig. Grillo (ancora ai tempi della pubblicità della Yogurt Yomo) ma che già faceva sermoni ecologici e intanto inquinava con la sua barca Punta Chiappa (Camogli).Anna Ferrari---------------------Carissimo Oliviero Beha,le scrivo per esprimerle la mia meditata gratitudine per il suo lavoro , un impegno costante sempre informato dall'"arte di ben ragionare".

    Non secondariamente, lei mi sta particolarmente simpatico perchè, come me, ha sempre tifato per la fiorentina…un caro saluto,Angela B.

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    margherirosa .
    I racconti di Marco Travaglio: i sòliti “travagliune” [forse inutili ?] [cfr.: in dialetto indicano la costernazione da parte nostra di cittadini nell’ascoltare i tanti mali d’Italia], e forse o sopratutto per la stessa non-curiosità giornalistico-antropologica, tal-quale o simil-tale, di Marcolino. Ovvero questa la cronaca, oramai differita, di una serata [quasi-mondana] di fine-marzo e già con le relative e inevitabili considerazioni-deduzioni… La terza volta del giornalista Marco Travaglio invitato in Avigliano dall’associazione Aprile [quella per capirci del “dolce dormire”!], per esporre i fatti riportati nei suoi libri [è uno di quelli che scrive decisamente molto] ed in mèrito alle varie italiche vicende: ovvero tra giornalismo e sopratutto non-giornalismo, calcio-affari, ai tanti scandali più o meno cruenti, e berlusconate a josa [molto più delle cosidette maldinate] e legalità da ricercare sempre più col lanternino e col sistema Giustizia [in quel di Potenza] da tempo sotto i riflettori, ed una restante bagarre all’inverosimile, quell’impressionante andazzo generale, a go-gò, etc… Ce n’è già per tutte le fògge / gusti, in pratica [come diceva o pure avrebbe detto Quello, proprio in simili circostanze; e anche se non si è mai saputo bene, e di preciso chi fosse o potesse esser costui; forse un Saggio ante-litteram, seppure “antidiluviano”, o…? Boh]. Andando con ordine: il ritardo è sempre abissale; un’ora e mezza; nel frattempo una Sala Consiliare strapiena; i cittadini che si accomodano finanche alle poltrone che contano [quelle consiliari..., e che pure sopratutto tanto-tanto ci costano] [ed il sindaco manco l’ha mai vista tanta gente in una qualche normale assemblea]; sembra quasi di essere al Cinema, in attesa dello spettacolo, e a gratis, per certi versi, tranne per chi ha comprato il libro di Travaglio, ovviamente; e a tratti l’aria è come soffocante [e meno male che siamo solo a marzo]; manca solo che girino popcorn, e patatine, offerte magari da una dolce figliola in minigonna [ma in tal senso potrebbero esserci sorprese, per la prossima volta ?; all’uopo d’altronde basta solo organizzarsi meglio, e il materiale umano di certo non manca…]. L’ospite è infin arrivato; e ciò ci è preannunciato dall’indaffarato svolazzar dell’alto giornalista Rai, di Basilicata; tale A. DiGiovampaolo [quello alto, proprio assai, uno spilungone !; e bravo ?]. La presentazione è da parte del nostrano “editore” [è colui con la memoria affatto felice, e con assai gravi, imbarazzanti distrazioni: infatti pensava che questa fosse la seconda venuta (spettacolo) e si è perso un qualcosa nel frattempo, evidentemente; eppure le “rotative”, moderne, oggi come oggi non dovrebbero più rintronar le cervella, come accadeva una volta; sì, ma noi “l’editore” lo conosciamo, sappiamo chi è; la gran gaffe non ci ha stupito più di tanto e la sua è stata molto più di una semplice “chateaubriant”…; è una mèra situazione di pressappochismo struttural-configurazionale…]. Poi gli interventi degli organizzatori-padroni di casa: il damerino, che non sa bene cosa dire, ma, già parla lo stesso; indi la mini-relazione o compitino lunghetto, a tratti pur difficilmente comprensibile. Ma sì, il pubblico aviglianese è super-paziente, in certe circostanze, e aspetta fiducioso il “clou” del tardo-pomeriggio-ormai-serata. “L’editore” però stravolge anche l’ordine e, inventandone una delle sue, chiama al tavolo il poeta vernacolare che declama pochi versi [ma non so Travaglio cosa abbia capito, e/o cosa già gliene potesse interessare…][ed è questa pura cattiveria la mia ? boh; fà niente, comunque, pure, forse. Chissà. E che sia colpa in qualche modo del tempo di fine-marzo ?]. Inizia, finalmente, la già attesa Conferenza, serata quasi-mondana-assai-provinciale, nel suo oramai consolidato stile, tra info-racconto-similcabaret, tutto d’un fiato e tutt’uno assieme, appunto. Quante cose che ci ha raccontato Travaglio; proprio tante, da farne tanti-tanti travagliune ! E quanti giovani, a prender appunti; sembrava una delle lezioni, stàge, di giornalismo di tal Costanzo, o altri. [E stavolta, l’unico a non scrivere è stato il sottoscritto (e lo dico, anche se non gliene frega niente a nessuno, giustamente; ma vale solo per la cronaca) e non certo per mancanza di volontà o per strano atteggiamento di strafottenza o di chi presuma di saper già tutto e di non averne bisogno…. E c’era infatti ben altro da annotare, scrupolosamente, e anche solo mentalmente, evidentemente]. Lui piuttosto parla tanto, senza stancarsi; senza bere manco un goccio d’acqua o quasi [ma è proprio un mostro ! o sorta di “cammello”, esempio forse di una qualche rara mutazione-piemontese ? di un fisico praticamente incorrotto, o di ferro, o da ormai infaticabile globe-trotter della parola…]. Il pubblico, attento, si è comunque divertito davvero molto, ed a tratti ha talora pure riso di gusto. Alla fine della relazione-spettacolo, “l’editore” riprende la parola, per dirci che l’ospite, prestigioso, [ora rischia quasi di puzzare; perché è come fosser passati i famosi tre giorni? e non sono che attimi / ore dalla sua venuta !] scappa: tempi stretti gli impongono di ripartire sùbito; c’è giusto il tempo a che un rappresentante di “Noicittadinilucani” distribuisca delle fotocopie, con l’invito alla adesione, in difesa dell’azione dei Magistrati di Potenza, sotto inchiesta per i noti fatti. [Ed a distanza di pochi giorni sul sìto di Oliviero che riprende a cascata quello di B.Grillo, venne riportato l’invito a aderire alla stessa iniziativa. Tutto bene; e non potrebbe davvero essere altrimenti. Iniziative, in continuità, tra informazione-denuncia, anche telematica, e la verve di Beppe; tutto assieme è quasi l’ideale]. È poi bene sottolineare che sul tardi in sala ad un certo punto s’erano affacciati il sindaco e il botolo il sòlito cagnolino [quello] delle grandi occasioni e manifestazioni; e è pur difficile dire chi dei due abbia “guidato” l’altro, o se fossero arrivati all’unisono, o se ciò è avvenuto solo per caso fortùito / mèro “fiuto”, da segugio ? e di chi poi ? tutto ciò a seconda dei punti di vista di ciascuno è ovvio. Il botolo comunque non ha prestato alcuna attenzione all’ospite di turno e si è limitato a gironzolare scodinzolare, e basta; evidentemente lo entusiasmano solo il bel canto, la musica dotta, e l’ambiente quasi ovattato e sacrale della Chiesa e forse poco altro [che sia lui un vero melòmane-intenditore ?]. E il sindaco bau-bau invece ? Boh; lui, sempre così indaffarato, nelle sue ormai precipue funzioni di nullocrate, democristiano, almeno per come è e appare, e/o nei suoi altri intenti; altrimenti, pure lui talora assai criptico / silenzioso / anche torvo; quando invece non gli riesce di roboare a modo suo. Infatti, certi bipedi e quadrupedi sono, o sanno essere, a volte sì poco comprensibili / assolutamente imperscrutabili; proprio come pare e piace a loro; perché è questione di carattere, evidentemente. Ma torniamo a Travaglio [e a quel “dolce dormire” di Aprile, sezione aviglianese].Infatti c’è stato il famoso uno, il peggior due, e più l’inevitabile tre [uno di questi era sfuggito proprio “all’editore” di cui prima…; eh mannaggia !]. Marcolino sembra non aver perso il vizio ! E ovvero per la serie: “veni, dixi, vici, fugi” e come quei conquistatori di antica memoria, lui già se ne andò ed in tutta fretta; con tanti-tanti applausi, proprio come la “star” dello spettacolo [in un trionfo; e però senza i gridolini, di qualche teen-ager o di altre intemperanze di qualche ammiratrice ancor più scatenata]; senza lasciarsi dietro macerie, per nostra fortuna, almeno quello; ma solo un che di...? [e ciascuno complèti secondo propria interpretazione]. La vera “quaestio”, con relative / inevitabili domande è: possibile che a Marco, in quanto giornalista quasi-di-famiglia, vista e considerata la puntualità e intensità con cui appare sugli schermi [è, come fosse un medico d’altri tempi] non gli sia mai venuta la voglia di assaggiare il “pensiero” nostrano e di tastarne appunto il polso, il battito, il respiro, i singulti eventuali ? [e prospettive della situazione; seppure per larghi versi bizantine] o di porre e farsi porre domande oppure di raccogliere eventuali / probabili suggerimenti, anche “suggestioni” [queste ultime di cui ce ne parla spesso proprio Tg3Rai Regionale che lo ha puntualmente intervistato]; è già singolare che lui non voglia prendere, sondare, il polso di una cittadina / paese / sobborgo del capoluogo [come appunto Avigliano] ciò al di là dell’ eventuale assaggio di strascinate o altri prodotti caserecci; perché in fondo, curioso, dovrebbe essere tale il giornalista-tipo, o quello vero; un osservatore e indagatore, rispettoso della privacy [che è una ultimissima conquista dell’Umanità] oltre che un finissimo, telegenico, dicitore quale lui si propone. Infatti una cosa è la curiosità, quella sana; e ben altro è esser soltanto “nu poc’ criùse” [da intendere nella accezione dialettale di “strano”] perché, da buon piemontese [già falso e cortese; come recita il famoso detto] lui dà la sensazione di conquistare un territorio e vi ritorna sempre con la certezza del “conquistador”, quando ne ha voglia e pure tempo nel suo caso, ovvero tra uno spettacolo e l’altro e essendo ormai un impegnatissimo raccontatore-globe-trotter, tra Tv e vari info-cabaret appunto. Ciò perché, di per converso, Oliviero [e loro pure si conoscono, e collaborano a quanto pare] ha ben altro approccio; e vive da anni in Rai ben altra condizione; lui pure scrive; ed aveva inventato quella che è poi diventata “Quelli che il calcio”; ma ha fatto il percorso all’incontrario; anche per ciò, forse è stato poi punito; non ha cercato lo show-business, e né gli è stato proposto, perché risulta davvero personaggio scomodo; a marzo l’ennesima sentenza del tribunale del Lavoro di Roma gli dà ragione appunto, contro la Rai; forse pure Marco ne sarà contento, di ciò, e almeno lo speriamo vivamente. Invece Travaglio non ha inventato e rivoluzionato un bel niente, che mi risulti; e poi, non è questo il problema vero, evidentemente; ci rimane il sospetto: per quella eterna fretta, l’alibi “della distanza” del nostro territorio dal resto del Paese Reale, valutata e valutabile non solo in km e per la difficoltà dei mezzi; ma quel non volersi sottoporre, anche, all’eventuale contraddittorio e alle domande degli astanti / indigeni; e ciò pure nella sua esigenza di voler e poter dire cose che lui lamenta sempre che la Legge stessa non gli consente di dire / fare, per colpa dei politici, furboni, o della privacy e di già questo e quest’altro [!] [mentre nelle Redazioni scalpitano i testi (intercettati) dell’intercettazioni, le stesse e tutto quanto d’intercettatatamente e ancorché incettatamente correlato…; proprio uno sballo assoluto, “d’intercepta” consistenza / coesistenza al contempo. Guai a trovarvisi invischiati…]. Mi verrebbe da dire: Travaglio, ma chi è costui, e cosa vuole ?; è per caso il “pupillo” di qualcuno ? Ha proprio così tanti Santi, e Laici e già Post-Comunisti, e chissà cos’altro, tutti suoi amici, in quel di Paradiso-Rai & Co, e affini, e finanche nei salotti-bene, tutto assieme ? Eppure, a Oliviero e Marcolino li accomuna la pupilla grigio-azzurra, affascinante [per chi piace], e forse addirittura cangiante; a tratti strafottente; non possiamo certo fargliene una colpa. A Marco gli si ìmputa l’atteggiamento “Cesareo” e da piemontese del nord assieme, da conquistatore, cioè di chi viene per mietere e senza dare / offrire, nient’altro, oltre quel canovaccio collaudato dello spettacolo che riesce sempre e comunque; a volte certe facili battute d’effetto; lui stesso fa parte di quel mondo dorato o simil-tale, dove ogni parola pesa e non ne parliamo poi dell’inquadrature in primo piano, in Tv, con Santoro. Invece altri e come Oliviero appunto, sono ancora in attesa di lavorare e di fare ciò per cui sono comunque pagati; già di fare il proprio; oltre che di girare, se ne hanno tempo, e voglia; proprio come fà Marcolino. È strano tutto ciò, singolare davvero. Ma in Italia può succedere. Sta di fatto che Oliviero è apparso in Tv in quegli stessi giorni, per dire che ci sarebbe un bisogno di pubblicare buone notizie; lui a suo tempo le riportava in uno spazio ad hoc. E una tale buona notizia potrebbe essere, chissà, che in Avigliano o altrove, un giorno il Marco si sottoponga ed accetti, quel contraddittorio o pareri diversi [rispetto a ciò che lui stesso cìta più volte] e pure senza svicolamenti di sorta. O meglio ancora che in Avigliano venga invitato, e udite-udite, già dagli stessi dormienti di Aprile-aviglianese, proprio l’Oliviero in questione, per poterne così riscontrare de visu la sostanza / stoffa del giornalista, l’ironia, anche provocatoria e sempre intelligente, e via così andare… Infine, per i tanti che non conoscessero le beltà del sìto, una breve-scheda di Avigliano: undicimila anime sul territorio sparse [anche perse, per lo più; pur se ciò può essere opinabile]; e già tanti gusci vuoti, oltre che testoline vacanti, e contenitori senza senso; ad esempio un canile incompleto, ormai, da decenni; e invece con un “canile” in quel di Baragiano dove stanno ormai alla gola, e dove non ci sarebbe posto manco per il nostro cagnolino-melòmane, qualora ve ne fosse bisogno]; una struttura Polifunzionale, sulla carta, ovviamente; con ben due Cinema, una volta, e poi col tempo spariti; con un senso della popolazione / Nazione aviglianese, sparsa nel Mondo, che ha ormai solo del ridicolo; un giovane sindaco bàu-bàu, nella fattispecie più vicino alla vecchia politica che ad altro; addirittura un Osservatorio astronomico, seppure amatoriale ma non per questo minore, e da sempre in sfacelo; e un ex-campetto di calcio, già sacrificato per uno squallido e abbastanza inutile auto-sìlo; e ma per fortuna funziona almeno il Servizio ferroviario, perché altrimenti sarebbe un paese fuori dal mondo, [come in Turkestan e con tutto il rispetto] anche se satellite del capoluogo; in politica comunque già con tanti / troppi “manovratori”, nella fattispecie e continuando nella metafora e nessun macchinista affidabile, che sia degno di tale nome, il che già è tutto un dire; e qui mi fermo sì, perché mi sembra abbastanza. Anzi, no; manca una Libreria. Per il vero le pagine gialle d’oggi dicono che nel potentino ve ne son soltanto a Francavilla in Sinni, Genzano, Lagonegro, Melfi, Muro lucano, Oppido, Pignola; appena una decina in tutto, e molti di questi centri sono peraltro molto più piccoli di Avigliano. È così. È sì vero che di libri se ne trovano oggi anche nelle edicole, in piccoli negozi, e su internet, ma… [Cosa c’entra poi l’accenno alle librerie ? C’entra eccome]. Tutto ciò, e di Avigliano in buona parte, Oliviero lo sa già; pur non essendoci stato; Marcolino tutto ciò credo che lo ignori, semplicemente. Sta di fatto che: “se la Vecchiaia, non è roba per signorine” [come diceva Quello di cui prima], ecco che il giornalismo oggi come oggi non è, e non dovrebbe esser, solo roba per neo-furbetti o sì simil-teatranti, o apprendisti-tali, o quasi-saltimbanchi, o chissà cos’altro ancora [ una domanda retorica ? o inutilmente ingenua, pericolosa, come direbbe pure Quello…]. Tra un Travaglio e un altrettanto famoso Quello [l’emerito sconosciuto di cui prima; di cui ormai da sempre si ignorano lo status della pupilla e quant’altro di fisiognomico] è ben specificare che si può preferire di certo e trovarsi tranquillamente d’accordo con la semplicità e la schiettezza del secondo; senza ipocrisie; sia a pelle e sia per vari e articolati motivi, evidentemente. È vero, che sono sì pure un tantino prevenuto verso Travaglio, lo riconosco. Sarà l’invidia ? Infine. “Aprile” ? sempre un dolce dormire; proprio come da proverbio. O forse no ? ma se oggi una associazione come Aprile non fa davvero primavera, risveglio, con tutto ciò che ne possa nel meglio delle cose conseguire, allora a cosa serve di preciso ? A far vendere libri ? Un consiglio spassionato: per riabilitarsi e concretare, è sempre bene chiamare l’Oliviero; conviene, sempre, a tutti. Ma chi glielo dice ad Aprile, magari nel sonno, e dolcemente, per non svegliarli bruscamente ! Tutto questo, dagli appunti, buttati lì, del 31 / 03 / 2007. Saluti. Antonio Pace - Avigliano [Potenza]
    ciao .
    comincio con il dire...che la stimo come persona!in data 06/07/o7....ho visto la trasmissione condotta da funari con lei ospite...adesso non ricordo l emittente.....!l da molto tempo ormai cerco,ho sono alla ricerca di qualcuno/a che mi possa rappresentare come cittadino italiano...evviva' garibaldi!!!! la dignita delle parole l abbiamo calpestata.....
    elioVeltri .
    Il Regime c’era e la Casta lo sapeva Leggo su Repubblica i nominativi dei singoli e delle Associazioni spiati da Pio POMPA per conto del SISMI. Per quanto mi riguarda, se i documenti pubblicati da Repubblica, sono veri, ho collezionato un primato invidiabile, dal momento che sono stato spiato come singolo da “disarticolare”( essendo medico conosco il significato anatomico del termine) perché “ nemico” di Berlusconi; come fondatore di Democrazia e Legalità; come co-fondatore di Opposizione Civile. I pochi che si sono opposti davvero alla politica e ai metodi del Cavaliere hanno vissuto in una Repubblica a sovranità limitata con gli sgherri alle calcagna . Anche perché gli altri, la maggior parte della Casta, con il Cavaliere flirtava, inciuciava, intrallazzava beatamente. E ogni volta che qualcuno degli oppositori parlava di Regime si beccava anche le contumelie dei compagni di viaggio ai quali la parola Regime( ricordate?) provocava l’orticaria. Sono gli stessi che stanno al governo, in Parlamento fin da quando erano nella culla e succhiavano il latte materno. Gli stessi che hanno sistemato decine di migliaia di amici e sodali in Parlamento, nelle regioni, nelle comunità montane, nelle province, nei comuni, nelle municipalizzate , nelle ASL, alla RAI, negli studi professionali. Ovunque. A spese dello Stato. Gli stessi che ora fanno finta di scandalizzarsi. Gli stessi che hanno sistemato al Consiglio di Stato il generale Pollari capo del SISMI, che gli hanno dato la solidarietà quando i magistrati di Milano l’hanno inquisito per concorso in sequestro di persona. Gli stessi che sanno che Pollari ha argomenti convincenti per farli tacere o che temono che Pollari li abbia. Perciò lo avevano nominato anche consulente del Presidente del consiglio. Gli stessi che hanno sistemato al ministero Pio Pompa. Gli stessi che hanno contribuito a fare di questo paese un crocevia di illegalità di ogni genere e che non hanno alcuna volontà di ripristinare la legalità repubblicana e istituzionale perché nella legalità finirebbero le loro carriere e quelle dei loro amici politici e personali. Gli stessi che predicano contro le lottizzazioni e lottizzano dalla mattina alla sera. Gli stessi che spiegano ai figli che è meglio avere un incarico pubblico che studiare e lavorare. D’altronde cosa volete che siano una manciata di magistrati, giornalisti, politici per bene spiati dai Servizi che avrebbero dovuto tutelarli? Per loro sono solo Bazzecole. Ma noi che nella palude non ci siamo mai stati urliamo: fateci sognare, andavetene!
    socialistabruno@yahoo.it .
    Bene ha fatto il Comune di Roma ha intestare un avia a Craxi.Certo è poco.Ci sono strade intestate a Togliatti,a Lumumba,a Guevara,.... Bisogna vergognarsi di ben altro. Una sinistra comunista ci sta portando nella...mer... La storia dell'Italia non è Craxi ma gli Italiani.
    socialistabruno@yahoo.it .
    Bene ha fatto il Comune di Roma ha intestare un avia a Craxi.Certo è poco.Ci sono strade intestate a Togliatti,a Lumumba,a Guevara,.... Bisogna vergognarsi di ben altro. Una sinistra comunista ci sta portando nella...mer... La storia dell'Italia non è Craxi ma gli Italiani.
    tangobond .
    Risparmio tradito: una task force per i bondholders [img]http://i7.tinypic.com/6hei984.jpg[/img] A.R.T., Associazione Risparmiatori Tangobond, è un‘associazione senza finalità di lucro che nasce per rispondere alla reale necessità della tutela del risparmio e consentire al risparmiatore di essere assistito in ogni sede. Dal momento della sua costituzione, ossia quasi tre anni fa, fino ad oggi, il numero degli associati si è moltiplicato esponenzialmente, permettendo ad A.R.T. di essere a buon diritto definita l'unica associazione effettivamente rappresentativa, su tutto il territorio italiano, degli investitori in obbligazioni argentine. A tal proposito, va ricordato che sono oltre 460 mila le famiglie italiane rimaste vittime del solo default argentino, per un controvalore di 14 miliardi di euro, pari alla percentuale di incidenza sul P.I.L. di oltre l’1,5%, e che i diversi crack finanziari, che si sono tristemente succeduti negli ultimi anni (Cirio, Parmalat, My Way e For You di Banca 121, Giacomelli, Cerruti e non ultimo, ovviamente, il default argentino), hanno prodotto una perdita “momentanea” di oltre 50 miliardi di euro. In particolare, il 51,5%, ovvero più della metà degli investimenti in obbligazioni argentine effettuati in tutta Italia, sono concentrati solo nel nord del paese, per un controvalore in euro di 7.518.253250,00. Restringendo il campo di indagine al solo Piemonte, gli investitori in obbligazioni argentine sono stati oltre 40 mila, concentrati per più della metà a Torino, seguita a distanza dai 6570 bondholders sparsi nella provincia di Cuneo, mentre nelle altre province piemontesi si conta un numero di investitori che oscilla tra le duemila e le tremila unità. L’attività di A.R.T. si è particolarmente distinta nella tutela del risparmiatore, ad esempio, rendendo note le Offering Circular, ovvero i documenti sui quali sono evidenziate le reali responsabilità degli intermediatori finanziari nel collocamento al retail dei tangobond, oppure depositando in 15 Procure della Repubblica italiana altrettanti esposti penali contro le banche colpevoli di aver piazzato al piccolo risparmiatore i bond argentini (e le indagini sono ancora in corso…), infine denunciando il tentativo di molte banche, già colpevoli di non aver fornito i documenti al momento della sottoscrizione dell’investimento, di pretendere di essere pagate per l’inoltro di copie che il risparmiatore aveva il sacrosanto diritto di ricevere già al momento in cui aveva effettuato l’acquisto. Un ruolo fondamentale nell’azione di informazione dei bondholders e di diffusione dei dati di cui A.R.T. è in possesso, hanno poi sempre ricoperto i convegni promossi e organizzati dall’associazione torinese. Proprio in questo periodo, sta per iniziare una nuova stagione di incontri sul tema del risparmio tradito che toccheranno tutto il territorio nazionale. Prima tappa il 4 luglio, presso il Centro Incontri della Provincia di Cuneo (ore 20,30), città che ha già ospitato con successo in altre due occasioni precedenti le iniziative promosse da A.R.T. Un’importante novità sarà lo spazio per la prima volta riservato ad un approfondimento politico della questione bond argentini. Accanto agli avvocati dell’associazione, infatti, interverranno nel primo appuntamento importanti figure della politica cuneese, tra cui il Presidente della Provincia Raffaele Costa. Senza mai fare sconti sulla responsabilità dell’Argentina, la linea di A.R.T. è sempre stata quella di sottolineare le gravi ed accertate colpe del sistema bancario italiano e degli organi preposti al controllo. A riprova di ciò, sono ormai molte le cause in Italia vinte dai risparmiatori e ancora più numerose sono le transazioni stragiudiziali che quotidianamente vengono concluse con alte percentuali di recupero dell’investimento. Determinanti collaborazioni professionali con studi legali nell’area piemontese, hanno permesso di consolidare l’esperienza di tutela e di ottenere significativi risultati nel recupero dei risparmi investiti. Ma per rispondere più puntualmente alle esigenze di chi risiede in regioni diverse dal Piemonte, vista anche la crescente domanda da parte dei bondholders italiani, A.R.T. ha deciso di estendere il suo progetto di consulenza e tutela del risparmiatore su tutto il territorio nazionale. Attivando una serie di collaborazioni con qualificati studi legali, il team degli avvocati affiliati ad A.R.T., si è così progressivamente arricchito fino a costituire un’importante task force in grado di fornire, con un semplice click sulla cartina interattiva presente sul sito www.tangobond.it, una capillare e professionale consulenza nei confronti degli associati di tutta Italia. Grazie al fattore numerico, nonché al team di avvocati specializzati in diritto bancario che collaborano attivamente con A.R.T., molti risparmiatori sono riusciti a rientrare del proprio capitale, concludendo in modo più che soddisfacente le trattative intavolate con vari istituti bancari. Recentemente, ed alla luce del predominante orientamento dei Tribunali italiani, A.R.T., attraverso i propri legali, ha dato l'avvio all'instaurazione del contraddittorio giudiziale con i gruppi bancari più restii ad una composizione bonaria. Anche in questo caso, la maggior parte dei giudizi hanno avuto una rapida conclusione stragiudiziale, con altrettanta soddisfazione per l'associato. Ogni ulteriore informazione può essere ottenuta direttamente sul sito www.tangobond.it, dove è presente, tra l’altro, una corposa raccolta giurisprudenziale con gli estratti delle sentenze italiane più significative in materia di “risparmio tradito”. A.R.T. Associazione Risparmiatori Tangobond Corso Re Umberto 88 - 10128 Torino Tel. e Fax: 011 56 81299 - e-mail: tangobond@tangobond.it www.tangobond.it[/size] _________________ rolieg

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