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    06
    lug.
    2007

    Energia: il senato ha cancellato l’obbligo sulla tariffa di riferimento

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    da Adiconsum.itPaolo Landi, Adiconsum: «È il via libera per le imprese a forti aumenti delle tariffe.Per il consumatore significa che non avrà più termini di paragone per valutare se la tariffa offerta dal mercato libero è vantaggiosa o meno. Condivisibili le preoccupazioni del presidente dell'Autorità per l'energia sull'esigenza di una liberalizzazione trasparente che comporti l'avvio di una vera concorrenza nel settore energetico, in particolare in quello del gas».È una decisione grave, uno stravolgimento del decreto Bersani quello deciso ieri dalla Commissione Industria del Senato, proprio nella parte più significativa, quella rivolta a creare una concorrenza dove oggi non esiste, con misure di accompagnamento e di tutela minime per la famiglia.

    Ieri sera la Commissione Industria del Senato, accogliendo un emendamento del Centro destra, ha eliminato l’obbligo previsto per tutti i gestori ed i distributori di riportare la tariffa di riferimento nelle varie offerte ai consumatori.In altre parole significa che le famiglie non avranno più un parametro obiettivo per valutare la convenienza di cambiare gestore (possibilità prevista dal 1° luglio a seguito della liberalizzazione del mercato dell’energia) e saranno quindi alla mercè di informazioni ingannevoli, di promesse illusorie dei gestori con l’unica conseguenza certa di dare il via ad aumenti tariffari senza più alcun controllo, né da parte dell’Autorità dell’energia né tantomeno da parte delle famiglie prive di qualsiasi strumento di autocontrollo.
    Al Ministro Bersani, al Governo, all’Aula del Senato chiediamo di ripristinare quest’obbligo per i gestori perché rappresenta una misura di trasparenza e uno strumento minimo indispensabile per l’avvio della liberalizzazione.I consumatori non sono contro le liberalizzazioni, ma chiedono norme e vincoli, perché i risultati di queste non siano solo i profitti d’oro per le imprese (come già avvenuto nell’RC auto, nella benzina e, come rischia di essere, anche nel settore dell’energia elettrica e del gas), bensì concreti benefici per gli utenti in termini di contenimento e riduzione delle tariffe. L’eliminazione di questa tutela da parte del Senato significa una liberalizzazione senza più alcuna protezione per gli utenti deboli, significa essere in mano a monopoli privati, soprattutto nel settore del gas, dove a causa dell’elevato numero dei distributori (sono già circa 400!), anche un’azione di contrasto dell’Autorità dell’energia e delle associazioni dei consumatori rischia di rivelarsi del tutto superflua.
    In merito alla relazione del Presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis, Paolo Landi, condivide pienamente le preoccupazioni espresse sull’esigenza che la liberalizzazione avvenga nella massima trasparenza e sull’esigenza di avviare una vera concorrenza in particolare nel settore del gas.

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