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    27
    lug.
    2007

    Il caso ”toghe lucane” – comunicato stampa

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    Giudichiamo un Atto intimidatorio l’accusa di "Associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa e rivelazione di segreto d'ufficio" notificata ai giornalisti Carlo Vulpio (Corriere della Sera) Gianloreto Carbone (“Chi l’ha visto” rai3) Nino ed Emanuele Grilli e Nicola Piccenna (“Il Resto” Matera) e al Capitano dei Carabinieri Pasquale Zacheo, comandante della compagnia di Policoro MT, relativamante al loro lavoro di cronisti  nell' inchiesta Toghe Lucane. La gravità dell’accusa (che sembra far capo art. 416 C.P) esula dalla normale tutela delle persone dalla diffamazione a mezzo stampa, essa è una criminalizzazione della funzione democratica del giornalista ‘dalla schiena dritta’ quello che invece di sfornare piaggerie decide di raccontare i fatti e approfondirli e comprenderli e che viene trattato a guisa di ‘bandito’ che , associandosi con fuorilegge suoi pari, compie scorribande nella serena e sana società italiana.

    Noi, nell’esprimere solidarietà a tutti i giornalisti coinvolti e al Capitano Zaccheo, ci auguriamo che un simile mostro procedurale e legale venga stigmatizzato anche da coloro che tanto facilmente dispongono di Ispettori da inviare , di controllori da mettere alle costole di chi, nella magistratura, si limita a fare il proprio mestiere, poiché lo zelo dimostrato dalla PM Annunziata Cazzetta nel redarre il suo – inedito per la stampa – capo d’accusa ci suona quantomeno sospetto, quasi un monito per chi  si ostina a voler indagare sulle cosiddette ‘toghe lucane’ , a chi si ostina comunque a voler fare un po di chiarezza in questa melma di paese.Da: Oliviero Beha, Roberto Alagna, Francesco Pardi e Elio Veltri

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    luigi iovino .
    Gent.ma redazione --- Sarei grato se si potesse diffondere il presente APPELLO; ---- LETTERA APERTA Al dott. FRANCESCO FORGIONE PRESIDENTE COMMISSIONE NAZIONALE ANTIMAFIA --- Gent.mo sig Presidente, Chi Le scrive è Luigi Iovino, nato a Napoli il 06/12/54 C.F: VNILGU54T06F839A, fu Iovino Carlo ( Mio nonno professore, poeta e scrittore fu ucciso causa ANTIFASCISMO) e di una cugina di Mauro De Mauro, giornalista scomparso, vittima di eventi che si sono prodotti in una zona grigia apparentemente commista tra la Mafia e poteri occulti antagonisti di uno stato che li ospita e li foraggia. da sempre. Attualmente sono senza fissa dimora, con la mia famiglia…, anche se dai documenti risulto essere domiciliato in Via Strettola 22, 80013, Casalnuovo di Napoli (NA); La condizione mia, di mia moglie e tre figli di cui uno ancora minorenne, è stata determinata da una FRODE PROCESSUALE e da una conseguente ESTORSIONE che vede implicati alcuni dipendenti del ministero della giustizia, all’epoca dei fatti presso il Tribunale di Napoli e altri incaricati in veste di C.T.U. e di alcuni avvocati (tra cui esprimo il legittimo sospetto anche sull’operato dei mio avvocato civilista, con studio in Napoli, che mi ha seguito in un arbitrato e poi in 1° grado), amministratori e tecnci del Comune di Casalnuovo di Napoli, esponenti della Curia Arcivescovile di Napoli ed imprenditori e tecnici a loro collegati. In effetti questi speculatori realizzarono, con l'aiuto di notai compiacenti, ancora in servizio attivo, e, banche, una mega-truffa ai danni dello Stato e di privati cittadini, ancora in corso ed in pericolo di allargamento della gravità dei fatti, la quale, seppure da tempo denunciata dal sottoscritto con tanto di documenti comprovanti gli illeciti, non viene arginata dai responsabili sul territorio. Lei dovrebbe già conoscere la mia storia, per avere io preso parte alla “3 giorni contro tutte le MAFIE” che si è tenuta a Roma nel 2006, da Lei presieduta… e per le oramai tante proteste, anche su giornali e televisioni locali, poste in opera. Dal mio Blog www.luigiiovino.it potrà comunque recuperare ogni ragguaglio ed ogni documento sulla compromissione di interi apparati della pubblica amministrazione di Casalnuovo di Napoli nella vicenda che riguarda ABUSI EDILIZI e promiscuità tra enti religiosi, imprenditori in odore di massoneria e criminalità locale, di cui ancora si tenta di celare la vera natura per ovviare ad uno scandalo enorme, sconvolgente, mentre si tiene la mia famiglia priva dei suoi diritti civili e costituzionali, pervenendo a tale sopruso a mezzo di altri reati, coperti da una rete di connivenza inimmaginabile tra politica, magistratura e poteri istituzionali, sottomessi o deviati…!!! Scrivo a Lei, in quanto presidente di una commissione preposta alla tutela dei cittadini è che La vede fautore di accordi di collaborazione per la lotta alla commistione tra poteri mafiosi / pubbliche amministrazioni, logge pseudo massoniche, e centri affaristico criminali; Scrivo a Lei anche come autore di testi che ben descrivono, quasi in contemporanea con la evoluzione, della mia storia, la promiscuità il degrado, il sordido groviglio di interessi che tiene prigioniero il diritto ed opprime la ragione...!!! Non VI è infatti un altro scenario per descrivere cosa sta accadendo alla mia famiglia. Nel Suo libro “Oltre la Cupola” lei trattò di Massoneria, Mafia, Politica…, tutti ingredianti che hanno condito e stanno condendo gli eventi in corso nella mia vicenda (la Sua esposizione è sconvolgente la dove disvela come lo Stato abbia cambiato natura, si sia ritirato, lasciando emergere un modo d’organizzazione dell’insieme dei poteri pubblici che perdendo i caratteri della legalità si allineano sull’accettazione di comportamenti illegali divenuti la norma fondante della società. Ecco, è proprio questo che io stò vivendo, da anni..., e che testimonio attraverso il mio Blog..., come in un racconto Kafckiano, il rivolgermi alle autorità e non trovarle..., ovvero nò!!!, ci sono (apparentemente...) ma non rispondono alle loro funzioni... (quelle istituzionali...), quindi non ci sono..., ma sono là..., e non permettono ad altri di occuparne il posto e farle funzionare...; La sparizione dei confini tra Stato e Antistato, tra diritto e crimine è evidente nella vicenda attuale, e non conclusa, di cui è vittima la mia famiglia… La occupazione di posti di potere è oppressiva.., da togliere il fiato..., al punto da lasciare a chi vi ci sbatte solo l'alternativa di togliersi la vita..., o denunciare...; Io ho scelto la seconda..., per dare valore alla mia vita, disposto anche a diventare MARTIRE, se necessario, DENUNCIARE per non piegare la testa di fronte agli occupanti..., per sedermi ancora a capotavola con i miei figli e poterli guardare negli occhi. Un solo rammarico, se non saranno dei "Buoni cittadini" non potrò biasimarli...!!! Scrivo all’autore di “ Amici come prima”, storie di mafia e politica, di presidenti di regione, sindaci, imprenditori, banchieri, deputati, scambi di favori e spartizioni di appalti. Storie di cemento, di intrecci tra poteri (neanche più tanto occulti, se domandi alla gente della strada e Ti dice vita morte e miracoli di questo e di quello...) ma che le autorità preposte fanno finta di non sentire e non sapere...!!! Vicende del tutto simili agli illeciti attualmente oggetto del procedimento giudiziario 45579/04 R.G.N.R Del Tribunale di Napoli che i giudici non riescono a portare all’incriminazione degli indagati nonostante siano certi e documentati i reati e le connivenze fornite anche in ambiti giudiziari. Un puzzle che i giudici non riescono a comporre nonostante che le tessere siano numerate e ben disposte, su un ripano comodo e confortevole quasi che chi le DEVE COMPORRE ha paura di metterle insieme... Quale che sarà la Sua risposta Le auguro nell’interesse del popolo italiano che sia coerente con le responsabilità che Le derivano dal Suo mandato. 31/07/07 LUIGI IOVINO
    margherirosa .
    A proposito dei fatti imputati ai giornalisti e al Capitano di cui sopra, dico che soltanto chi è cronicamente stanco o distratto o estremamente disattento, non si sarà reso conto ad esempio: della gran professionalità e garbo e allo stesso tempo fermezza di G.l. Carbone nel raccontar tutto ciò che gravita attorno ai due casi di scomparsa violenta di giovani lucani [Claps di Potenza; e coppia di ragazzi di Policoro - Mt] con la ricerca della verità attraverso le testimonianze di chi certamente sa ma non vuol parlare e dire una volta per tutte, perché in preda alla paura, e sopratutto all’omertà imperante; dell’azione limpida e tenace del Capitano, peraltro sotto l’attenzione assai pericolosa di certi “galantuomini” della Gran consorteria criminale Interregionale; delle parole affatto perverse e fasulle di Piccenna per quanto lo si è potuto apprezzare attraverso le testimonianze date a Chil’havisto. In mèrito agli altri “imputati”, non posso esprimermi più di tanto, perché non ho potuto leggere i loro resoconti, ma non credo che il loro operato possa ricondursi ad una azione così infamante-diffamatoria, continuata e sulla base di ricostruzioni pseudo-fantasiose finalizzate all’attacco diretto verso taluni personaggi pubblici e noti e arcinoti dello status lucano-nazionale. Di certo c’è di che essere vigili e attenti, tutti, e a non lasciarsi intimidire o impapocchiare da gruppi di furboni ben addestrati e da contro-campagne di informazione, o meglio di disinformazione, attive e miranti a mantenere il loro Sistema, antico, sempre fecondo e di pieno controllo del territorio. Viceversa mi fa specie che tanta stampa regionale si presti a certi giochi di potere, sì preoccupanti, e contrari ad ogni forma di libertà, e tanto per cominciare assai poco rispettosi della intelligenza delle persone / lucani tanto per cominciare. Saluti, e uno speciale in particolare a Luigi Iovino, perchè anche loro, i furbacchioni di vecchia data, devono soffrire.... Antonio Pace - Avigliano [Pz]
    robskipper .
    E' da diversi anni che la situazione della democrazia in questo Paese è andata deteriorandosi sempre più, fino a raggiungere un livello cosi infimo che, credo, non possiamo più definire l'Italia un Paese democratico. Uno dei momenti topici di questa discesa agli inferi è stata l'approvazione del metodo del cd. " Spoils system" per i dirigenti pubblici da parte del primo governo Prodi, ministro della f.p. il prof. Bassanini. Da quel momento è stato chiaro a tutti che il primato della politica (quella con la "p" minuscola) non poteva essere messo in discussione. Tutto doveva e deve passare per una decisione politica, anche quando di politico non c'è nulla. Occorre anche dire che però da dieci anni a questa parte i giornalisti, ma neppure i professori universitari o gli stessi giudici non hanno fatto nulla per contrastare questo sistema. Oggi ne raccogliamo i frutti e ne raccoglieremo sempre di più se i funzionari pubblici non saranno obbligati ad applicare le leggi dello Stato senza particolarismi e condizionamenti politici, rispondendone - in caso contrario - personalmente e con sanzioni proporzionalmente pesanti. Del resto se si premia la fedeltà politica anzicchè il merito professionale, cos'altro possiamo attenderci ? Luigi Einaudi lo aveva detto chiaramente che se la neonata Repubblica voleva essere effettivamente democratica avrebbe dovuto privilegiare l'autonomia dei funzionari pubblici, la professionalità e la responsabilità. http://robskipper.blogspot.com/
    robskipper .
    E' da diversi anni che la situazione della democrazia in questo Paese è andata deteriorandosi sempre più, fino a raggiungere un livello cosi infimo che, credo, non possiamo più definire l'Italia un Paese democratico. Uno dei momenti topici di questa discesa agli inferi è stata l'approvazione del metodo del cd. " Spoils system" per i dirigenti pubblici da parte del primo governo Prodi, ministro della f.p. il prof. Bassanini. Da quel momento è stato chiaro a tutti che il primato della politica (quella con la "p" minuscola) non poteva essere messo in discussione. Tutto doveva e deve passare per una decisione politica, anche quando di politico non c'è nulla. Occorre anche dire che però da dieci anni a questa parte i giornalisti, ma neppure i professori universitari o gli stessi giudici non hanno fatto nulla per contrastare questo sistema. Oggi ne raccogliamo i frutti e ne raccoglieremo sempre di più se i funzionari pubblici non saranno obbligati ad applicare le leggi dello Stato senza particolarismi e condizionamenti politici, rispondendone - in caso contrario - personalmente e con sanzioni proporzionalmente pesanti. Del resto se si premia la fedeltà politica anzicchè il merito professionale, cos'altro possiamo attenderci ? Luigi Einaudi lo aveva detto chiaramente che se la neonata Repubblica voleva essere effettivamente democratica avrebbe dovuto privilegiare l'autonomia dei funzionari pubblici, la professionalità e la responsabilità. http://robskipper.blogspot.com/
    radiopalomar .
    Giornalisti lucani sotto scacco. Se ne parla sul mio blog www.radiopalomar.it

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