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    30
    lug.
    2007

    Consumatori, arrivano tutele ue: stop a pratiche sleali

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    (Ansa) Stop alle telefonate indesiderate a qualsiasi ora, basta con le e-mail pubblicitarie che intasano le caselle di posta, divieto persino di "pressing psicologico" sui clienti.

    E’ un elenco in dieci punti la lista nera dei comportamenti scorretti nel commercio e nella pubblicità che il governo ha elaborato per evitare che professionisti e aziende si prendano gioco o si approfittino dei consumatori. Ma oltre a redigere la lista dei divieti, il governo ha anche attribuito all’Antitrust più poteri per poter intervenire in caso di abusi, aumentando il limite massimo imposto alle sanzioni e permettendo all’Autorità di intervenire d’ufficio, in modo rapido ed efficace. Con due decreti legislativi, il consiglio dei ministri ha così recepito la direttiva europea a tutela dei consumatori che uniforma i diritti dei cittadini in modo da garantire la stessa sicurezza di acquisto in tutto il vecchio continente. Il primo provvedimento, il più significativo per la vita di tutti i giorni, vieta le pratiche commerciali scorrette nei rapporti tra imprese e consumatori. La novità sta soprattutto però nella stessa definizione di pratiche scorrette. I comportamenti sanzionabili non si limitano più infatti solo ai messaggi di pubblicità ingannevole o comparativa illecita, ma investono “qualsiasi azione, omissione, condotta o dichiarazione, comunicazione commerciale”, compresa la pubblicità e il marketing, “tale da alterare in misura apprezzabile la capacità del consumatore di prendere una decisione consapevole, inducendolo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso”. Il secondo provvedimento disciplina invece la pubblicità ingannevole e comparativa nei rapporti tra professionisti. Tutti “passi avanti nella tutela dei consumatori”, per il ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, che, come ideatore di tutti gli ultimi provvedimenti a favore del cittadino-consumatore, si dice soddisfatto di aver recepito la Direttiva tra i primi paesi dell’Ue.
    Ancor più soddisfatto é il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, che, di fronte alla “sempre maggiore richiesta di giustizia” da parte dei cittadini, si vede ora assegnati poteri di intervento più efficaci contro “abusi, inganni, se non addirittura raggiri truffaldini”. Convinte a metà sono invece le associazioni dei consumatori, che invitano ad agire ancora di più a tutela delle famiglie, visto che, nel campo della difesa dei consumatori, resta ancora “molto da fare”. Per il Movimento difesa del cittadino, i decreti legislativi del governo hanno colmato “una grave lacuna”, ma il Codacons li giudica tardivi rispetto alla Direttiva Ue del 2005. Dubbi anche da parte di Adusbef e Federconsumatori che, pur plaudendo al rafforzamento dei poteri Antitrust, temono che l’annunciato giro di vite si risolva solo “in buone intenzioni non suffragate dai fatti”.

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    nispa .
    Finalmente, direi... Se si pensa che la pubblicità ingannevole è un marchio di fabbrica degli operatori TLC visto che le multe inflitte fino ad oggi costano meno di un passaggio televisivo! a tal proposito voglio segnalare quanto letto l'anno scorso su puntoinformatico: http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=1621419

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