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    06
    ago.
    2007

    Caro benzina, scontro petrolieri-bersani

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    Caro benzina, scontro petrolieri-Bersani ll presidente dell' Unione Petroliferi: «Nessun cartello, nessuna speculazione». Il ministro: non possiamo intervenire sui prezzi.

    ROMA – Benzina troppo cara in Italia rispetto agli altri Paesi europei. La polemica non si placa. Sabato il ministro Bersani ha chiesto la convocazione dei petrolieri per discutere della questione. E domenica è arrivata la risposta del presidente dell’ Unione Petrolifera, Pasquale De Vita: «Nessun cartello, nessuna speculazione». Che rinvia al mittente le perplessità e le accuse sull’ andamento delle quotazioni di benzina e gasolio. «I mercati internazionali stanno ballando», spiega all’Ansa il presidente dei petrolieri, commentando l’ andamento dei prezzi in Italia. «Le variazioni si riflettono» sul mercato interno. «Come dimostrato anche dagli ultimi ribassi dei prezzi della benzina praticati negli ultimi giorni da alcune compagnie petroliere», aggiunge. «Non ci sono speculazioni», ribadisce ancora una volta, precisando che «spiegheremo al ministero, ancora una volta, le dinamiche dei prezzi» nell’ incontro convocato per venerdì prossimo, 10 agosto, sul caro-carburanti e le ultime polemiche legate all’ acuirsi del differenziale tra la media dei prezzi industriali in Italia e quelli europei. Poco dopo le dichoarazioni di De Vita però arriva l’annuncio dell’Eni: «Da lunedì il prezzo della benzina calerà di 2 centesimi al litro in tutta la rete dei distributori Agip».
    NON POSSIAMO INTERVENIRE SUI PREZZI -  Il ministro per lo sviluppo economico, Pierluigi Bersani, intervistato al Tg5 ha chiarito: «Non abbiamo strumenti per intervenire sui prezzi: l’Antitrust può intervenire qualora verificasse degli elementi collusivi. Questo non tocca a noi. Abbiamo allestito un osservatorio per misurare lo scarto tra i nostri prezzi e quelli europei e verificare quando la forbice si allarga – ha spiegato Bersani -: quando si allarga, come si sta allargando adesso, vogliamo chiedere il motivo ai petrolieri. Perchè questo allargamento non ci convince».
    CONTENTI I BENZINAI – Uno dei rappresentanti dei benzinai si è detto soddisfatto del richiamo fatto ai petrolieri dal ministro: «Bersani ha fatto benissimo, in questo momento i petrolieri potevano proprio evitare di decidere un aumento», ha detto a Reuters Sergio Proietti Barsanti, presidente della Federazione autonoma italiana benzinai (Faib). Secondo le tabelle del Ministero dello sviluppo, ad esempio, la benzina nel nostro paese costa circa 6 centesimi di euro in più al litro rispetto alla Francia e 24 centesimi più che in Spagna. Mentre il gasolio costa circa 8 centesimi di più che in Francia e circa 20 più che in Spagna.I PETROLIERI – I petrolieri giustificano i nuovi aumenti citando i costi di una rete di distribuzione fatiscente e i problemi geografici di trasportare il carburante in tutt’Italia, ma i rappresentanti dei benzinai contestano soprattutto il tempismo del provvedimento. «Chissà perché questo genere di aumenti succedono sempre poco prima di un grande esodo», ha detto Proietti, specificando che dall’ultimo aumento la sua categoria non ricava nulla, visto che i margini di guadagno per i distributori è deciso da un accordo che stabilisce una cifra fissa slegata dall’andamento contingente dei prezzi alla pompa. 

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