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    07
    ago.
    2007

    Benzina, codacons: ”a ferragosto sciopero bianco”

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    ROMA - Il Codacons proclama lo sciopero bianco degli automobilisti il giorno di Ferragosto per far fronte alle "speculazioni" dei petrolieri sul prezzo della benzina. Adiconsum e Aduc chiedono invece un intervento del governo perché "rompa il mercato oligopolistico". Adusbef e Federconsumatori si rivolgono invece all'Antitrust, perché indaghi sulle "speculazioni seriali ormai insopportabili sul prezzo dei carburanti".

    Fonte: Repubblica.itE’ sempre più accesa la polemica innescata dalla convocazione al ministero dei petrolieri da parte del ministro dello Sviluppo Economico Bersani. In vista della data del 10 agosto, fissata dal ministro, fioccano le accuse sulle cause della sempre più ampia forbice tra le medie italiane e quelle europee del prezzo dei carburanti. Mentre da Bruxelles la Commissione Europea fa sapere di “seguire con grande interesse la questione”, ma, spiega il portavoce Martin Selmyer, di non vedere “in questo momento alcun motivo per intervenire”. Non ci sono neanche ragioni di preoccupazione, aggiunge Selmyer: “Non siamo preoccupati, guardiamo all’economia e la seguiamo con grande interesse”.
    Il Codacons invita direttamente a boicottare le pompe di benzina, chiedendo ai cittadini di “non utilizzare l’automobile per i loro spostamenti nel giorno di Ferragosto, preferendo mezzi di trasporto alternativi come biciclette, treni o pullman e, laddove sia impossibile rinunciare alla macchina, limitare fortemente i consumi”, afferma in una nota il presidente del Codacons Carlo Rienzi.
    “Gli automobilisti – spiega Rienzi – devono dire basta alle intollerabili speculazioni sui prezzi dei carburanti, che si impennano ad ogni esodo facendo uscire milioni di euro in più dalle tasche delle famiglie in viaggio. Per questo invitiamo i cittadini anche a boicottare, nei giorni 13, 14 e 15 agosto, quelle marche di benzina che non ridurranno già da oggi il prezzo alla pompa di almeno 3 centesimi di euro al litro”.
    Ma le altre associazioni dei consumatori puntano il dito anche contro chi, come il governo o l’Antitrust, dovrebbe indagare e frenare le speculazioni, e non lo fa. Adusbef e Federconsumatori, sottolineano in una nota, chiedono a governo, Antitrust e Procure della Repubblica un approfondimento sui “coincidenti, concordanti e sincronici aumenti da parte di tutte le compagnie operanti in Italia, che si verificano -guarda il caso- proprio durante la maggiore domanda,ossia quando milioni di famiglie prendono le auto per raggiungere le località di vacanza”.
    Mentre l’Aduc chiede al governo, oltre che di “rompere il mercato oligopolistico”, di garantire la stabilità dei prezzi agendo sulle accise e di “aprire il mercato dei distributori ad altri soggetti, per esempio i centri commerciali”.
    Anche l’Adiconsum si rivolge al governo, chiedendo una revisione radicale sui meccanismi di mercato, per evitare anche che “a Natale, altro periodo di massimo consumo, gli automobilisti si trovino di fronte ad un altro forte aumento”.

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