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    18
    ago.
    2007

    La “parola data” quanto conta? quanto vale?

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    E' uno sfogo personale dovuto ad una recente "delusione".Secondo me "Etica", "Onestà", "Trasparenza", dovrebbero voler dire anche "Coerenza", cioè impegno nel mantenere la parola data. Invece, da diverse recenti esperienze, mi rendo conto  che, per tante persone, la parola data conta veramente poco e sono pronte a cambiare idea da un giorno all'altro.

    Le mie grandi passioni sono il calcio e il giornalismo. Mi sono impegnato in questi ultimi 6-7 anni in queste passioni, ricevendo spesso meno di quello che ho dato (non parlo solo in termini economici…come ho detto, sono Passioni!).A 30 anni sento di volerci provare ancora anche se sono costretto a fare i conti con la “dura” realtà… Sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 2004. Pensavo potesse essere un buon punto di partenza, in realtà le difficoltà sono le

    stesse di prima, se non addirittura di più (poco meno di un anno fa, un noto conduttore di una trasmissione sportiva di una televisione romana mi ha detto “io non la posso pagare, se poi lei un giorno si fa girare le scatole, va all’Ordine e/o mi fa causa….”). L’ultima “delusione” è fresca, fresca: avrei dovuto iniziare a collaborare con una società di procuratori sportivi (bella razza penseranno molti lettori del BehaBlog ;-) ), come addetto stampa (è il motivo per cui nell’ultimo periodo ho trascurato il BehaBlog). La collaborazione con i procuratori prevedeva il fatto che avrei rifatto anche il loro sito internet, in modo da poterlo far diventare veramente uno strumento di comunicazione con i loro “stakeholders”. Dopo un iniziale accordo verbale che prevedeva un rimborso spese mi hanno comunicato che non potevano più farsi carico di questa “spesa-investimento”. Ho risposto: “bene, per me è una passione, non ci sono problemi, iniziamo, vediamo come va, se dopo un po’ di tempo vi rendete conto che il mio lavoro può esservi utile ci rimettiamo intorno al tavolo….”. Per poi cambiare idea di nuovo, in pochi minuti, e comunicarmi che non sentivano più il bisogno di un addetto stampa.Alla fine posso dire che è stata solo una perdita di tempo! Anche se, forse, è meglio sia andata così! Ho sempre cercato di essere il più flessibile possibile, in tutto! Capisco che si possa cambiare idea…Anzi, penso che non cambiare idee ed opinioni è sinonimo di ignoranza e poca umiltà. Sono sempre pronto a ricredermi e a mettermi in discussione, quindi a cambiare le idee e le credenze che ho acquisito con le esperienze, con lo studio, quelle che derivano dalla mia cultura….E’ anche vero che su certe cose mi riesce molto difficile cambiare opinione da un giorno all’altro, come quando prendo un impegno e cerco di dare  tutto quello che ho per rispettarlo e portarlo a termine.   Facendo “dietrologia” ho pensato che  il fatto di “farmi fuori” ancor prima di iniziare non sia solo un cambio di idee e strategie, ma una decisione partita da qualcuno a cui sto antipatico.   Spero con tutto il cuore di non avere nemici del genere e cerco di essere sempre la migliore persona possibile, aperta, onesta, leale e trasperente, con tutti!   So anche che, forse, qualche antipatia nel calcio posso essermela fatta: – per come sono andato via dal quotidiano ”Il Romanista” – www.ilromanista.it – per il fatto che ho raccontato a tante persone che non pagavano regolarmente (dopo aver investito non solo il mio tempo ma anche il mio denaro, vedi viaggi e trasferte per seguire le partite, ed aver atteso oltre 8 mesi per avere il “rimborso ad articolo”).   – per aver detto ad altrettante gente che mi sarei aspettato di poter crescere nella Cisco Calcio Roma: dopo essermi impegnato per un anno come segretario del settore giovanile, non mi hanno permesso di sostituire l’addetto stampa quando è andato in RAI.   – per aver scritto cose che forse non dovevo come quando Aquilani e Dacourt se le sono date durante un allenamento della Roma, o per aver messo in crisi il mister Luigi Delneri durante una conferenza stampa prima di Roma-Juventus (stagione 2004-2005), facendogli una domanda sulla GEA.   A pensarci bene, posso aver avuto anche altri  “comportamenti” che possono aver creato un po’ di antipatie nei miei confronti….Ad esempio ad Ivano Stefanelli (Resp. del Settore Giovanile della Roma) non va e non andava giù che avessi un buon rapporto con alcuni ragazzi del settore giovanile della Roma….E per buon rapporto intendo saluti e pacche sulle spalle….Non ho mai fatto preferenze per l’uno o l’altro, quando scrivo cerco di essere sempre obiettivo (cioè di fare il giornalista).   La soddisfazione più grande per me è rappresentata dai riconoscimenti dei genitori dei giovani calciatori: tutti o quasi, quando mi incontrano, mi chiedono quando torno a scrivere, perchè secondo loro scrivo e scrivevo la “Verità”!   Voglio sperare insomma che quello che è successo con i procuratori sportivi sia veramente e solamente un cambio di idee e strategie e non dipenda da altri motivi.   Anche se, come detto, a pensarci bene, è meglio sia andata così! Il mondo del calcio vorrei cambiarlo da dentro, e non mi “arrendo”. E’ anche vero che, probabilmente, eticamente, il sottoscritto e certi procuratori sportivi (cercando di non generalizzare troppo) sono su un livello diverso, e quindi non è possibile una sinergia, non è possibile collaborare*.Ringrazio il Dott. Beha, che è uno dei pochi ancora attento all’etica e al rispetto di certi valori.Grazie per l’attenzione, scusate lo sfogo.   Alberico Moro   * p.s. in questi due mesi in cui ho lavorato sul sito dei procuratori sportivi ho fatto in modo di cambiare il nominativo della persona referente al NIC (registro dell’authority telematica italiana www.nic.it). Il sito era assegnato al ”vecchio” responsabile della Società di procuratori, che ora è diventato AD di una squadra di calcio di serie A… Tranquilli, per quel poco che conosco questa persona, penso sia una storia molto più simile a quella di Franco Baldini che non a quella di Moggi&Family… Da quello che ne so la storia di Franco Baldini è questa: l’ex DS della Roma è stato procuratore sportivo fino a quando Franco Sensi gli ha offerto la carica di dirigente giallorosso, riconoscendo in lui delle doti e delle qualità morali….Penso e mi auguro sia lo stesso anche in questa circostanza. Anche se passare da un giorno all’altro da procuratore sportivo a direttore sportivo o dirigente di una importante squadra di calcio, per quanto si possa essere certi di una provata integrità morale, può far venire dei dubbi su certe operazioni di calcio-mercato, o no!? Come detto, forse è meglio sia andata così….E mi impegno a cambiare il mondo del calcio, nel quale, dalle mie esperienze, c’è poca etica e sempre più interessi che poco hanno a che vedere con la parola PASSIONE….   

    Postato da Amministrazione
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    giovannicoa .
    Il calcio purtroppo è ormai tutto tranne che sport. Anche qui quei pochi che come te anno la vera PASSIONE credono sempre che le cose possano andare diversamente, invece è tutto da buttare, da rifare, da ricominciare daccapo. Gli sport VERI vengono rinchiusi in poche ore di spazio, pochi minuti di TG, e se possibile su reti private. Gli sport dei ragazzi giovani non si vedono quasi mai in TV, ne sui giornali strapieni di notizione su calciatori plurimiliardari, plurinfortunati, pluricomprati o venduti. Sinceramente mi spiace che i veri APPASSIONATI siano vittime dell'azienda del CALCIO. Io personalmente non mi interesso più da anni perchè non è più da anni uno sport, ma una macchina mediatica per spillare i soldi agli italiani con le varie TV satellitari, trasmissioni piene zeppe di pubblicità, schede e schedine per vedere le partite di cui tutti dovremmo avere i diritti di guardare. Qui bisogna lavorare per cambiare i vertici e non solo dello sport.
    nispa .
    Ragazzi... è tutto scritto su ITALIOPOLI... :) Tutta roba detta e scritta per l'appunto proprio da chi ha voluto e realizzato questo blog. L'ho comprato ed è davvero illuminante. Bravo Oliviero... Speriamo di farcela a cambiare qualcosa... tanto, come dici tu, è tutto collegato. Sarà come quando è stato arrestato Al Capone: non per omicidio plurimo, ma per frode.
    VITO CERULLO .
    HO INCONTRATO VELTRI A MANTOVA, GLI HO PARLATO, HO VISTO VOGLIA DI CAMBIAMENTO, LEALTA', OSTINAZIONE, RABBIA.....MI IDENTIFICO IN CIO' CHE HO VISTO FACCIO PARTE DEL MEETUP DI REGGIO EMILIA....SONO IMPEGNATISSIMO PER CAMPAGNE TIPO PORTA A PORTA, PARLAMENTO PULITO ETC... MA SONO ANCHE UN FIRMATARIO DI QUESTA CAUSA (CREDO DI AVER ADERITO A MAGGIO 2007) E SARO' A ROMA IL 06/10/07..... CERCO DI COINVOLGERE E COINVOLGO PERSONE, GENTE CHE CI CREDONO E CHE CREDERANNO ALLE PAROLE CHE VERRANNO DETTE IL 6 OTTOBRE. LA MIA OSTINAZIONE NEL CERCARE ED APPOGGIARE UNA CLASSE POLITICA NUOVA, PULITA, RIGOROSA E LEALE MI HA PORTATO FINO ALLA LISTA CIVICA NAZIONALE..... SPERO E RISPERO DI NON RICREDERMI, HO VOGLIA DI CAMBIARE. SALUTI P.S. SEGUO I SUI IMPEGNI CREDO CHE PRESTO CI INCONTREREMO.
    lucianopetrullo .
    Cambiare il calcio? E perchè non l'Italia? Il calcio, come la politica, sono lo specchio di questa Italia. Malsana, torbida, dove i magistrati si fanno la guerra fra di loro, e l'interesse pubblico è secondario agli interessi di parte. L'Italia buona, quella è nascosta, non per volontà sua, ma perchè è una Italia di nicchia, per pochi amanti. Le regole sono quelle del malaffare. L'eccezione la coerenza ecc. ecc. Comunque non bisogna lamentarsi più di tanto, non ci sono troppe orecchie che sentano. Bisogna solo "fare", sempre e comunque "fare". E' contagioso, sai?
    marcos .
    Mah, secondo me è tutta fatica sprecata, ANZI forse bisognerebbe iniziare un'opera di vera DEMOLIZIONE del calcio perché, così com' è andato strutturandosi da una ventina d'anni a questa parte, non ha più niente a che spartire con il termine Sport. Per amarlo di più domani, dopo averlo liberato dalla componente politica e dal luccichìo di star strapagate. Come dice Beppe Grillo il calcio bisogna cominciare ad ODIARLO, non è più un evento sportivo, una volta si, ora è un'ulcera da sanare. E' troppo invadente, non si può più tollerare che se ne parli nei telegiornali o nei quotidiani, toglie spazio a notizie ben più meritevoli, bisogna tendere all'intellettualità e all'impegno non al diversivo e alla tifoseria. Lo sport a margine, a corollario di un'esistenza basata su impegno e dedizione alla qualità del fare nella società, non lo sport come distrazione quotidiana. Di questo passo l'ITALLODOLA medio è diventato osmoticamente anche il tifoso della politica, il Paese è diviso fra i due schieramenti (teoricamente) contrapposti e tifa, imbarbarendo il costume e il linguaggio. Il basso profilo che si enuncia dai media però non è lo specchio della maggioranza delle persone costrette a subire questo lavaggio del cervello quotidiano. L'evento sportivo riportato dai media dovrebbe tornare ad assumere il connotato della festa, un evento raro, da concederci dopo un periodo di lavoro. NON QUOTIDIANAMENTE! SE MI SI PROPINA TUTTI I SANTI GIORNI LO SVAGO, HO BISOGNO DI SVAGARMI DALLO SVAGO E VORREI QUALCOSA DI IMPEGNATIVO E INTELLETTUALMENTE INTRIGANTE, OGNI TANTO. Rimpiango l'unico film settimanale del lunedì in TV, un evento che si cominciava ad attendere già al comparire della parola fine sullo schermo. Il divertimento a giusta misura è quello che rimanda al seguente attraverso l'attesa. La mancanza è ciò che darebbe a questo pseudo-svago attuale una connotazione piacevole. Che fare? Intanto spengo sempre più spesso il televisore, siamo ancora in pochi ma stiamo crescendo. Le pagine dello sport le salto a piè pari e spero che altri facciano lo stesso. Sogno veri sportivi (e non solo loro) con stipendio ridimensionato e non dopati per la smania della ribalta. Sono sicuro che quando i signori politici, gli sponsor o i petrolieri di turno smetteranno di occuparsi del nostro svago, torneremo ad ammirare il gesto atletico e la bravura del vero sportivo, intanto, POWER OFF.

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