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    Home > articoli > Diario d’agosto
    17
    ago.
    2007

    Diario d’agosto

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    DE GREGORIO MEZZA PUNTAL’acquisto più salato del calciomercato (22 milioni di euro) è stato finora quello di Pato, l’imberbe fenomeno brasiliano non ancora diciottenne, da parte del Milan di Berlusconi.Titoloni ovunque. E’ davvero riprovevole che la stessa evidenza cubitale non sia stata riservata dai media alla mezza punta Sergio De Gregorio, senatore eletto con Di Pietro e passato alla CDL come presidente della Commissione Difesa. Subito prima dell’acquisto di Pato, infatti,è stata intravista la notizia di 300 mila euro (trecentomila) che De Gregorio ha ricevuto dal medesimo Berlusconi “per aver svolto un buon lavoro in Italia e nel mondo”. Il virgolettato è di De Gregorio.

    Ora, nel calcio come in politica è legittimo cambiare casacca, no? Ma perché non fissare anche per la seconda dei limiti di tempo e dei parametri significativi? Per esempio questa fase del calciomercato si chiude il 31 agosto. Si vorrebbe la stessa trasparenza cronologica ed economica per la transumanza acquisita della politica. E la stessa impaginazione. Date e cifre in enormi tabelloni sui giornali politici come sulla “Gazzetta dello sport” potrebbero finalmente spiegare la politica agli italiani, e renderla in vulgata come il pallone. Le cifre misurerebbero il valore di mercato, le date darebbero ordine al traffico. Boario. E forza… Italia…O.B.

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    margherirosa .
    Gentile Oliviero, ecco ciò che mi venne spontaneo mettere per iscritto [nella illusione /// certezza di vivere in un Paese ancòra per pochi o molti versi civile e/o di gente raziocinante] all’indomani di quella tre-puntate straordinarie di R.Icona, sì per “Pane&Politica, e estrapolandone qui in particolare la parte che interessa, circa il sopracitato “mezza-punta”…. Invece a proposito della Legge elettorale, il miglior Di Pietro la definisce scellerata / scriteriata: con una possibilità di “apparentamento” di lista che però poi non può, e non permette di difendersi dalle successive richieste di autonomia e di non-irregimentazione (sorta di vagabondaggio parlamentare?) dalla intemperanza comportamentale ed irrispettosità degli accordi presi [ciò che è assai pericoloso, per la stabilità e la governabilità del Paese].[In pratica Di Pietro ha definito il cosidetto pericolo-Les acronimo che è assai simile / riconducibile per certi versi al ben noto Lupus eritematoso sistemico ! una patologia già di questi come di altri tempi, e guardacaso anch’essa invalidante]. Ciò è sì quando l’imbarcamento delle varie forze, ben disponibili all’apparentamento, non corrisponde poi a un vero “imbrancamento” [inteso stavolta nel senso migliore del termine; il fare squadra di Governo], e quel malinteso senso della indipendenza di idee-ideologia, e quant’altro, fanno il “patapùmpete” che ben conosciamo [e che spesso lascia noi e lo Stato letteralmente con il culo per terra]. Ad un certo punto, il sen. De Gregorio, a proposito di quel clamoroso buco societario, in particolare dei duecentomila € in assegni scoperti, dice: “La debitoria, non è sempre insolvenza; già perché Lei [Riccardo] dovrebbe venire qui e trovare dei creditori che fanno la fila fuori la porta; ma per fortuna qui non c’è nessuno che debbe [!] avere nulla dal sottoscritto”. E sì proprio a proposito di incredibili [straordinari] strafalcioni lessicali ci sovviene una vecchia storia avvenuta in ambiente scolastico, in tempi andati: a proposito di alcoolismo e dell’educazione alla salute, pare che un insegnante facesse ai propri alunni, non tanto piccini, la domanda su cosa ne pensassero ad esempio del vino, e come si comportavano a tavola; ebbene pur con l’usuale timidezza o simil-reticenza quasi generale ecco che un giovine nel raccontare una sorta di bisboccia con gli amici [in dialetto: piattedda] disse che senza rammarico ricorda quella esperienza e ovvero che all’inizio era sospettoso, “ma poi visto che il vino era buono davvero, allora lo bebbe e dovevate vedere come scendeva !” [bebbi che è passato remoto atipico-arcaico, ovviamente, del verbo bebbere]. In fondo la Politica e, soprattutto, quella con la “p” purtroppo piccina, somigliano spesso ad una grande abbuffata, o ad una grande incioccata [sbornia], pure allegra, inebriante, quanto si vuole, ma senza alcun costrutto, con dei grandi mal / giramenti di testa, e nient’altro. Il risveglio sì, dopo l’abbuffata, è talora un dramma personale; quanto purtroppo sopratutto una tremenda tragedia collettiva ! Tornando al sen De Gregorio, e alla sua visione delle cose, che ha sì una componente per certi versi “romantica” e cinica al tempo stesso, possiamo dire più terra-terra che nella vita di ogni giorno [e in qualsiasi momento], quando un qualsiasi Lui incontra una altrettanto Lei, in genere è cosa ben-bella e anzi piacevolissima; possono scaturirne addirittura scintille-e-scintille, talora clamorose: è un vero tourbillon di straordinaria passione, relative effusioni, contorsioni, piroette e…, già, finché dura. Quando invece una L.e.i. [Legge elettorale infame, come definita dal De Gregorio] va a intercettare e scatenare gli appetiti, furbizie più nascoste o manifeste dei vari L.u.i. [legali uominicchi altamente intrallazzatori, che non è per forza il caso dello stesso sen. Campano?] ecco che in una seconda fase, non ci si deve allamentare [ulteriore inutile rafforzativo meridionale, del verbo lamentarsi] già dello sfascio in via d’opera o in dirittura d’arrivo o della confusione “in erigendo” [che diventa un’azione “in elidendo”] il che è tutto dire; il fatto che ci si sciarra [litiga], e che non si trovino più capacità di coesione e co-azione, ciò comporta sopratutto l’inevitabile quanto crescente disaffezione di cittadini verso la Politica e verso le Istituzioni ai vari livelli. Infine, se la forma, la morfologia, è a volte più forte della sostanza stessa, ecco che si può anche dir che i politici, alcuni politici, si somigliano, tra loro, a volte in modo impressionante: il De Gregorio stesso che a quanto pare si avvicinerebbe in modo sensibile agli stessi strafalcioni del miglior sen Di Pietro [quando questi è in buone lèna]; e nella “forma” estetica [e non si sa se solo in quella ?] lui ci ricorda tale Totò, che non è Quello Napoletano, ma quell’attuale Presidente siciliano; è De Gregorio palesemente una sorta di politico romantico-cinico-pratico, al tempo stesso; conosce tutte le furbizie del “mestiere” e le mette in opera; e se poi trova una accolita di speranzosi [e semi-truffati], elettori, della sua regione che attendono un Qualcuno che prenda a cuore la loro situazione, allora la “ricetta dei voti in carrozza”, più o meno come la classica mozzarella è un gioco da ragazzi perché quei voti vi si troveranno tanti e belli e conservati appunto in cassetta, con gli ingredienti restanti. Rimane la questione / domanda, non tanto solo filosofica, se quella stessa mozzarella sia di “bufala” vera o solo una vera semplice bufala? anche qui l’interrogativo è appunto predominante, palese, non solo in Campania ma in tutto il resto dello Stivale. Perché in effetti la conclusione del viaggio, tra il “Pane e la politica”, di Iàcona, dimostra che in fondo in attesa di completare di fare l’Italia, è l’Italia stessa ed intera che per certi versi si sta calabresizzando, come rimpicciolendo, e a ogni piè sospinto [e stavolta lo si può dire senza quel virgolettamento doveroso-obbligatorio iniziale]. Il teorema iniziale è purtroppo una realtà. Perché, sì, in pratica siamo tutti calabresi, anche se non lo vogliamo ammettere, e non lo ammetteremo mai e poi mai. E ciò non può che darci una incredibile soddisfazione meridionale; e c’è di che esserne [tanto-tanto] “orgoglioni” !! [Tutto ciò, e rigorosamente, riportato in data 20 marzo 2007]. Infin ritornando al tèma da lei introdotto, non resta che elencare i mezzi: mezza-tacca, mezzo-uomo, mezza-punta e mezza-misura [per le scarpe ad esempio, e che purtroppo da tempo non esistono più] bicchieri mezzi-pieni e quelli mezzi-vuoti, mezze-stagioni [quantomeno presunte-tali…], mezzucci in quanto tali [sic et simpliciter], mezzi&tramezzi, mezzofondisti e latifondisti [?], etc..., ma sì ce ne sarebbe da dirne oltre ? Boh. Probabile. Una cosa è certa: fa ancora maledettamente caldo... Saluti. Antonio Pace - Avigliano [Potenza]

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