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    31
    ago.
    2007

    Mobbing: se sa e chiude un occhio anche il datore di lavoro paga

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    Il datore di lavoro paga anche se non è "mobber". Chiudere gli occhi in presenza di una palese persecuzione di un proprio dipendente è un fatto abbastanza grave da obbligare l'imprenditore a risarcire i danni. La responsabilità c'è pure se - di fatto - le vessazioni e le angherie sono commesse da altri lavoratori e non dal "boss" in prima persona. Di nuovo la Corte di cassazione interviene sul vero e proprio "tormentone" giuridico del mercato del lavoro italiano: il mobbing.

    Il termine inglese è entrato correntemente nel lessico dei tribunali, nonostante il fenomeno – nei fatti – non abbia ancora trovato una puntuale disciplina giuridica. E così tocca ai giudici “supplire” al vuoto legislativo, costruendo letteralmente dal nulla principi e regole. Con la sentenza n. 18262 la Suprema corte affina il proprio orientamento in tema di “mobbing orizzontale”.
    I giudici spiegano che se a far venire l’esaurimento nervoso a un dipendente di banca sono i suoi compagni di lavoro “non può essere attribuita al datore di lavoro la patente di ‘mobber’”, però la sua responsabilità “si ravvisa non già in quanto soggetto direttamente agente a danno del proprio dipendente, ma per non essersi attivato per la cessazione dei comportamenti scorretti posti in essere dai suoi collaboratori”. Fonte: Il Sole 24 Ore

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    dario53 .
    io sono una vittima del mobbing, sono 6 anni che vado avanti con causa civile e penale ( si la procura dopo 1e1/2 di indagini ha fatto l'incidente probatorio ed ora li dovrebbe rinviare a giudizio ),volevo solo segnalare che i miei peggiori nemici non sono L'azienda & C. , ma chi mi dovrebbe tutelare , i giudici del lavoro che ti trattano come un truffatore, L?INAIL che per non riconoscere la malattia professionale ( il mobbing è tale anche nella loro classificazione delle malattie ) si inventa le cose più strane, i medici legali che sono una casta che fa come gli pare, i sindacati che negano l'esistenza del mobbing, quindi quello che c'è sull'articolo è ben poca cosa rispetto alla realtà, tanto per una condanna sanno che 1000 andranno assolti, io ho perso dovunque nonostante la CTU civile e penale mi diano ragione, nonstante tutti i pareri clinici richiesti dall'INAIL mi diano ragione, nonostante che il mobbing mi sia stato certificato da 2 USL rispettando i protocolli internazionali.......il nostro è un paese dove chi lavora ha sempre torto e se reagisce sono guai........spero di leggere qualcosa raccontato dalle donne che ne subiscono di tutti i colori e se reagiscono sono delle " poco di buono"che chissà che vogliono........ dario53
    margherirosa .
    è evidente che ho sbagliato l'indirizzo della precedente; va riferito a commento della lettera "media e rivoluzione". e mi scuso della disattenzione, ma prima o poi una cosidetta fetecchia capita pure a tutti, me compreso... saluti. Antonio Pace
    margherirosa .
    A proposito di “media” rincoglioniti, e relativi “vippe” arrembanti, ecco la mini-cronaca postuma di quanto accaduto in quel di Venosa-Pz, secondo quanto riportato da Mediavideo, da Rai3 Basilicata e da TeleNorba; il tutto in rigorosa successione: “Corona duramente contestato, nel potentino, ospite a una festa di paese [!]; doveva essere una festa con tanto di ospite-vip, ma si è trasformata quasi in una rissa [!]; e è accaduto a Venosa (Pz), dove il fotografo è stato contestato dal pubblico in una serata-vip organizzata dalla Pro-loco; e contro il suo arrivo, si erano pronunciati con una petizione, alcune migliaia di cittadini, e il Consiglio comunale; [ma per il vero con un sindaco inizialmente pilatescamente imbarazzante]; tanti i coretti che si sono sprecati contro il presunto “vip”, definito buffone, cialtrone e via discorrendo”. [Tutto si può dire di Venosa, però, tranne che è un “paese”; ma ciò a Rete4 e Mediavideo ad esempio, manco lo sanno. È ovvio]. Poi Rai3. Corona fortemente contestato dal pubblico venosino; l’evento più chiacchierato, dell’estate lucana e nella “Notte Bianca”, [oraziana], che fra i tanti ospiti del “mondo dello spettacolo” ha avuto anche il cosidetto manager dei paparazzi, il re dello show-business, di oggi, che è pure il principale indagato nell’inchiesta avviata dalla Procura di Potenza nell’àmbito della cosiddetta, ed all’uopo ribattezzata, “Sgallettopoli” ed in merito alle foto, ricatti, a “vippe” / “pippe” / “cippe” che dir si voglia; davvero duramente contestato, ma con faccia tosta lui è salito sul [“suo”] palco, e per ben quaranta minuti ha tenuto testa alle contestazioni vibranti, alle domande, per fare il suo “show”, e rispondere ai quesiti dei tantissimi giornalisti presenti con tanto di telecamere…; fischi, cori di protesta e anche qualche pomodoro [di certo genuino, della zona]; un’accoglienza annunciata, e già dalle quattromila firme contrarie alla “Notte Bianca” organizzata, per “l’uomo in bianco”, dalla locale Pro-loco, nella serata finale regionale delle miss [per la serie: ite, missa est…?]. E lui disse: “fino a quando non verrà, e non ci sarà, la fine del processo, sono innocente, perché non sono giudicato; quindi a oggi nessuno, purtroppo [!?; o per chi ?], mi può dare del delinquente o del criminale; quindi a oggi sono un cittadino innocente, come tutti voi”; sì queste le già testuali parole declamate da un ex-sicilianuzzo, catanese, che parla come un altrimenti qualsiasi pirla del nord [lui che si esprime come un “milanès du sud”, il “neh, mi sun de Milàn” [con binocolo], e che dopo aver apprezzato, e suo malgrado, finanche lo “gnè” di Potenza, ed il gabbio, che pure non è poco]. [Un linguaggio che considero vigliacco, come il personaggio. Poi, la cosa che mi ha sempre dato un che di fastidio nel modo di parlare dei siciliani è l’abusare da parte loro dell’avverbio ‘giustamente’, utilizzato come fosse una sorta di intercalare più spesso assolutamente fuori luogo…; e un po’ come il nostro presunto-vip. Infatti, quando è troppo, è davvero troppo]. “Eppure le parole [a go-gò] di Corona continuano a far parlare l’Italia intera, riempiendo i palinsesti televisivi, e pagine e pagine, di giornali, portandovi alla ribalta delle cronache nazionali persino una notte semplice e [altrimenti ?] tranquilla di questa fine-estate lucana…”. E siccome aveva ancora “altre cose” da dire [!], è stato subissato di domande, inutili, nella intervista “cheek-to-cheek”. E così dice: tornato su invito, che ha accolto; dopo cinque mesi; qualora tornasse indietro, rifarebbe tutto ciò che ha fatto; non si pente; non ha sbagliato, e quantomeno in certe cose giudiziarie, ma in tante cose, come tutti gli uomini; non sono una persona perfetta; sì ho sbagliato in cose umane, nei rapporti con mia moglie, nei rapporti lavorativi, in essere tropo esibizionista ma per queste cose non si finisce in galera, e se si finisce in galera per queste cose è grave; è ostaggio dello Stato, perché trattenuto in carcere ottanta giorni, venticinque giorni in arresti domiciliari e poi senza alcun diritto e senza alcun motivo; ero un grande imprenditore, e lo sono tuttora; la giustizia in Italia non funziona e non mi può fermare; dimostrerò la mia innocenza, la mia totale estraneità alle accuse fatte; e mio desiderio segreto è dimostrare a tutti e sopratutto di far capire alle stesse persone che mi hanno accusato ed arrestato, il loro errore, e che queste persone, i Pm e i giudici vengano da Corona e chiedano scusa e ammettano di aver sbagliato; è come una vendetta e una rivincita, sì entrambe le cose anche, se è sbagliato…; al Pm di Potenza auguro che un giorno possa capire l’errore e chiedere scusa a me sopratutto perché sarebbe un grande gesto per chi come il Pm sa di poterne fare di strada sia nel mondo giudiziario che in quello politico che so che il Pm stesso vorrebbe intraprendere…; le molte verità sono state già dette e altre ancora le dirò in sede processuale, ci sarà da divertirsi, certo. Infine Telenorba [che moltissimi simpatici villici nostrani hanno da sempre ribattezzato e chiamano o meglio storpiano tuttora in “Telemorbo”; e chissà perché poi…, un piccolo mistero]. Fischi; insulti: “buffone, scemo” e quant’altro; compresi i pomodori locali agrituristicamente validi. E la signorina presentatrice dello spettacolo venosino, del re di Vallettopoli disse: “Qualcùnoo lo ha voluto, qui, stasèraa, e lùui è quìi” [tutto ciò, come si vede, è stato detto quasi in stile carrambata, sì nella forma, come nella sostanza]; ma poi arriva l’invito a comportarsi pure con civiltà; ed è l’invito dell’altro co-presentatore della “Notte bianca”, “evento-vippe” collegato con la selezione per Miss Italia regionale; la piazza e il palco di Venosa, come un ring, della serie “uno contro tutti”; poco più di settemila cittadini, tra contestatori e sostenitori [già mezza cittadina, in pratica]; dopo 33 giornate nel gabbio di Potenza, lui ritorna on Basilicata, quasi da “vincitore”; aria sfacciata, o da “gnurante”? e del tipo “tanto ci credo lo stesso”, visto il successone mediatico; il che è importante; e poi, a muso duro, le domande dei cronisti; infervoramento al massimo, momenti di vera tensione; e ha parlato di tutto: dalle stragi di Erba, come dei fatti di Garlasco; poi del circo mediatico che si è creato attorno al suo “personaggio”; del lavoro dei giornalisti [quelli con la schiena dritta ?], e di quello “suo”, che si è trasformato ormai in una vera miniera d’oro; sulle contestazioni, lui dice che si meraviglia delle sole 1500 firme raccolte contro la chiusura dell’ospedale e invece inutilmente le 4000 per non farlo venire; ma il fatto è che il problema non sono i suoi noti problemi giudiziari, quanto quel rifiuto dei cittadini verso una presenza inadatta / inidonea ad uno spettacolo e perché non sa fare palesemente nulla di altrettanto e francamente spettacolare / attrattivo…, né cantare o ballare o altro; mancanza di impegno sociale, importantissimo; lui in pratica cosa rappresenta ? si considera sì una persona da stimare per quello che rappresenta, per come ha fatto e affrontato la sua avventura; invece manco a parlarne di una sua cultura o quantomeno infarinatura Oraziana. E qui stop. È stata questa serata in onore del cosidetto “collo di pipì !”, al maschile; ovvero laddove la pipì non c’entra un bel niente; e a chi ne ha voglia, il capire il nesso e la metafora con…; sarà sì già una bella scommessa il capire o il ricordarsi cosa possa essere appunto un “pipì” ed a quale simil-personaggio carnascialesco [e recentissimo della Tv] lo si può tranquillamente accostare…. E si può tranquillamente dire che non è per nulla finita qui. Venosa, una cittadina prestigiosa, e la sua altrimenti notte buia, scurissima, anzi diciamolo, fetente. Ecco un piccolo esempio del perché lei, Oliviero, non deve demordere, mai, e come noi del resto. Saluti. Antonio Pace - Avigliano [Potenza]

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