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    10
    ott.
    2007

    Thinking in the rain (ovvero ricognizione su piazza farnese)

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    Stimato Oliviero Beha, ero a Piazza Farnese, sabato. Sto leggendo per la seconda volta Italiopoli, la seguo a distanza da un po' e sto iniziando ad avvicinarmi.Condivido i suoi punti di arrivo ma soprattutto il suo arrivarci, la sua rara logica. Metterei la mano sul fuoco riguardo alla sua onestà intellettuale, ma, mi dispiace, non lo farei per parte di coloro che hanno sfilato davanti alla facciata di Michelangelo sabato pomeriggio. Ho captato segnali strani. Lo dico a lei che ne è un mirabile decifratore e sa quanto siano importanti, i segnali.Ho visto qualcosa che potenzialmente disinnesca parte dello spirito nascente del movimento.Si tratta di un nonsoché emerso dagli interventi sul palco (mi dirà: erano solo alcuni, le dirò: erano quelli che ho visto nel momento aurorale di un nascente movimento poiltico che vuole sostituirne altri! E cavolo se è importante!). [ continua ... ]---------------------Grazie della bella mail. Non mi sfuggono i pericoli da tanti punti di vista, ma non dimentichi che se è vero che stiamo affondando nel fango, almeno all'inizio non si può guardare tanto per il sottile, non si può scegliere sempre e comunque con chi prendere il the. Se no sarei stato tranquillamente a casa mia,meglio forse a leggere che a scrivere... Vedremo. Intanto, ha piacere se pubblico sul mio blog la lettera? o.b.

    [...]Io so, e anche lei sa, che finite le ideologie diciamo classiche ne emergono altre, più miserrime, più incosce, quasi dei lapsus, sottili come lame, così sottili che a volte non si notano. Quelle piccole idologie del pensiero tecnico, quelle legate alla ricerca di status o se preferisce di identità, quelle legate alla moda (leggasi il Leopardiano dialogo di moda e morte).Segnali deboli, come ho detto, l’affiorare di un certo “pariolismo”attaccato ai vestimenti, qualche gadget così così, qualche vezzo da piccolo politico rampante, qualche esempio di napoletana arte di arrangiarsi ad antipolitico pur di poter fare il politico, qualche stemma nautico, qualche scarpa con l’H dellavallesca in evidenza, qualche sfogo che, mi perdoneranno, sa di sfigatello in cerca di vendetta personale (quelli che…da piccoli non li invitavano alle partite di calcetto), anche qualche posa sospetta da esperto di marketing (Alagna: “ragioniamo per obiettivi, strategie, azioni…”). Mi dirà: queste sono cosette di forma, contano i contenuti. Ma lei sa di filosofia e dunque non me lo dirà. Però, ammettiamo che me lo dicesse, io le risponderei così:e le parole? E i nomi che sono stati fatti?Questi sono “contenuto” in politica.Ebbene, da quel palco ho sentito solo (soltanto) questi nomi:Martin Luther King, Bob Kennedy, Ghandi, G.B. Show.Siamo e-sat-ta-men-te al bagaglio culturale (risate) del PD Veltroniano!Manca solo una canzone di Fossati. Come? C’era! E in apertura!Insomma, ci siamo capiti. E’ vero si è nominato anche Pasolini e Berlinguer.Ma il tutto è trarne le conseguenze e portarle fino in fondo al ragionamento, pena il fare come la Ferilli che “dice che è di sinistra” e poi…E poi, la prego, mi tolga una curiosità; ma chi sono costoro?Quei nomi intendo.Perché tornano tra noi? Simulacri di quacosa che non so afferrare.Ah l’America… ma è proprio così irresistibile per una certa generazione?Mario Rossi vuole sapere chi è suo padre e noi gli parliamo del padre di John Smith. Mah.Senza riferimenti saldi nella propria cultura, senza ripigliare l’opera della nostra tradizione, il futuro diventa il sogno veltroniano/americano, quello del suo (del Walter) film preferito: “L’uomo dei sogni”, quello con Costner che gioca a baseball. Ha mai giocato a baseball signor Beha? E Veltri, che a lei risulti? E allora perché gli abbiamo sentito dire “I have a dream”? A chi sta parlando? A me no.Ho 32 anni, sono di Roma, faccio quello che posso per cambiare le cose e, no, a me non stava parlando.Criticare Bush è troppo facile. Qui si tratta di emanciparsi in senso radicale da una moda culturale piombata qui a partire dal dopoguerra.Con il complesso di inferiorità non si va mica lontano.Vuole dei nomi? I due di cui sopra e…Ma c’è dell’altro.Si è parlato di liste dei cittadini, ma i cittadini hanno fatto il pubblico.Sì è detto niente nani e ballerine ma qualche fenomeno da baraccone giurerei di averlo visto.Si è detto la politica fa solo parole ma lo si è detto con troppe parole, sempre le stesse: “non siamo antipolitica ma vera politica…”. Ho contato78 volte la parola ‘casta’ escludendo due pause toilette. E poi giù con l’elenco dei soliti vizi dei politicanti.Si è dettoOltre a questo, si sono dette cose importanti. Molto importanti.E confidi, le ho annotate tutte.Gentile signor Beha,Le rinnovo stima e fiducia.Il compito è arduo per tutti voi.Per quanto mi riguarda,credo di potermi rendere utile.Se crede.
    A presto risentirci.Francesco.

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    amarfel .
    Condivido le perplessità ed timori di Francesco, ma visto che ho qualche anno in più di lui, condivido anche le considerazioni di Oliviero. Oggi è più importante riuscire a costruire il movimento tra persone "normali che hanno esigenze "normali" visto che siamo in un pantano. evitiamo di esasperare il concetto di democrazia, facilmente sfociamo nella polemica che è pane quotidiano per i ns. politici. non dimentichiamoci che dopo tangentopoli gli italiani avevano necessità di nuovi riferimenti e Berlusconi, al di là dei mezzi mediatici, rappresentava il nuovo, mentre Mariotto Segni, se avesse avuto più fiducia nelle sue capacità sicuramente con il movimento per le riforme sarebbe potuto diventare lui il leader. oggi siamo in una situazione peggiore, visto anche il ritorno di tutti i nomi eccellenti della I° repubblica, non vorrei che la maggior parte degli italiani si facesse ammaliare da un altro "berlusconi di turno". E' vero, che secondo me, abbiamo poco chiaro il concetto di stato e ci manca il senso civico, ma solo impegnandoci tutti con la ns. professionalità potremmo riconquistare la ns. dignità di cittadino. sono disponibile per qualsiasi iniziativa tenendo presente che opero nel campo energetico ed impiantistico. mi auguro di poter dibattere con voi di persona quanto prima. saluti Alfredo
    Anonimo .
    fabio_marzella .
    La critica mossa in questa lettera mi puzza di desiderio di purezza. Tipico di un momento 'nascente'. La condivido, ma so che ha ragione chi come Beha sostiene che per fondare il movimento occorre consolidarsi su basi allargate. Altrimenti si diventa uno dei tanti partiti che sorgono come associazioni culturali individualiste e leaderiste. Il mio più grande dubbio sulle critiche mosse al sistema 'complementare' bipartitico e alla 'casta' è che se l'Italia è messa così male... allora lo è perché comunque un alto numero di italiani ne trae beneficio. Almeno economico.
    pasquale .
    Caro Francesco, ho 39 anni (facciamo parte della stessa generazione?) e la mia biografia, in quel "faccio quel che posso per cambiare le cose", è simle alla tua. A mio pare dobbiamo abituarci a ragionare senza infingimenti e senza farci irretire da tentazioni inganevoli. Mi spiego. Non sono certo che oggi in italia esista un blocco sociale omogeneo tanto maturo da sostenere una iniziativa politica incontaminata dai vezzi che hai evidenziato. Negli ultimi vent'anni, da Craxi ai giorni nostri, abbiamo smarrito pezzi di identità fondamnetali per la costruzione di un progetto politico autenticamente alternativo. Sotto i colpi del rampantismo craxiano prima, del berlusconismo dopo e dell'attuale insipiente centrosinistra sono cadute almeno due generazioni. Di cosa si è nutrita la generazione degli anni ottanta e quella successiva lo sappiamo benissimo. E per saperlo non è necassario dotarsi di sofisticati strumenti intellettivi, ma basta vivere. L'Italia di oggi la puoi conoscere semplicemente calpestando le strade della tua città o del piccolo borgo. Si è perfettamente omolagata alla sub cultura che si è sedimentata in questi vent'anni. Non mi stupisce che nei cortei di protesta contro il malcostume politico ti ritrovi a fianco di chi ha tentato in tutti imodi di ottenere una raccomandazione dal politico amico. Mi stupirebbe il contrario. Se non fosse così non ci sarebbe bisogno di una iniziativa come quella di Beha. Siamo alla frutta, è evidente. Da qualche parte bisognerà cominciare, senza però andare molto per il sottile sugli schizofrenici atteggiamenti della gente e cavillando con fermezza sugli incogrui comportamenti della classe politica italiana. Proviamo a mettere in scala le responsabilità. E ragioniamo come se fossimo nella palude e non in un lago cristallino. Qualche salamandra la si può tollerare, no?
    Michele Fois .
    Condivido anche io le linee generali....non c'ero ma youtube è un grande serbatoio... Evidenzierei anche la discreta verve letteraria del sig. francesco, che, alla fine si dà anche per disponibile a dare una mano.
    giulrick .
    Totalmente condividibile. Anche io nutro dei dubbi su certi personaggi di cui mi sfugge la reale consistenza, piuttosto mi sembra di ricordare che appartengono ad esperienze passate di scarso successo e qualche compromissione. Sarebbe invcece il caso che con più lungimiranza e senso dei propri limiti il movimento si schierasse con Beppe Grillo visti i molti elementi in comune e le maggiori possibilità di coinvolgimento. I distinguo che possono esserci e sicuramente ci sono, vanno accantonati in una fase come questa dove è primaria la necessità della spallata alla politica di regime di tutta la casta e chi gli tiene bandone (sono sempre tanti, troppi, e forti).

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