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    26
    ott.
    2007

    La moglie è mia e me la assumo io

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    di Oliviero Beha - da l'Unità di oggiMentre alcuni si affannano in buona o cattiva fede a riformare la nostra carta costituzionale e altri invece (quorum ego) si contenterebbero che venisse semplicemente difesa e applicata quella che esiste, c’è chi manovra egregiamente per cambiare la cosiddetta Costituzione materiale. L’art. 1 suonerebbe definitivamente così:”Io assumo mia moglie, e allora?A te che te frega?Quale legge me lo impedisce?”. Gli articoli successivi, dello stesso tenore, riguarderebbero gli altri membri della famiglia, gli amici degli amici, tutti i rapporti privati resi pubblici e istituzionalizzati con un semplice tratto di penna, alla luce del sole. E tutta la detta costituzione dei comportamenti italioti verrebbe finalmente ratificata per quello che essi effettivamente già sono. A chi dobbiamo la gratitudine che si deve a coloro i quali squarciano un velo, sconfiggono l’ipocrisia, spezzettano il fariseismo? Nell’occasione al direttore generale del Policlinico Umberto 1, Ubaldo Montaguti, che è stato chiarissimo: ”Non esiste nessuna norma che mi impedisce di assumere mia moglie”,  riferendosi alla nomina da lui fatta nei confronti della consorte (minuscolo) nella commissione chiamata ad aggiudicare un appalto di 28 milioni di euro per la ristrutturazione delle gallerie dell’ospedale.

    Il Policlinico in questione a dire il vero assurse al disonore delle cronache già nell’inverno scorso, quando un giornalista dell’Espresso fingendosi un lavoratore ospedaliero ne tracciò un quadro impietoso. Montaguti reagì benissimo, congratulandosi con l’autore dell’inchiesta anche in tv. Adesso continua nella sua opera di trasparenza portando alla luce come un minatore della coscienza quello che in tantissimi pensano, e cioè che ormai vada bene tutto “e chissenefrega”. Ha dunque un merito indubbio,  quello di passare dalla pratica alla teorizzazione pubblica della dissoluzione di qualunque conflitto di interessi, grande o piccolo che sia. Siamo a un passaggio epocale di livello in fatto di consapevolezza e di etica, un passaggio dall’implicito all’esplicito assolutamente strepitoso. E’ vero che Napoleone Berlusconi ne ha fatto una battaglia di bandiera, con tutte le conseguenze che abbiamo da tempo sotto gli occhi per l’esempio seguito da figure/i presenti in entrambi gli schieramenti politici, ma nel caso di Montaguti si va davvero assai più in profondità, in un corpo a corpo con la quotidianità, i parenti e gli affini,  che innamora. Ma sì, quale legge impedisce di favorire i contigui, perché uno dovrebbe fidarsi più della moglie di un altro che della propria, perché non profittare dell’attimo fuggente in un periodo italiano da ultimi giorni di Pompei(ma quelli il vulcano non li aveva avvisati…)? E che altro è se non il teorema Montaguti quello che da mesi ha portato personaggi di primo piano della scena italiana in tutti i campi a sostenere con sprezzo delle critiche che “ciò che non è penalmente rilevante” diventa solo per questo se non commendevole comunque accettabile?Quanto è passato da quando qualcuno si toglieva la vita perché soltanto il fruscio di un appunto sulla sua moralità gli impediva di guardare in faccia sua moglie invece che assumerla,  come accade oggi?C’è comunque un aspetto che potrebbe o dovrebbe mettere di buon umore in questa vicenda, ed è proprio quest’ ultimo o penultimo “volar di stracci” sotto gli occhi di tutti, al proscenio mediatico, meglio se si riuscisse a farli volare a reti unificate in tv (lo faranno, lo faranno…): di solito quando tutto è esplicito si è già raschiata la gromma del barile e dal fondo in qualche modo si rimbalza e forse si riparte. In questo senso non si può che ringraziare calorosamente il Costituzionalista Montaguti, che ha fatto il passo che tutti dovremmo fare verso la fine delle doppie verità. Ce n’è una sola di verità, quella del proprio vantaggio, e della assoluta vanificazione di ogni senso del pudore. Si fa quello che ci pare, che riusciamo a fare, che nessuna legge ti impedisce di fare, e si teorizza di conseguenza. Almeno sarà tutto trasparente. Anzi, a proposito. Prima che si chiuda il sipario, la dottrina Montaguti non potrebbe diffondersi in tutto il paese, nei suoi vari strati, nei gangli nevralgici, insomma anche nella tv ?Lo chiedo umilmente, con l’umiltà di un “cassato” cronico, con il rispetto e la devozione del caso, scevro di ogni ironia, ai vertici della tv pubblica. Per favore , montagutatevi anche voi, montagutatevi anche solo un pochino, il minimo necessario perché si capisca di che morte si deve morire invece che intuirlo soltanto. E’ chiedere troppo?Oliviero Beha

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    margherirosa .
    La vicenda [assolutamente italiota] testè narrata, e il cognome dell’Eroe in causa fà venir alla mente una tale M.W.Montagu, vissuta nel 1600: la brillante, e vieppiù intraprendente, scrittrice inglese che ad un certo punto, dalla sua residenza turca, in quanto moglie di ambasciatore in terra d’Oriente, già pensò bene di introdurre dal Levante in Inghilterra l’uso della vaccinazione; quindi fu sì una sorta di preconizzatrice dei tempi moderni/ attuali e dello stesso Jenner [colui che peraltro sol decenni dopo, introdusse la vaccinazione anti-vaiolosa]. Ecco che l’arguzia che in qualche modo ci appartiene può farci sorridere e pensare / dire quindi che in fondo la vita è proprio tutta “una iniezione” e di fiducia o di sfiducia, a seconda dei casi e delle situazioni; quasi come una banale intramuscolo, ad esempio, e solo talora del tipo “pic-indolor” proprio come qui da noi e in certi casi….[?]. Sì ma anche per via ingestiva, talora, il classico “pillolone” da buttare giù, non è poi cosa da poco…! e spaventa ben più dell’ago…! [E c’è poi da dire che l’ironia della stessa scrittrice suscitò, a suo tempo, niente di meno che le ire di tale J. Swift ! Segno sì che, ad esser poi così “simpatici”, si rischia troppo spesso di non esser capìti e la gente, e qui, come là in terra d’Oltremanica, spesso poi vi ci si ritiene pure offesa...! e si indigna ! Che tempi davvero !”]. Speriamo a questo punto che l’Eroe nostrano capisca la stessa della presente e ivi le correlazioni già in campo assolutamente casuali, come si vede, pure in campo medico; e di cui peraltro non abbiamo colpa. Ricordiamoci poi quella frase, recitata nei “Basilischi”: “da cosa, nasce cosa”, il che potrebbe voler dire che la stessa vicenda italiota non è finita lì e ne minaccia sviluppi importanti. E dobbiamo per caso preoccuparci ? È molto probabile, infatti, fin troppo. Ci sarebbe qualcosa da dire, forse, pure sul carattere "aguti", ma col rischio di arrampicarvicisi sugli specchi. E infine, e per la serie “dulcis in findus” [come direbbero certi rudi / rudissimi pescatori di merluzzi del nord Europa], ecco che la notizia rosa, allegata a quanto sopra, dà un tocco di gioiosità: pare già che in occasione del matrimonio tra PierFerdy e Azzurra, gli invitati sono stati per così dire invitati a fare, come dono di nozze, dei lasciti-donazioni [possibilmente lauti] proprio allo stesso Policlinico Umberto I° che ne avrebbe bisogno; e qui davvero il famoso “cerchio” si chiude e/o per meglio dire vieppiù ci strozza; e ancòra non siamo arrivati alla fatidica fetta di torta…[o alla frutta…?]. Inevitabili gli Auguri, quindi, a loro, aj Potenti, e sopratutto al popolo inter. E pure al famoso Centro…? Beh, non esageriamo. Saluti. Antonio.
    ippodrillo .
    Egregio dott. Beha è il chiaro segno dei tempi. Vedo un parallelo con il caso De Magistris. Domanda: un grande uomo, un grande statista, una persona animata dal grande senso di responsabilità verso l'incarico istituzionale che ricopre può ragionare solo in termini di ciò che la legge gli consente di fare. La legge non è tutto, non è infallibile, alle volte è persino contraddittoria ed allora se è vero che la violazione di questa è quasi sempre da deprecare, è altrettanto vero che un superiore principio chiamiamolo etico , morale o che dir si voglia, dovrebbe far desistere quegli uomini dotati di grandi virtù di operare scelte che la legge stessa permette ma che non dovrebbe permettere. Il principio dell’autoregolamentazione interiore oserei definirlo. Ma di tutto questo lei dott. Beha ne sa più di me poiché ne ha scritto così sapientemente in “Crescete e prostituitevi”.
    achillide .
    Guarda che più che commentare mi viene semplicemente da vomitare. Aggiungo,basta andare a vedere nelle varie province che sono i collaboratori dei consiglieri provinciale e rendersi cosi conto dello stato di degrado in cui ci troviamo. Ieri guardavo una trasmissione televisiva in cui c'era quella faccia di tolla del ministro pseudoverde Pecoraro di nome e di fatto ebbene questo individuo diceva che la legge elettorale attuale bisogna modificarla perchè le liste le fanno i segretari di partito mettendo chi vogliono senza nessun rispetto per gli elettori.Certo ci vuole un gran coraggio per uno che ha imposto il fratello nella regione marche prima come assessore e poi lo ha candidato al senato.Quale esempio ci viene dato da queste facceditolla che pure io ho votato.

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