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    08
    nov.
    2007

    Malelingue / coccodrilli e caimani

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    Una flottiglia di coccodrilli risale il fiume biografico di Enzo Biagi, con maggiore o minore stima, affetto, ipocrisia. Il “parce sepulto” spesso, troppo spesso è un modo di risparmiare i vivi a spese dei morti. Ma tra i coccodrilli per fortuna a fendere e increspare le acque di lacrime spunta un Caimano. Dice Berlusconi “Rendo omaggio a uno dei protagonisti del giornalismo italiano… al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso”. C’è un problema. Il Caimano non si riferisce a un piccolo tamponamento automobilistico, ma all’editto bulgaro del 18 aprile 2002, con il quale proscrisse dalla Rai ma anche da Mediaset (ahimé, coincidevano) Biagi, Santoro e Luttazzi per “uso criminoso della tv pubblica pagata coi soldi di tutti”. All’epoca ficcò impropriamente nello stesso canestro martiriologico tre figure comunque differenti, oggi il minimo che si chiede a Berlusconi è di confermare oppure no quelle parole. Se deve rendere davvero omaggio eccetera eccetera, dica almeno chiaramente e a reti unificate se conferma o no. Se conferma invece di lacrimare in silenzio, sarebbe comunque più rispettoso delle memoria del defunto e perfino della realtà circostante. Se invece oggi rimuove l’editto, chiedendo scusa non tanto al trio di Sofia quanto all’intiera opinione pubblica per quello che ha rappresentato quel momento di censura spesso emulato (prima e dopo) senza clamori da qualunque parte politica, ci avrà dato qualche indicazione per il futuro. Il nostro, ovviamente…O.B.

    da l’Unità di oggi

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    rasputin .
    Io non capisco perchè tutti parlano di Editto Bulgaro... è vero.Berlusconi si trovava a Sofia quando si espresse in termini negativi sul conto di Santoro, Luttazzi e Biagi. Ma le ragioni? Enzo Biagi, in un periodo di elezioni, parteggiava apertamente per Romano Prodi, avversario di Silvio Berlusconi o ,più spesso, avversava Silvio Berlusconi e basta. Biagi non lo ha mai negato. È rimasto celebre il caso del 10 maggio 2001: Biagi, a ridosso del voto, si era portato in trasmissione Roberto Benigni e lo show era stato a senso unico: «Non voglio parlare di politica, sono qui per parlare di Berlusconi. Il contratto di Berlusconi ormai è un cult, la cassetta lì l’ho registrata, l’ho messa tra Totò e Peppino e Walter Chiari e Sarchiapone». E se un anziano giornalista aveva invitato un celebre comico, due mesi prima un comico aveva invitato un giornalista: Daniele Luttazzi aveva chiamato Marco Travaglio a Satyricon (Marzo 2001) e quest’ultimo aveva parlato di rapporti tra Berlusconi e mafia e stragi, tutte vicende archiviate o infondate, sinché Luttazzi aveva congedato Travaglio in questo modo: «In questo paese di merda tu sei uno che ha coraggio». Anni dopo, a Travaglio mancherà tuttavia il coraggio di scusarsi, visto che non una delle accuse amplificate in quella trasmissione (teoricamente comica) è rimasta in piedi. In ultimo il caso de Il Raggio verde di Michele Santoro, trasmissione che al di là degli strali del centrodestra era stata giudicata squilibrata nei confronti di Forza Italia dall’Authority delle Telecomunizioni (invenzione del centrosinistra), ma ora non perdiamoci. Il punto è che ciò nonostante, come stradetto, l’11 aprile 2002 Biagi aveva preso decisioni autonome di concerto con l’azienda che intendeva spostare di fascia il suo "Fatto". Il celebre editto di Sofia fu il 18 aprile successivo, quando Silvio Berlusconi a domanda rispose che «...Santoro, Biagi e Luttazzi hanno fatto un uso della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, criminoso; credo sia un preciso dovere della nuova dirigenza Rai di non permettere più che questo avvenga». Berlusconi, anni dopo, si dichiarerà pentito dell’espressione «criminoso» perlomeno riferita a Biagi, che avrà anche modo di elogiare ricambiato: resta che dal famoso editto parte la leggenda di un’epurazione quantomeno singolare per modalità. Cioè: Silvio Berlusconi, che ha vinto le elezioni e aveva dunque cambiato il consiglio di amministrazione Rai (come aveva fatto l’Ulivo e come lo farà Prodi, perché è la regola), si mette a fare epurazioni scegliendo di rispondere a una domanda di un giornalista formulata in Bulgaria. E se un anziano aveva invitato un celebre comico, due mesi prima un comico aveva invitato un giornalista: Daniele Luttazzi aveva chiamato Marco Travaglio a Satyricon (Marzo 2001) e quest’ultimo aveva parlato di rapporti tra Berlusconi e mafia e stragi, tutte vicende archiviate o infondate, sinché Luttazzi aveva congedato Travaglio in questo modo: «In questo paese di merda tu sei uno che ha coraggio». Anni dopo, a Travaglio mancherà tuttavia il coraggio di scusarsi, visto che non una delle accuse amplificate in quella trasmissione (teoricamente comica) è rimasta in piedi. In ultimo il caso de Il Raggio verde di Michele Santoro, trasmissione che al di là degli strali del centrodestra era stata giudicata squilibrata nei confronti di Forza Italia dall’Authority delle Telecomunizioni (invenzione del centrosinistra), ma ora non perdiamoci. Il punto è che ciò nonostante, come stra-detto, l’11 aprile 2002 Biagi aveva preso decisioni autonome di concerto con l’azienda. Il celebre editto di Sofia fu il 18 aprile successivo, quando Silvio Berlusconi a domanda rispose che «Santoro, Biagi e Luttazzi hanno fatto un uso della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, criminoso; credo sia un preciso dovere della nuova dirigenza Rai di non permettere più che questo avvenga». Berlusconi, anni dopo, si dichiarerà pentito dell’espressione «criminoso» perlomeno riferita a Biagi, che avrà anche modo di elogiare ricambiato: resta che dal famoso editto parte la leggenda di un’epurazione quantomeno singolare per modalità. Cioè: Silvio Berlusconi, che ha vinto le elezioni e aveva dunque cambiato il consiglio di amministrazione Rai (come aveva fatto l’Ulivo e come lo farà Prodi, perché è la regola), si mette a fare epurazioni scegliendo di rispondere a una domanda di un giornalista formulata in Bulgaria. E se un anziano aveva invitato un celebre comico, due mesi prima un comico aveva invitato un giornalista: Daniele Luttazzi aveva chiamato Marco Travaglio a Satyricon (Marzo 2001) e quest’ultimo aveva parlato di rapporti tra Berlusconi e mafia e stragi, tutte vicende archiviate o infondate, sinché Luttazzi aveva congedato Travaglio in questo modo: «In questo paese di merda tu sei uno che ha coraggio». Anni dopo, a Travaglio mancherà tuttavia il coraggio di scusarsi, visto che non una delle accuse amplificate in quella trasmissione (teoricamente comica) è rimasta in piedi. In ultimo il caso de Il Raggio verde di Michele Santoro, trasmissione che al di là degli strali del centrodestra era stata giudicata squilibrata nei confronti di Forza Italia dall’Authority delle Telecomunizioni (invenzione del centrosinistra), ma ora non perdiamoci. Il punto è che ciò nonostante, come stra-detto, l’11 aprile 2002 Biagi aveva preso decisioni autonome di concerto con l’azienda. Il celebre editto di Sofia fu il 18 aprile successivo, quando Silvio Berlusconi a domanda rispose che «Santoro, Biagi e Luttazzi hanno fatto un uso della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, criminoso; credo sia un preciso dovere della nuova dirigenza Rai di non permettere più che questo avvenga». Berlusconi, anni dopo, si dichiarerà pentito dell’espressione «criminoso» perlomeno riferita a Biagi, che avrà anche modo di elogiare ricambiato: resta che dal famoso editto parte la leggenda di un’epurazione quantomeno singolare per modalità. Cioè: Silvio Berlusconi, che ha vinto le elezioni e aveva dunque cambiato il consiglio di amministrazione Rai (come aveva fatto l’Ulivo e come lo farà Prodi, perché è la regola), si mette a fare epurazioni scegliendo di rispondere a una domanda di un giornalista formulata in Bulgaria. Peraltro da principio non cambiò nulla. Enzo Biagi proseguì il suo programma sino alla prevista chiusura del 31 maggio 2002: fu solamente dopo che decise di non accettare (più) una proposta che pure aveva accettato informalmente dall'azienda. Difatti, ricevuta la bozza del contratto, improvvisamente la rimandò indietro: «Non sono un uomo per tutte le stagioni». Ormai il caso Biagi/Santoro più l’imbucato Luttazzi era esploso e Biagi, volente o nolente, per la sinistra era divenuto un santino da parabrezza. A Biagi, comunque, fu fatta un’altra offerta: il direttore di Rai Tre Paolo Ruffini gli propose di rifare Il Fatto sulla sua rete, e questo su preciso mandato del Consiglio di amministrazione Rai. Ma perché disse di no? Probabilmente perché la collocazione di palinsesto, prevista dalle 18,53 sino alle 19, ossia all’inizio del Tg3, a Biagi non andava bene: questo scrissero i giornali. Economicamente parlando, poi, l’offerta fu giudicata da Biagi «differente da quella relativa a Il Fatto». Come è noto, Biagi anni dopo cambierà idea su Rai Tre e vi condurrà Rt - Rotocalco televisivo. Ma al tempo, tornando agli albori del 2003, l’unica trattativa che Biagi accettò con gioia fu quella per la transazione economica che lo vide separarsi dalla Rai, operazione-parole sue-«effettuata con il pieno consenso dell’interessato e con di lui piena soddisfazione». Biagi ottenne una buonuscita di un milione e mezzo di euro e il 3 gennaio 2003 rilasciò questa dichiarazione all’Ansa: «Non sono stato buttato fuori, al contrario ho raggiunto di mia iniziativa un accordo pienamente soddisfacente che gratifica sotto tutti i profili, morali e materiali, i miei 41 anni dedicati alla Rai». Ma il polverone continuerà imperterrito. La strumentalizzazione di Biagi gli impedirà di rendere armonico il proprio fisiologico accomiatarsi, faticherà a restituirgli quell’argentea serenità che nei suoi ultimi giorni, per fortuna, pare aver ritrovato. In Rai ci penserà il grande semplificatore, Adriano Celentano, a esordire con RockPolitik spiegando che «tutto è cominciato il 18 aprile 2002», appunto l’editto di Sofia. È il giorno in cui Michele Santoro si materializza come dall’oltretomba: viva la fratellanza, viva la libertà, viva la tredicesima. Ma non è ancora il giorno, orribile, schifoso, in cui l’Unità sia riuscita a scrivere: «Gli attacchi al lavoro di Biagi hanno coinciso con la morte della moglie e della figlia. Togliendogli il lavoro hanno infierito sul suo dolore e alla fine lo hanno stroncato». È successo solo ieri. Orribile. Schifoso. Ma di cosa vogliamo parlare. Siamo ancora al tempo del Minculpop... Spero che pubblicherai questo mio commento...era qualcosa che dovevo dire, con tutto il rispetto per la morte...dinnanzi a cui ogni cosa passa in secondo piano...
    margherirosa .
    Alle 22.07 circa di giovedì nel corso della puntata di ‘Annozero’ su Biagi /Informazione (e dintorni) il buon Travaglio si è permesso / tolto lo sfizio di fare, seppure in ultimo, anche il nome di Oliviero, unendolo [e finalmente] a quello degli altri nomi [per caso più illustri ?] già proscritti, dagli schermi & affini di Mamma-Rai, da parte dei Governi degli ultimi cinque anni, o per meglio dire nell’ultimo settennato, di oramai tendenziale-sostanziale-dittatura, anti-informazione, anche se pure più o meno malamente camuffata… È così successo di tutto o quasi, il giovedì; sarà stato l’effetto cardinal Tonini…, e delle sue parole / concetti, abbastanza severe e forse tendenzialmente veementi-infuocate ? anzi, senza forse. Così è ; è successo l’inaspettabile / per certi versi impensabile; per fortuna poi che avevo già cenato, altrimenti rischiavo di restar col boccone in gola di traverso! [e allora sì che sarebbero stati dei miei “travagliune”, di una certa importanza… se permettete]. E siccome poi quella seratina era proprio di quelle ad hoc, ecco che nientemeno che quel vero simpaticone e sì strano-urlatore di Canale5 [e che c’avrà poi da gridare ?] si è permesso, prima di tutto, di rivolgere seppure “indirettamente” la parola al Travaglio di cui prima [che peraltro l’aveva già attaccato, e che l’ha poi bellamente ignorato], per togliergli la “parola” appunto, intervenendo di suo nel discorso, per infine correggersi e sì chiedergli scusa per [l’indebita] intromissione..., e senza esser cagato più di tanto dagli altri ospiti in studio. Rimane il fatto che il buon Travaglio [è quello dei nostrani “travagliune”: ovvero il mettersi le mani nei capelli] mi resta, comunque e nonostante tutto, un tantino sullo stomaco; e forse, anzi, già molto probabilmente, è tutta e solo invidia la mia, tal-quale; ma sono fatto così; e forse poteva succedermi pure di peggio, a questo mondo, e con questa repubblica e tutto quanto il resto, chissà; e ad esempio rincoglionirmi dietro una qualche Lecciso! ecco che per cui... non posso manco “lamentarmi” più di tanto…, in fondo; altrimenti…[?]. Ma la cosa seria di cui comincio ad esser decisamente stufo è quel parlar/mulinar parole tantoveloci, e che sembra esser tipico, ormai, quasi un vero e proprio targhet di riconoscimento di Rai3, da parte di personaggi o comici o altro: come Vergassola, Littizzetto, lo stesso Fazio e anche altri…Ci fanno ridere; è vero. Ma alla lunga ci si stufa; sembrano tanti grilli, e saputelli, criticoni che si imbellèttino in continuazione. Fazio, ad esempio, la passata edizione, ha già invitato Travaglio e altri sono ospiti fissi e ciondolanti, sì come pérsisi in quella sorta di labirinto-mediatico. È già come un circuito, e di èlite, selezionato, e di cui Oliviero non meriterebbe di far parte e manco per sbaglio e per una volta sola ? Mi accontenterei di un Oliviero, in carne ed ossa, intero e tal-quale come lo conosciamo, da sempre; che sia su Rai 1 - 2 o 3, indifferentemente, non cambia; in fondo basta poco per averlo sugli schermi è semplice invitarlo, visto che pure lui c’è e ciò ce l’ha detto pure Travaglio…, il che è un tutto dire. Nonostante tutto Oliviero ancòra esiste: sembrava quasi una notizia-bomba e Santoro non ha manco replicato / battuto ciglio; si erano messi d’accordo? E allora deve esser proprio tutto vero quello che ho sentito giovedì…; non ho sognato affatto! E quanto mi piacerebbe aprire gli occhi e trovare pure in Rai, finalmente, una persona come Oliviero, che parla e argomenta piano-pano; quasi-quasi come il buon Travaglio, guarda un pò! Sù, Micheluzzo; Fabietto; mettetevi una mano sulla coscienza, voi e i vostri autori & affini & confinanti. Altrimenti devo pensare che c’aveva ragione Oliviero quando diceva, tempo fa, già in tempi non sospetti, di aver sbagliato tutto…e che in fondo doveva darsi allo spettacolo, …se voleva esser ben voluto…. Saluti. antonio
    Diego de la Vega .
    È fin troppo facile per l'essere piú prescritto del Globo terracqueo,mentire.Mentire,dire menzogne,il falso, é ovvio, normale.É talmente mefistofelico il Suo mentire che é tutto "vero" le sue menzogne sono vere e la veritá di fatto non esiste.Non puó.Perché dovrebbe!?Per quale necessitá!?Pensate sia facile dire mezogne!?Pensate sia semplice mentire arrivando all'iperbole che tutta e dico tutta,la tua vita si regge sulle menzogne,sul finto, sul niente.Dire e smentire,dire e smentire e cosí sempre.Dovremmo approffittarne,dovremmo coglire l'occasione come unica al mondo, e dirgli: "Sei un coglione testa di cazzo!!!" e se si permettesse di chiederci spiegazioni, allontanandoci con molta flemma gli risponderemmo che si é sognato tutto e che certe cose noi le diciamo mai,smentendo tutto.
    rex .
    Ma a parte tutto questo, quante speranze mi dai di risentirti in Radio con Radio Zorro o similia? E' la prima volta che capito sul tuo Blog e una cosa che trovo divertente è che tu sei stato uno dei primi a divulgare i "segreti" ( il basso costo delle concessioni ecc...) dei produttori di acque in bottiglia e mi ritrovo che come sponsor c'hai l'acqua minerale! he he!
    veleno1970 .
    http://www.danielemartinelli.it/index.php/2007/11/09/le-esequie-di-biagi-per-i-comuni-mortali/
    veleno1970 .
    Caro Oliviero, vengo proprio adesso dai funerali di Enzo Biagi, da quella sua Pianaccio sull’appennino bolognese che lui amava tanto. Stamane di buon ora mi sono recato da quelle parti per portare il mio omaggio ad un grande ITALIANO! Sapevo dai media che l’evento sarebbe stato in vario modo celebrato e mi aspettavo che tanta gente comune vi avrebbe partecipato con commozione. Mai mi sarei aspettato però di assistere ad una sfilata di politici e di personaggi pubblici discussi con tanto di autoblù fin davanti al piazzale della chiesa dove si sono celebrate le esequie, mentre a noi comuni cittadini veniva chiesto di lasciare il mezzo circa 5-6 Km dal paese e dover percorrere circa 1 Km a piedi lungo la strada provinciale fino ad arrivare presso un piazzale per le corriere. Da lì era disponibile un servizio navetta gratuito(almeno quello)che percorreva i rimanenti 4 Km che dista Pianaccio da Lizzano. C’erano tante persone in fila, associazioni di partigiani, semplici cittadini e qualche segretario di partito di sedi locali .. insomma moltissimi cittadini comuni che come me andavano a portare l’ultimo saluto all’uomo Enzo Biagi. Tornando ai fatti, vorrei dire che una volta giunti al paese ci hanno fatto scendere dalla navetta e la folla si è incamminata fin quanto possibile per raggiungere la chiesa di San Giacomo. Giunti alla chiesa ho potuto effettivamente verificare quante persone, un giorno feriale della settimana, si fossero radunate per l’evento. Quello che non mi è piaciuto affatto è stata la sfilata di VIPs, chi per carica istituzionale(Prodi, Gentiloni, Sircana, Cofferati, Draghetti)e chi penso a titolo personale(Veltroni)o per rendere omaggio ad un collega(Mieli, Saccà, Mazzucca e altre faccie note del TG RAI regionale e della carta stampata) .. ho invece apprezzato la presenza di quelli di Anno Zero, Ruotolo per citarne uno, intenti a fare le riprese per la trasmissione di stasera, di Milena Gabanelli(sempre in disparte come nel suo stile), di Savino, di Piero Ricca e di Marco Travaglio(con il quale ho potuto scambiare due battute uscendo dal cimitero). Il testimone sarà stato raccolto?! Lo spero davvero per la libertà di questo paese.

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