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    Home > articoli > Le verità che mancano
    14
    nov.
    2007

    Le verità che mancano

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    Caro Beha, sono un appassionato di calcio, faccio il magistrato. Tra le strumentalizzazioni che rischiano il silenzio ce n'è una che se dimostrata sarebbe agghiacciante. Le persone che erano con Sandri sono state denunciate (dalla Polizia?) per "tentate lesioni". Chiunque pratichi il diritto penale sa che è un'assurdità totale, in mancanza di querela delle presunte vittime. L'unico effetto pratico è rendere questi testimoni oculari "indagati di reato connesso" e renderne molto più difficile la testimonianza in un processo.

    Se la Questura di Arezzo lo avesse fatto sarebbe terribile.Lettera firmata

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    dreamlady .
    Difficile scartare il pensiero dello 'spirito di appartenenza' .. soprattutto alla luce della resa del Parlamento e della mancata Commissione Parlamentare. Una cosa di cui non si parla infatti sono le testimonianze dei colleghi, ma rimane pur sempre evidente il fatto: 6 corsie autostradali attraversate da proiettili ad altezza d'uomo... Quale difesa dell'ordine pubblico può aver portato ad un gesto così estremo quanto folle? E se la vittima fosse stato un innocente automobilista in transito?
    margherirosa .
    Solo per completezza d’informazione, riporto qui quanto ho letto su “Puglia” e penso sì sia stata poi ripresa anche da altri organi di stampa: la dichiarazione di Carmine Abagnale, consigliere comunale a Milano, e per anni anche in servizio alla Digos e ora sindacalista di Polizia, che afferma come non ci siano tante cose chiare / chiarite nella vicenda; una tragedia che potrebbe riservare delle sorprese, anche eclatanti, inaspettate, inimmaginate; la ricostruzione tuttora abbastanza lacunosa dei fatti, così come le difficoltà per il magistrato a raccogliere una versione dei fatti ufficiale / del tutto credibile e il ricorso alle armi per una [altrimenti semplice] rissa tra tifosi, sono tutti elementi che lascerebbero pensare invece a un gioco di interessi delle tifoserie sì finanziariamente penalizzate dalle restrizioni introdotte nei provvedimenti contro la violenza estrema negli e degli stadi di calcio; il ricompattarsi [insòlito] delle frange di ultras e delle tifoserie di ogni casacca al di là di ogni rispettiva ‘barriera’ di tipo ideologico, e di fede calcistica, ha portato all’attacco massiccio sia contro le forze di polizia, gli stadi, in varie città, sia contro le Sedi istituzionali e contro la stessa stampa...; s’individuerebbe oggi quasi una sorta di “esercito” [di ‘aficionados do balaun’; affezionati estremi del pallone], senza altre analogia riscontrata prima d’ora; la sensazione è che in molti aspettavano semplicemente il fattaccio per poter avere la motivazione di risposta violenta / ultraviolenta contro le istituzioni; e era già tutto pronto in precedenza per attaccare il nemico istituzionale, nelle sue varie forme e rappresentanze; la miccia era già accesa, e poi sufficiente soffiarci sopra. In pratica una sorta di “mafia” dei tifosi. Ecco che l’auspicio suo infine, è che tutto il mondo che guarda “il pallone”, fatto di cittadini e della Stampa e Mèdia, continui a dare fiducia agli organi di polizia e di trovare così serenamente insieme la verità. Saluti. antonio
    ippodrillo .
    Mi si permetta di dissentire da profano. Nel caso specifico io scorgerei più un collegamento fra i due reati (art.17 c.p.p) con eventuale e conseguente riunione dei processi piuttosto che una connessione (art.12 c.p.p). In secondo luogo ove la condizione di procedibilità non si realizzasse (presentazione della querela) entro un determinato termine l'accusa di tentate lesioni cadrebbero e di conseguenza gli effetti negativi di cui il magistrato paventa il pericolo. Pongo un altro quesito in merito alle verità che mancano. I colleghi del poliziotto cosa hanno visto, cosa hanno dichiarato? E' difficile credere che non abbiano assistito al fatto. La loro versione è difforme da quella del superteste che ha aggravato la posizione del poliziotto? Il pericolo dello "spirito di appartenenza" già tristemente deleterio per i fatti del G8 avrà nuovamente soppravvento sull'imperativo morale della verità?

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