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    22
    nov.
    2007

    Come si “costruisce” un insuccesso editoriale

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    Leggete la nota che segue. Sento puzza di bruciato. Mi piacerebbe che i visitatori di questo Blog facessero un test di questo tipo. Hai visto mai...!

    tratto da www.lastorianascosta.comQuesta ve la devo raccontare. Non appena “Il misterioso intermediario” arrivò in libreria, le vendite schizzarono subito verso l’alto. La casa editrice mi comunicò dati impensabili per la saggistica: una media di mille copie alla settimana. “Un trend da narrativa”, commentarono euforici, “Il libro è già in classifica, e volerà ancora più in alto”. In pochi giorni, era già balzato al settimo posto e presto avrebbe scalato la vetta, almeno così mi dicevano. “Panorama” ci aveva dedicato 5 pagine, “La Nazione” di Firenze un’intera pagina e altri giornali – “La Repubblica”, “Il Corriere della Sera”, “il manifesto”, “L’Unità”… – avevano preannunciato all’ufficio stampa dell’Einaudi recensioni entusiastiche. E invece…Il clima intorno al libro cambiò di colpo. Ma non voglio parlarvi degli attacchi subiti, l’ho già fatto e non ha più senso insistere. Voglio dirvi invece un’altra cosa. Le recensioni negative non erano ancora arrivate, ma capii che l’aria stava cambiando quando la casa editrice mi fece avere l’aggiornamento della classifica delle vendite: “Il misterioso intermediario” era scomparso. Settimo appena una settimana prima, ora non era più nemmeno fra i 100 libri più venduti. All’Einaudi erano molto sorpresi. Non riuscivano a spiegarsi come fosse possibile una cosa del genere.Sarà una mia deformazione professionale o un riflesso “complottista” e “dietrologico”, non lo so, ma quando non capisco, voglio vederci chiaro. Visitai una quarantina di librerie romane e in tutte ebbi la stessa risposta: “I dati di vendita del ‘Misterioso intermediario’ sono in crescita costante sin dal primo giorno. La tendenza non si è invertita”.E allora, che cosa era successo? Per quale strana magia un testo di saggistica che vendeva come un testo di narrativa era improvvisamente scomparso dalle classifiche? Ebbi la conferma dei miei sospetti (analogo episodio era capitato 3 anni prima con “Segreto di Stato”!) alla cassa della libreria Mondadori di piazza Cola di Rienzo, a Roma. Avevo preso 5 libri e stavo per pagare, quando una ragazza si avvicinò e mi chiese che cosa avevo scelto.“Perché vuole saperlo”, domandai.“E’ un sondaggio, per le classifiche di vendita”, rispose la poveretta, ignara di chi avesse di fronte.“Lavora per un istituto demoscopico?”“Sì”, rispose, dicendomi anche il nome. Era uno dei più noti.Le dissi il titolo del primo libro. Lei controllò sulla sua scheda, lo trovò e mise accanto un segnetto con la sua matita. Le dissi il titolo del secondo, del terzo e del quarto e lei fece sempre la stessa cosa.“E poi questo, Il misterioso intermediario”, le dissi mostrandole la copertina.“No, questo no”, disse lei sicura del fatto suo.“E perché no?”Non mi rispose.“Perché no?”, domandai ancora.“Perché questo titolo non c’è…”, si giustificò, sempre più imbarazzata.“Come non c’è? L’ho comprato”, la incalzai.“Non c’è nel mio elenco. Mi hanno detto di non metterlo”, rispose con un filo di voce.“Chi gliel’ ha detto?”“Quelli dell’istituto…”“E perché?”“Questo non lo so. Mi hanno detto così e io devo attenermi alle loro indicazioni…”

    Quel giorno ebbi la conferma di come si costruisce l’insuccesso di un libro scomodo. Non sempre sono i lettori a decidere. A volte c’è qualcun altro che lo fa per loro.

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    dreamlady .
    Per fortuna ci sono lettori che non basano il loro giudizio sui risultati demoscopici. Non amo la statistica perchè riconduce delle identità ben precise ad un numero. Odio i risultati di sondaggi pubblici e non perchè nell'80% dei casi non viene nemmeno comunicato il campionamento di riferimento, falsando spesso l'interpretazione dei dati. Manipolazione a tutto spiano, economica e politica. Per rispondere al tuo ultimo capoverso, è forse per questo stesso motivo che 'L'amore e il potere' sta anche sugli scaffali della Coop? Ha ragione c.m. Ho 52 anni, troppo 'giovane' per essere una ex sessantottina, ma abbastanza vecchia per chiedermi 'come si può restare indifferenti?'
    bubacarruba .
    OLiviero, ho 55 anni, sono reduce come molti altri della triste storia di questo paese, ex sessanttotino e " diciamo " attento alla politica che ci ha guidato fino ad oggi. Certo non dimentico le stragi di stato rimaste tutte impunute, Pinelli che cade dalla finestra della questura di Milano e tutto quello che ci vuoi aggiungere ma, una situazione politica come quella attuale mi lascia a dir poco sbigottito. Non so se l'età ha portato con se oltra all'arterosclerosi anche l'incapacità di accettare simili situazioni ma, sinceramente, oltre allo sgomento non so cosa pensare. Abbiamo appena finito di leggere come. durante il " governo " berlusconi, i TG facessero capo ad un unico " uifficio " che dirigeva i modi con cui diffondere le notizie ed ora anche il tuo esempio ne segue le stesse linee. Ma dove stiamo andando a finire??? Una volta si parafrasava il sudamerica per identificare un paradosso politico, ora cosa ??????????? Ma staimo impazzendo. E' possibile che in questo paese tutto passi nell'indifferanza più completa. E' concepibile che un berlusconi possa candidarsi come capo del governo, ma qualcuno ha mai ascoltato quello che dice, ha mai cercato di dargli un senso logico, onesto, corretto e via dicendo. Non so più cosa pensare, è tragico. un saluto. c.m.
    bubacarruba .
    nispa .
    Allucinante. Ma gli istituti di statistica sono finanziati dal governo, mi sarei stupito del contrario...
    Anastasio .
    Guarda caso, caro Oliviero; hai ripreso i contenuti di una storia "indicibile" e tu stesso, forse inconsapevolmente, stai alimentando la più oscura tebaide, attorno ad una storia che sarebbe di enorme portata, se venisse raccontata! Altrimenti non mi spiego come mai, dopo averti inviato un paio di imput, ancora non provi il desiderio di conoscere quello che "un buon giornalista" dovrebbe conoscere, e non ti decidi a prendere mezza giornata di riposo, per incontrarmi! In alto i cuori da Otello Martini > Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso, di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita un'entità piena di interesse e significato! >>>-------> Aldous Huxley

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