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    27
    nov.
    2007

    Mastella contro le fiction di mafia

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    da Corriere.itDopo aver rinviato la fiction La vita rubata, il ministro della Giustizia Clemente Mastella prende di mira un altro prodotto della tv. Ad essere criticata dal Guardasigilli questa volta è la seguitissima miniserie per la tv Il capo dei capi, dedicata alla storia del boss mafioso Totò Riina.

    «Andrebbe sospesa» ha detto il Guardasigilli a Gela, Caltanissetta, dove ha incontrato i vertici della Magistratura. «Manca – ha aggiunto – quell’aspetto educativo che rimanda ai valori di una società sana». Per la conclusione della fiction (in onda su Canale 5 da cinque settimane) manca una puntata: l’ultima della miniserie è in programma giovedì prossimo. «Il capo dei capi è un farabutto. Non credo si possa battere la mafia se non crescono i valori nella società. Quando si inneggia a un camorrista, a un mafioso, questo mi spaventa» ha detto Mastella. «HO FATTO DA POSTINO» – Tornando a parlare dello stop alla fiction La vita rubata, sulla vita di Graziella Campagna uccisa dopo aver identificato un boss latitante. il ministro ha spiegato: «Io ho fatto da postino rispetto ad una richiesta che veniva dal presidente della Corte d’Appello di Messina. L’ho girato al direttore generale della Rai, al presidente della commissione di Vigilanza e il direttore generale ha preso le sue buone misure».
    STRISCIONE PRO DE MAGISTRIS – Piccola manifestazione contro il Guardasigilli nel paesino nisseno. Uno striscione con la scritta «Imbavagliati come De Magistris» ha atteso il ministro della Giustizia Clemente Mastella all’uscita del Tribunale di Gela. Lo striscione era tenuto dagli «Amici di Beppe Grillo» di Caltanissetta che erano imbavagliati.
    «IL MINISTRO PENSI ALL’INDULTO PIUTTOSTO» – «Il ministro Mastella dovrebbe occuparsi di fare funzionare i processi o degli effetti dell’indulto, piuttosto che pensare alle fiction». Così il sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo, ha risposto al Guardasigilli che, giudicandola «diseducativa», ha sollecitato la sospensione della fiction sul boss Totò Riina. «A me non sembra che il programma sia diseducativo – ha aggiunto – anche se l’effetto emulativo è sempre possibile: al mondo ci sono anche quelli che inneggiano a Satana, ma sicuramente si tratta di una minoranza. Resta il fatto che uno Stato in cui c’è la libertà di stampa non dovrebbe censurare». Iannazzo, anche accogliendo le richieste di alcuni giovani corleonesi, ha organizzato per martedì una marcia «che testimoni – dice – come in tanti a Corleone non solo non si riconoscono in Riina, ma lo ritengono un personaggio assolutamente negativo». Alla manifestazione parteciperà anche l’attore Daniele Liotti, che, nella fiction, è l’unico personaggio inventato: Biagio Schirò, giovane corleonese che diventa poliziotto e sceglie lo Stato.

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    henry752 .
    Vivo in sicilia in provincia di messina, sono un funzionario del ministero della giustizia da 20 anni e mi vergogno di avere a capo del mio ministero il sig. Mastella. Sono enormemente onorato per il fatto di non sentirmi rappresentato, almeno come persona, da tale soggetto. Lui si è limitato a passare la richiesta di sospensione dello sceneggiato di fiorello del presidente della corte di appello di messina al presidente della Rai. Quindi che c'entra lui? Abbiamo appurato che abbiamo un ministro della giustizia che è solo un passacarte. ma in questo caso, così delicato, che figura ha fatto? semplicemente indecente!!!! Perchè non parliamo della giustizia in provincia di messina? La ex provincia "babba"? Credetemi: ne ho viste tante, ma tante che neanche potete immaginare!!
    henry752 .
    enniobonfanti .
    Il Ministro dell'Ingiustizia è stato accolto a Gela anche da noi, cittadini indignati dei Grilli Nisseni, con un mega striscione: "IMBAVAGLIATI COME DE MAGISTRIS" (foto e video sul sito www.enniobonfanti.netsons.org/index.php?option=com_content&task=view&id=34&Itemid=1). Solidarietà alla Magistratura indipendente!
    verdecupo .
    Da quello che so è un delitto del 1985, quello della povera Graziella Campagna. Siamo nel 2007 e i responsabili NON SONO IN CARCERE. In più, si censura una fiction sul caso. Chi è che ha detto che in Italia non c'è più la mafia?
    lucy73 .
    E bravo Mastella, a impiegare tutto il tempo che ha contro le fiction di mafia... chissà. Lui dice "che ha fatto da postino". Appunto, se facesse il postino farebbe meno danni.

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