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    28
    nov.
    2007

    I vigili, i permessi e i teorici del complotto

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    di Oliviero Beha - da l'Unità di oggiCome in un incredibile film di Bolognini di quarant’anni fa, questa storia del Verano (un cimitero al centro di Roma, non una “estate” in spagnolo), della prostituta di nome Serena che appoggiava le sue “povere cose” in un loculo, dei dipendenti di Ama (nettezza urbana) e Trambus che si avvalevano dei suoi servizi e poi la ospitavano a dormire su un furgone…Come in un credibile ma raffinato film dei Vamzina di oggi la storia del comandante generale dei vigili urbani di Roma,  tal  Giovanni Catanzaro, che parcheggia dove non può e ostenta un permesso scaduto per disabili… In rapida successione in pochi giorni dalla capitale (poteva accadere in altre città,  ma è successo qui) arrivano segnali di degrado che stringono il cuore ma rischiano anche di confondere i cervelli. Intanto, l’uso politico degli scandali, bravamente denunciati da “Il Messaggero”: è colpa di Veltroni e del governo della capitale,  vociano dall’opposizione tanto per vociare. Intendiamoci,  di errori e responsabilità potremmo parlare eccome, certo,  nell’amministrazione di una marmellata come Roma, difficile da guidare persino per Mandrake che pure non è segretario di alcun partito. Ma qui più di cacciare il supervigile sorpreso con il permesso nel sacco e di fare un’inchiesta che ramazzi Verano e municipalizzate, francamente non so che cosa il sindaco potesse fare. Naturalmente a condizione che gli amministratori della cosa pubblica capitolina prendano i suddetti scandali non solo come tali-e sarebbero già gravi-bensì come indicatori di un degrado e di un malcostume tracimanti.

    Da qui il discorso diverge, e va oltre Roma, allargandosi sul territorio nazionale come nazionale è ovviamente questa doppia cronaca neppure nera, ma soltanto marrone. Infatti superato lo stadio della protesta politica degli elettori di centrodestra che hanno trovato in Veltroni e c.  il bersaglio grosso, questi stessi, e molti loro omologhi del centrosinistra, sembrano già sul punto di metabolizzare vigile e prostituta, sosta vietata e cimitero, arroganza e disperazione: in fondo, si domandano infatti, che c’è di tanto scandaloso a confronto di quel che succede in giro?Un permesso per disabili abusivo, una sistemazione cemeterialtramviaria d’occasione: forse si sta esagerando.  Perché? Magari “per coprire altro”, diffuso sport nazionale tutt’altro che privo di verità ma a livelli diversi.
    La compagna del supervigile rimosso, parrucchiera a Canale 5,  come in un qualunque dibattito politico ha già esternato da par suo:”E’chiaramente un complotto contro Giovanni”. Ma certo, perché no, è certamente un complotto, qualcuno ha documentato quel divieto di sosta-come l’andirivieni su autobus e furgoni dal Verano- perché una Spectre vuole fottere il potere (dei vigili, dei netturbini, degli autisti, dei dirigenti o dei dipendenti del camposanto recentemente adattato ai viventi). Il sentore comune è ormai tanto avvilito da queste disonorate abitudini che troppo spesso non riesce  neppure più a reificare,  a fare realtà di una sufficiente indignazione.
    Quel “che ha fatto in fondo” è vissuto come una specie di “potrebbe capitare anche a me, hai visto mai, stiamo calmi” che abbassa ulteriormente il tenore della dignità personale e collettiva e tende a confondere il principio di realtà con la sua malintesa interpretazione. Come in una fiction una storia semplice come la violazione di legge di un graduato che doveva semplicemente farla rispettare viene separata dal contesto, resa imponderabile, cioè senza peso specifico (nel  caso quello della colpa e/o del dolo),  e giudicata secondaria in confronto all’ipotesi che ci sia “sotto dell’altro”, in una corsa al peggio che spinge in basso e deresponsabilizza senza fine.
    Stiamo forse assistendo “in una diretta di terza mano” alla parabola dei cattivi esempi che partita dall’alto sta completando la sua traiettoria nell’infimo di un uso perverso del potere da vigile urbano, o nel caso del Verano nella palude di rapporti umani ormai affondati nella più completa assenza di rispetto per la persona, il luogo, persino quello straccio di divisa buono a identificare chi raccoglie i rifiuti o guida un autobus.
    Lungo questa china, o il cittadino comune dà o (per troppo pochi) continua a dare segni forti di non voler accettare il precipizio, di considerare gravi fatti come quelli descritti, di tenersi fuori dalle secche dei cosiddetti “complotti” giudicando la realtà per quello che purtroppo è, oppure come ne “Il Signore degli anelli”tra un po’ la reazione verrà da chi ha diritto di essere lasciato in pace, dai trapassati più vivi dei morti viventi che nel traffico (in ogni senso…) assistono  senza più stupore o indignazione a questo ignobile film.
     

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    gigio78 .
    hai proprio ragione beha, la situazione è drammatica. Ora leggo che è indagata la moratti per abuso d'ufficio... ma ce n'è uno pulito? Dico uno, mica tanti!

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