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    03
    dic.
    2007

    In italia il lavoro è diventato peggio della guerra

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    In Italia il lavoro è diventato peggio della guerra, ma il mondo dell'informazione sembra non accorgesene.Nell'articolo pubblicato Venerdì 30 novembre sul sito Superabile.it, si dice che le morti sul lavoro denunciate dai mass media tra il 21 e il 28 novembre ammontano a 9, quando la media è di circa 25 a settimana.Venerdì 30 novembre 2 panettieri grossetani sono rimasti intossicati dal monossido di carbonio, e sarebbero sicuramente morti se a dei giovani a cui era venuta voglia di pizza alle 3 di notte, non fossero entrati nel loro negozio e avessero chiamato il 118.I 2 panettieri sono stati ricoverati e ne avranno per 20 giorni.Purtroppo non è andata così bene ad altri 2 panettieri nel comasco, che ieri sono morti per asfissia da monossido di carbonio.

    Oggi un operaio boschivo, Giuseppe De Masi, di 61 anni, e’ morto sul lavoro ad Oppido Mamertina cadendo da un albero sul quale si era arrampicato per tagliare i rami.De Masi e’ precipitato da un’altezza di circa 15 metri ed e’ deceduto sul colpo.Quello che mi domando è questo: cosa deve ancora succedere perchè si prendano dei provvedimenti drastici per fermare questa mattanza nei luoghi di lavoro?E’ questa la domanda che mi faccio da molto tempo, ma a cui ancora nessuno è riuscito a dare a una risposta.Non bastano tutti i morti e gli infortuni che ci sono ogni giorno nei luoghi di lavoro?!E’ stato approvato il Dlgs 123/07, e anche se undici dei dodici articoli di questa legge sono già entrati in vigore, poco o nulla è cambiato nei luoghi di lavoro.Questo perchè non è con una legge che si risolvono i problemi della mancata sicurezza.Sono i controlli che mancano, è la cultura della sicurezza sul lavoro che manca, è la formazione e l’informazione che manca, è la certezza della pena che manca (se 5 minuti dopo l’infortunio mortale l’imprenditore va in carcere, la sua azienda viene chiusa, e lì e solo lì aspetta i lunghi tempi processuali, allora cambierebbe qualcosa)Se non si capisce questo, a nulla serviranno  nuove leggi.Qualcuno ha detto che dovrebbero essere dei deterenti per i datori di lavoro che evadano le normative.Ma io mi domando: come fanno ad essere dei deterenti, se poi un datore di lavoro rischia di avere un controllo ogni 33 anni, perchè i tecnici della prevenzione negli ambienti di lavoro sono meno di 2 mila in tutta italia, con centinaia di migliaia di aziende da controllare?Si doveva aumentare l’attività di vigilanza delle Asl assumendo più tecnici della prevenzione, invece la legge 123/07 ha previsto l’assunzione degli ispettori del lavoro.Capisco che durante il governo Berlusconi erano stati messi a “pane e acqua”, con taglio diaria e rimborso benzina per andare a fare le ispezioni, con leggi come la 124 del 23 aprile 2004, che invece di potenziare i servizi ispettivi li aveva indeboliti, ma vi assicuro che anche i tecnici Asl non stanno meglio.Si doveva potenziare il ruolo degli Rls, ma anche questo potenziamento è stato fatto “all’acqua di rose”.La sicurezza sul lavoro va insegnata fin dalle scuole elementari, peccato che il Governo Prodi non l’abbia recepito (eppure l’abbiamo detto tantissimo volte).Se non si capisce queste cose altre stragi sul lavoro ci saranno, altre parole d’indignazione verrano dette, altre lacrime verranno versate, altre famiglie saranno distrutte, come è successo alla famiglia di Massimo Romano, alla famiglia di Andrea Gagliardoni, alla famiglia di Matteo Valenti, altri lavoratori rimarranno invalidi, senza un braccio, senza una mano, senza una gamba, senza entrambe, come il capotreno Antonio Di Luccio, e nulla sarà cambiato.Marco Bazzoni-Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.Email: bazzoni_m@tin.it

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    Chip En Sai .
    Sarà pure una guerra… ma la morte sul lavoro di tre o quattro persone al giorno non può interessare che gli stretti parenti!… C'è poco movimento… pochi spettatori!… E… quel che è peggio… le vittime di questo genere hanno il demerito che… nel momento della propria tragica fine… non si stavano divertendo!… stavano semplicemente svolgendo un lavoro… per giunta in una condizione rischiosa… penosa e degradante!… e… appunto per questo… poco adatta a uno spettacolo dignitoso!… Figuriamoci… quindi… se a qualcuno… in simili situazioni… può saltare in mente di spaccare cantieri… fabbriche e… soprattutto… orologi!… Nell'Ottocento… queste cose le facevano… per rivendicare un lavoro più dignitoso e più tempo libero per lo svago e il divertimento!… e… quando decidevano di farle… non aspettavano l’arrivo dei giornalisti!… Oggi… se non c'è almeno una telecamera… non può succedere nulla di importante o grave!… Le telecamere fisse e mobili preferiscono gli spazi aperti… prediligono in particolare quelli dentro gli stadi o appena fuori!… Gli operatori farebbero troppa fatica a girare per un cantiere o una fabbrica che non rispetti tutte le norme di sicurezza!… o si annoierebbero troppo a inquadrare orologi… senza speranza che qualcuno li spacchi!… E… poi… non c’è scandalo per chi muore troppo lontano da una gradinata!… Il lavoro… quello che uccide… raramente ha intorno una gradinata!… è solo fatica… che si vende per denaro… forza che si prostituisce!… vuoi metterlo al livello del divertimento più bello del mondo… il gioco del calcio?!… Qui non ti vendi!… qui compri!… Non si può morire comprando!… Il cliente ha sempre ragione!… sarebbe uno scandalo insopportabile… se morisse mentre compra!… Il lavoratore che si aggira pericolosamente su un’impalcatura a rischio o vicino a una pressa poco sicura… in fin dei conti… è pagato!… quindi vende!… è un esercente al dettaglio della propria forza lavoro!… se cade o si spappola… inoltre… omette di concludere il lavoro per cui riceve un compenso dal proprio datore di lavoro e di denaro… cioè dal proprio cliente!… e il cliente ha sempre ragione!… Chi va a uno spettacolo e paga è un cliente… dunque un datore di lavoro e di denaro!… Non deve succedergli niente!… Guai!… Risarcirlo?!… no… troppo poco!… il cliente non si vende per definizione!… il cliente paga le merci o i servizi a chi lavora vendedoglieli… o si vende lui stesso!… e… se il cliente non può pagare più nulla… perché l’esercente-lavoratore o i servizi o le merci lo hanno ucciso… lo stesso cliente trova sempre la solidarietà anche violenta di tanti altri clienti… che per lui… prima di farsi risarcire col vile denaro… si ritengono in diritto di distruggere l’attività stessa del proprio esercente-lavoratore… reo di aver già distrutto non solo la vita di un individuo della loro specie… ma anche la sua attività… ovvero quella del divertimento e della felicità nel pagarlo!… La felicità non ha prezzo!… il lavoro… soprattutto quando è pericoloso… purtroppo… sì!… Quella di cliente o di esercente non è però un’attività fissa!… La maggior parte delle persone svolgono… quasi in egual misura… a volte l’una a volte l’altra attività!… ma questo vale… naturalmente quando esse fanno parte di una società dal benessere diffuso!… L’attività di cliente è delle due la più comoda e dunque preferita da tutti!… Tanto che mentre la si svolge nessuno vorrebbe più interromperla per un attimo… men che meno… per sempre!… Ecco… forse… perché… quando muore uno di loro… i clienti-tifosi diventano spesso violenti e gli esercenti-lavoratori quasi mai!… Ognuno… dunque… prenda coscienza di queste limitazioni e temperi il proprio comportamento sia nell’una che nell’altra attività!… Chi… però… controlla e governa l’alternarsi di queste attività… faccia attenzione a tenerle nel giusto equilibrio… altrimenti varrà la metafora della pentola a pressione di Nostrobeppus!

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