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    dic.
    2007

    Farmaci e parafarmacie

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    Sono una farmacista dipendente, ho visto ieri sera, 10 dicembre, la trasmissione in onda su La7, a cui lei ha partecipato.

    La ringrazio infinitamente, anche a nome di diversi miei colleghi che si trovano nella stessa mia frustrante situazione, x i suoi interventi atti a rivelare il peso di questa potentissima lobby che sfrutta al massimo e soffoca tante risorse del nostro paese. Nella speranza di un mondo migliore di nuovo grazie!Claudia Gozzi———————Sono deluso dalle notizie che avete dato al programma scandalo farmaci. Tutti incompetenti in materia soprattutto il presidente della società di farmacologia (effetti della politica). Perche’ non risparmiare sugli stipendi dei medici soprattutto gli universitari ospedalieri ambulatoriali etc. sui stipendi dei grossi manager sanitari e sulle strutture fasulle della sanità 87%. La spesa farmaceutica è solo il 13% della torta. Mi sembra una fetta piccola per risolvere i problemi dei consumatori. Almeno abbiate il coraggio di dire la verità  quando andate in televisione.Sono solo poche righe arrabbiate ma potrei stare a scrivere per tanto.Un deluso di Oliviero BEHAAntonio PiraniNaturalmente pubblico pro e contro. Ma mi scusi, Antonio Pirani, ci può dire al dettaglio che mestiere fa e dove? Grazie.o.b.———————–Egr, Dott. Beha, volevo congratularmi con Lei per il suo intervento a Exit sul problema dei farmaci e la loro distribuzione. Mia figlia, laureata in Farmacia ed abilitata alla Professione, ha aperto una Parafarmacia perchè non aveva qualche milione di euro per comprare una Farmacia. Ho provato pena per lei quando in negozio le veniva richiesto qualche farmaco e doveva rispondere che non poteva vendere quel farmaco perchè non le era data la licenza di farlo. Tenga presente l’ assurdità del fatto che la Parafarmacia può vendere il farmaco OTC, che prevede il consiglio di chi vende. mentre non può vendere il farmaco di fascia C che prevede l’ obbligo della ricetta del medico e su cui il farmacista non potrebbe e non dovrebbe intervenire.Nella speranza che il suo intervento non rimanga lettera morta e di poter eventualmente interloquire con Lei, La ringrazio nuovamente.Ugo Stefanelli———————–Salve, sono un medico di famiglia di Firenze. Ho 57 anni, e, fin dall’inizio della mia attivita’ di convenzionato con la regione Toscana, ho sempre desiderato prescrivere i farmaci per principio attivo, ma allora non era possibile.Ho seguito la trasmissione exit stasera, sulla 7, ed ho apprezzato gli interventi di chi, come me, sta battendosi perche’ la classe medica si sganci dalle dipendenze dall’industria farmaceutica.Finalmente da oltre due anni sono passato alla modalita’ prescrittiva per principio attivo per tutti i farmaci, e io e i miei pazienti stiamo veramente bene, senza soffrire di tutti i mali che i colleghi “griffati”minacciano sopravvenire a chi osa agire contro la “casta”.Sono anni che mi batto per realizzare questo sogno, finche’ due anni fa ho conosciuto altri colleghi, chiamati i “nograzie”, http://www.nograziepagoio.it , ai quali ho proposto l’idea della prescrizione per principio attivo come soluzione al conflitto d’interesse con le aziende, ed ecco che ora l’ho realizzato.Sono grato alla trasmissione exit, alla conduttrice, e a lei che si e’ schierato dalla parte delle carte scoperte.Desidero segnalarle anche un lavoro grafico commentato che ho realizzato a proposito del tema dei farmaci:da cui potra’ avere altri dati per riflettere sulla questione.Quante volte ho scritto a Falconi, per chiedergli di promuovere la prescrizione per principio attivo: niente. La maggior parte dei colleghi si barrica dietro a scuse e motivazioni lisce come la superficie di uno specchio per mantenersi caro il $upporto delle aziende farmaceutiche…. ma la storia e’ troppo lunga per concentrarla in questo messaggio.Grazie per avere contribuito a lanciare il fondamentale messaggio al pubblico: i farmaci bioequivalenti sono “equivalenti” ai corrispondenti venduti con il nome commerciale, o di fantasia, o, come chiamo io, di pubblicita’.un cordiale salutoMauro Pecchioli————————-
    Grazie per tutto quello che ha detto ieri sera. Davvero complimenti per come è stata svolta la trasmissione. Praticamente avete messo all’angolo farmaindustria, federfarma e ordine dei medici. Non penso che la fascia c verrà liberalizzata ma comunque grazie.Buon lavoro.Pasquale Pagano————————-
    Caro Oliviero, ci siamo incontrati in quel di Conversano. Ieri ti ho seguito in TV e devi sapere che di professione faccio il farmacista…1°quello che diceva “federfarma” sulla liberalizzazione è vero, ma perchè un formacista deve passare al proprio figlio una licenza che noi stato gli diamo?? perchè una licenza per aprire una farmacia mi deve costare non meno di 2milioni di euro???2°il ministero per l’immisione in commercio dei generici segue procedure “facilitate” demandando alle aziende che vogliono immettere in commercio il generico le ricerche, i test di biodisponibilità e di bioattività non che di bioequivalenza…mi domando quanti di quei rapporti sono “falsi”???3°Hai mai fatto un giro nelle stanze della CUF nel ministero???per lavoro ci sono andato speso…regna il caos più totale!!!4°per concludere ti invito ad informarti sul metodo di lavoro che utilizzano alcune CRO (aziende che appaltano la sperimentazione clinica dei farmaci)…spesso la ricerca è un metodo per far assumere ad un paziente il propio farmaco…mi spiego meglio, ci sono numerose aziende che producono “l’interferone” (farmaco costoso usato per curare sclerosi multipla). basta associare in una sperimentazione un innocua o blanda molecola per “iscrivere” inconsapevoli pazienti nella rpopia lista di sperimantazione…a spese dei contribuenti (si perchè i farmaci che vengono somministrati vengono “passati” dal SSN)…Caro oliviero se vuoi maggiori informazioni possiamo anche incontrarci tanto sono spesso a roma per motivi professionali….un saluto… Mimmo————————-
    carissimo Sig. Oliviero Beha,chi le scrive è uno dei tanti padri angosciato e amareggiato dai malesseri di questa  società in cui viviamo e sopratutto dalla malasanità che ci circonda.Mio figlio a 26 anni, è da circa 6 anni affetto da sclerosi multipla, ha dovuto  rinunciare a una carriera che fin da piccolo sognava, si è diplomato all’istituto  nautico di Trapani, è partito volontario in marina, aveva vinto il concorso come  maresciallo della marina militare, ma ahimè! dopo appena un mese di corso, ha dovuto  congedarsi perchè appunto, affetto da questa patologia.Ora lo so, di questi casi in italia, c’è ne saranno centinaia e centinaia, non è mica  purtroppo una novità, ma le scrivo caro Oliviero, mi permetta di usare questo  aggettivo, sopratutto per uno sfogo personale di un padre che vive nella cruda realtà  di oggi e vede tanti sogni di ragazzi, sfiorire così drasticamente.Fin qui, come dicevo prima, non le sto raccontando niente di nuovo, quello cui sono  rimasto turbato è il fatto che sembra pure i medici, se ne strafregono delle malattie  altrui, parlo con cognizioni di causa.Le premetto che, mio figlio è seguito, fin dall’inizio della malattia, dal Dr. Cottone  presso un ospedale di Palermo, (non dico il nome dell’ospedale, per non fare cattiva pubblicità o dovrei?) purtroppo non essendoci strutture adeguate qui  nella città dove viviamo, siamo costretti ogni qualvolta mio figlio necessiti di cure o  visite che siano, ad andare a Palermo.Fatta questa premessa, arrivo subito a spiegargli questa mia amarezza e sfiducia nei  riguardi della società in cui viviamo. Come le dicevo prima, non essendoci un centro di Sclerosi multipla a Trapani, il centro  dell’ospedale di Palermo è costretto a raccogliere presso la propria sede, non solo  tutta la provincia di Palermo ma bensì anche tutta Trapani e la sua provincia, con le  conseguenze che lascio a Lei immaginare, come “Dottore e infermieri oberati da troppo  lavoro e stress perchè subissati da innumerevoli richieste di visite, spesso mai  soddisfatte”.Infatti, oramai i malumori di tutte le persone assistite (parenti compresi) presso il  centro S.M. di Palermo, sono alle stelle, il servizio non funziona più come dovrebbe,  l’assistenza verso i malati è inesistente o quasi, la scortesia degli infermieri e  sopratutto del Dr. Cottone, regna sovrana.Tutto questo perchè? perchè non si riesce a creare un centro di S.M. a Trapani, sarà  forse perchè siamo nelle mani di falsi burocrati o semplicemente possiamo dire che,  tutto questo è soltanto mafia e basta?La mia perplessità è questa, caro oliviero, che avvenire possiamo dare ai nostri figli,  quando il sistema, la società in cui viviamo non funziona come dovrebbe?Mi scusi il mio sfogo e grazie di avermi ascoltato.Le porgo i miei saluti, i miei auguri per queste prossime feste e in bocca al lupo per  il suo lavoro di informazioni che svolge per noi cittadini, così devotamente.Un padre come tantiMario Caruso

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    Lukac .
    Gentile sig. Beha, chi le scrive è il farmacista non titolare di turno, costretto, da più di 10 anni, a esercitare la professione di informatore scientifico causa l'impossibilità di aprire una farmacia. La soluzione al problema della liberalizzazione delle farmacie è così semplice da sembrare ovvio. Esiste l'abilitazione alla professione di farmacista? Si si fa un esame post laurea quindi perchè non basta per esercitare? Per altre professioni (vedi medico) esiste la possibilità di operare non in convenzione? Non si capisce il perchè non si possa fare per il farmacista. Del resto se un medico non convenzionato può curare un paziente in pieno rispetto della legge, perchè un farmacista non convenzionato non può dispensare un farmaco? Non capisco perchè dovrebbe essere "addirittura rischioso per il paziente" far dispensare un farmaco da un farmacista al di fuori di una farmacia. Perchè allora non si debba considerare altrettanto rischioso e quindi vietato l'esercizio non convenzionato di un medico nell'ambulatorio privato? Le facoltà di farmacia sono spesso frequentate da figli di farmacisti, che raramente scelgono questa professione per passione e che automaticamente avranno un futuro sicuro indipendentemente dalle capacità e meriti. Noi cittadini, che non possiamo scegliere la nostra farmacia di fiducia perchè magari l'unica in paese o magari perchè l'unica nelle vicinanze non meriteremmo di avere un farmacista convenzionato preparato e motivato da altre cose oltre i soldi? Chi assumerebbe un dipendente laureato nel peggio ateneo magari 8-10 anni anni fuori corso solo perchè figlio d'arte? Basterebbe fare delle statistiche per saperlo. Nell'ambiente si sa che alcuni atenei regalano la laurea. Basterebbe informarsi. Eppure se si è figli di farmacisti si può anche essere cerebrolesi intanto la farmacia è lì ad aspettarti, perchè tanta fretta! Con questo non voglio dire che sono tutti così, alcuni bravi si incontrano, raramente, ma si incontrano, esistono le eccezioni no? confermano le regole! Addirittura se ti muore il genitore farmacista ti danno abbondanti anni per non perdere i diritti. Cito la legge: "Il periodo di gestione provvisoria in caso di morte del titolare, qualora il figlio o il coniuge superstite risultino iscritti alla Facoltà di Farmacia è portato da sei a sette anni (periodo portato a 10 anni dalla legge 362/91). § Poiché non è più precisato che l'erede debba risultare iscritto alla facoltà "alla data del decesso" del titolare, questa condizione può essere soddisfatta anche nel tempo successivo, purché entro i tre anni dalla morte del titolare. Non male nascere figlio di farmacista no? poi le caste esistono solo in India? Paradossalmente anche se i più arrabbiati siamo i Non-titolari chi ci rimette sono tutti i cittadini che non solo per trovare una farmacia in estate in città devono fare la caccia al tesoro e magari spostarsi di parecchi km ma non potendo sciegliere si trovano, prezzi alti, se esclusive poca gentilezza, se si sta nei paesini si deve ritornare perchè mancanti ( tanto il paziente lì deve andare). W la libertà di scelta.... Scusandomi per l'accento acido dato al mio intervento. Con Stima Un farmacista nonchè cittadino.
    Lukac .
    Gentile sig. Beha, chi le scrive è il farmacista non titolare di turno, costretto, da più di 10 anni, a esercitare la professione di informatore scientifico causa l'impossibilità di aprire una farmacia. La soluzione al problema della liberalizzazione delle farmacie è così semplice da sembrare ovvio. Esiste l'abilitazione alla professione di farmacista? Si si fa un esame post laurea quindi perchè non basta per esercitare? Per altre professioni (vedi medico) esiste la possibilità di operare non in convenzione? Non si capisce il perchè non si possa fare per il farmacista. Del resto se un medico non convenzionato può curare un paziente in pieno rispetto della legge, perchè un farmacista non convenzionato non può dispensare un farmaco? Non capisco perchè dovrebbe essere "addirittura rischioso per il paziente" far dispensare un farmaco da un farmacista al di fuori di una farmacia. Perchè allora non si debba considerare altrettanto rischioso e quindi vietato l'esercizio non convenzionato di un medico nell'ambulatorio privato? Le facoltà di farmacia sono spesso frequentate da figli di farmacisti, che raramente scelgono questa professione per passione e che automaticamente avranno un futuro sicuro indipendentemente dalle capacità e meriti. Noi cittadini, che non possiamo scegliere la nostra farmacia di fiducia perchè magari l'unica in paese o magari perchè l'unica nelle vicinanze non meriteremmo di avere un farmacista convenzionato preparato e motivato da altre cose oltre i soldi? Chi assumerebbe un dipendente laureato nel peggio ateneo magari 8-10 anni anni fuori corso solo perchè figlio d'arte? Basterebbe fare delle statistiche per saperlo. Nell'ambiente si sa che alcuni atenei regalano la laurea. Basterebbe informarsi. Eppure se si è figli di farmacisti si può anche essere cerebrolesi intanto la farmacia è lì ad aspettarti, perchè tanta fretta! Con questo non voglio dire che sono tutti così, alcuni bravi si incontrano, raramente, ma si incontrano, esistono le eccezioni no? confermano le regole! Addirittura se ti muore il genitore farmacista ti danno abbondanti anni per non perdere i diritti. Cito la legge: "Il periodo di gestione provvisoria in caso di morte del titolare, qualora il figlio o il coniuge superstite risultino iscritti alla Facoltà di Farmacia è portato da sei a sette anni (periodo portato a 10 anni dalla legge 362/91). § Poiché non è più precisato che l'erede debba risultare iscritto alla facoltà "alla data del decesso" del titolare, questa condizione può essere soddisfatta anche nel tempo successivo, purché entro i tre anni dalla morte del titolare. Non male nascere figlio di farmacista no? poi le caste esistono solo in India? Paradossalmente anche se i più arrabbiati siamo i Non-titolari chi ci rimette sono tutti i cittadini che non solo per trovare una farmacia in estate in città devono fare la caccia al tesoro e magari spostarsi di parecchi km ma non potendo sciegliere si trovano, prezzi alti, se esclusive poca gentilezza, se si sta nei paesini si deve ritornare perchè mancanti ( tanto il paziente lì deve andare). W la libertà di scelta.... Scusandomi per l'accento acido dato al mio intervento. Con Stima Un farmacista nonchè cittadino.
    Lukac .
    Gentile sig. Beha, chi le scrive è il farmacista non titolare di turno, costretto, da più di 10 anni, a esercitare la professione di informatore scientifico causa l'impossibilità di aprire una farmacia. La soluzione al problema della liberalizzazione delle farmacie è così semplice da sembrare ovvio. Esiste l'abilitazione alla professione di farmacista? Si si fa un esame post laurea quindi perchè non basta per esercitare? Per altre professioni (vedi medico) esiste la possibilità di operare non in convenzione? Non si capisce il perchè non si possa fare per il farmacista. Del resto se un medico non convenzionato può curare un paziente in pieno rispetto della legge, perchè un farmacista non convenzionato non può dispensare un farmaco? Non capisco perchè dovrebbe essere "addirittura rischioso per il paziente" far dispensare un farmaco da un farmacista al di fuori di una farmacia. Perchè allora non si debba considerare altrettanto rischioso e quindi vietato l'esercizio non convenzionato di un medico nell'ambulatorio privato? Le facoltà di farmacia sono spesso frequentate da figli di farmacisti, che raramente scelgono questa professione per passione e che automaticamente avranno un futuro sicuro indipendentemente dalle capacità e meriti. Noi cittadini, che non possiamo scegliere la nostra farmacia di fiducia perchè magari l'unica in paese o magari perchè l'unica nelle vicinanze non meriteremmo di avere un farmacista convenzionato preparato e motivato da altre cose oltre i soldi? Chi assumerebbe un dipendente laureato nel peggio ateneo magari 8-10 anni anni fuori corso solo perchè figlio d'arte? Basterebbe fare delle statistiche per saperlo. Nell'ambiente si sa che alcuni atenei regalano la laurea. Basterebbe informarsi. Eppure se si è figli di farmacisti si può anche essere cerebrolesi intanto la farmacia è lì ad aspettarti, perchè tanta fretta! Con questo non voglio dire che sono tutti così, alcuni bravi si incontrano, raramente, ma si incontrano, esistono le eccezioni no? confermano le regole! Addirittura se ti muore il genitore farmacista ti danno abbondanti anni per non perdere i diritti. Cito la legge: "Il periodo di gestione provvisoria in caso di morte del titolare, qualora il figlio o il coniuge superstite risultino iscritti alla Facoltà di Farmacia è portato da sei a sette anni (periodo portato a 10 anni dalla legge 362/91). § Poiché non è più precisato che l'erede debba risultare iscritto alla facoltà "alla data del decesso" del titolare, questa condizione può essere soddisfatta anche nel tempo successivo, purché entro i tre anni dalla morte del titolare. Non male nascere figlio di farmacista no? poi le caste esistono solo in India? Paradossalmente anche se i più arrabbiati siamo i Non-titolari chi ci rimette sono tutti i cittadini che non solo per trovare una farmacia in estate in città devono fare la caccia al tesoro e magari spostarsi di parecchi km ma non potendo sciegliere si trovano, prezzi alti, se esclusive poca gentilezza, se si sta nei paesini si deve ritornare perchè mancanti ( tanto il paziente lì deve andare). W la libertà di scelta.... Scusandomi per l'accento acido dato al mio intervento. Con Stima Un farmacista nonchè cittadino.
    nico .
    Caro franco ho letto il tuo articola, anzi scusami mi presento sono un tuo collega farmacista di napoli sono laureato da quindici anni e sono collaboratore da dodici sempre nella stessa farmacia, devo dirti alcune cosa per cui procedo per ordine: 1) credo nei sacrifici che hai fatto per rilevare la farmacia ma quando tu l'hai comprata l'hai pagata in lire perche' oggi i prezzi piu' richiesti sono dai €2.000.000,00 in su con fatturati che si aggirano intorno ai €800.00,00 e le finanziarie come credifarma e ti dico che e' la piu' bassa come tasso 4,5% annuo sulla cifra iniziale cioe' del 75 % quindi alla fine dei 18 anni per acquistare la framacia ci vorranno quasi €4.000.000,00 per cui sono l'equivalente degli 8 miliardi di una volta con un fatturato annuo di 1 miliardo e 600.000, quindi come vedi non si tratta di fare solo sacrifici. poi non e' vero che ci sono farmacie con cifre piu' basse almeno in campania, lazio e toscana dove io sarei intenzionato ad acquistare l'importo minimo e' di € 2.000.000,00 se vuoi posso relazionarti tutto con fatti veritieri. 2) perche' un farmacista non figlio di..... e non ha patrimoni cosi' ingenti non puo' mai entrare nella schiera dei titolari ? 3) perche' i titolari devo schiavizzare i propri dipendenti con storie del tipo il fatturato e' sceso, per cui o devo licenziare o devo togliere lo straordinario e questo proprio all'avvicinarsi delle feste di natale? 3) e' giusto che all'inizio del mese di giugno se ne vada ognigiorno in barca godendosi i propri figli senza fregarsi della farmacia e io devo potermeli godere solo tre settimane all'anno e il resto delle ferie non dovrebbero essere pagate? e i soldi dove sono? se provi a farti sentire la risposta che ti viene data e' questa : Se vuoi la porta e' li' sai quanti farmacisti ci sono che vorrebbero stare al tuo posto? con moglie e due figlie cosa faresti' te ne andresti ? 4) la liberalizzazione fa paura a voi titolari di farmacia che verreste dimezzato le vostre entrate mensili, non potendo piu' fare a meno della barca, dell'auto di grossa cilindrata, di pellicce e gioielli, ma secondo te a me non piacerebbero tutte queste cose ed io non ho studiato come voi? non mi sono laureato ed abilitato come voi? anzi vedendo il figlio della mia titolare che iscritto al secondo anno della facolta' di farmacia da' esami uno dopo l'altro e con risultati sempre ottimi, ma quando studia se tutte le sere esce con gli amici, se nel 2007 ha fatto 15 viaggi all'estero, se da giugno a settembre va tutti i giorni al mare e da novembre a gennaio in montagna a sciare? allora gli esami per i figli dei farmacisti son agevolati? 5) allora da collega inca_ _ _ _ o ti dico facciamo che ci sia la liberalizzazione e vediamo chi di noi e' il piu' bravo ci porteremo a casa lo stesso stipendio che prendo io cioe' di 1400,00 euro netti al mese e senza straordinari ma almeno staremo tutti sulla stessa andatura vorra' dire che non conviene piu' laurearsi in farmacia, cosi' anche i figli dei colleghi titolari dovranno sgobbare a studiare come le mie figlie. Secondo te e' giusto che ci sia tutto questa schiavitu' nel nostro settore? Se vuoi ti mando la mia busta paga? Io non ho studiato e sgobbato come te? aspetto una tua risposta caro collega.
    fracec .
    Sono un farmacista di 59 anni e sono titolare dal 1994. Pago ogni anno cifre ingenti per la mia cassa previdenziale ed andrò in pensione con poco più di € 500 al mese, versando almeno € 17.000 ogni anno. I titolari versano l' 80% del fondo previdenziale di tutti i farmacisti anche dei dipendenti e percepiscono il 20% delle pensioni erogate. Quando ho scelto di acquistare la farmacia ho contratto debiti con istituti bancari, ho deciso di farmi ipotecare beni ereditati, ipotecare beni di mia moglie, ho dovuto vendere proprietà. E' stata una scelta di vita. Se fossi stato un barrista avrei investito nella mia attività, perchè desideravo crescere, non vedo cosa ci sia di male nel credere nelle proprie capacità e se è vero che tutti hanno diritto alla casa è anche vero che non tutii potranno avere la casa dei sogni. E' una regola di questa società, così come è vero che metre Lei percepisce per i suoi articoli cifre rilevanti, ci sono giornalisti, suoi colleghi per i quaòli non si indigna, che prendono € 6 ( sei ) a pezzo. Le sembra giusto? Perchè non mette altrettanto vigore nel difendere sui colleghi meno fortunati di Lei? Torno al motivo della mia, vediamo cosa succede nelle nazioni dove la liberalizzazione c' è. In Inghilterra la figura del Titolare è scomparsa o in via di estinzione, non è la soluzione la liberalizzazione per aprire alla titolarietà di giovani colleghi come non lo è stato in Grecia dive hanno dovuto chiudere la facoltà di farmacia e quando un farmacista passa a miglior vita o smette, non viene riaperta una farmacia. Ce ne sono troppe non possono dare alcun servizio. Quello che succede negli USA, se c'è stato lo saprà e non mi sembra sia un modello da esportazione. In Germania, dove esiste una certa liberalizzazione, ogni anno fallisconi 1.000 farmacie e 1.000 aprono nella speranza di farecela. Esiste un rapporto tra numero di abitanti e farmacie possibili perchè queste ultime siano remunerative e possano dare servizi. Senza conoscere intimamente il problema si fa demagogia spicciola che non porta a soluzioni intelligenti ma di piazza, prive di fondamento. Rifletta su un dato, in Geramnia abbiamo più farmacie che in italia, circa un terzo in più e abbiamo un terzo di aluretai in meno. Il fatturato medio per farmacia è stabile o quasi negli ultimi anni ma ci sono poche farmacie che l' hanno aumentota, quuelle delle catene e altre con l' hanno ridotto. Sono dati che posso mandarLe quando vuole e non di fonte Federfarma. Perchè una farmacia costa? perchè ce ne sono in numero limitato? No ma perchè la legge mi da la possibilità di recuperare l' investimento fatto in 10 anni, ergo per 10 anni non pago praticamente tasse, allora l' investimento di fatto si ammortizza in 10 anni. Se avessi 3 anni per ammortizzare, il prezzo calerebbe e molti colleghi potrebbero accedere. Il prezzo è elevato anche perchè il govero vuole, da quasta transazione circa il 45%. Se vendo devo versare il 43% all' erario e se compero devo scrivere tutto altrimenti ammortizzo solo una parte dell' investimento. Perchè se vendo una villa da € 4.000.000 non pago nulla e se vendo una Farmacia da € 2.000.0000,che a suo tempo ho pagato sia chiaro e sempre in base al fatturato, devo versare il 43%. Inoltre non tutte le farmacie costani milioni, sono pochissime quelle che costano queste cifre. La maggioranza delle farmacie italiane sono piccole realtà sparse in piccoli centri e danno da vivere con dignità ma richiedono un impegno massacrante del titolare. Giri l' Italia e se ne renderà conto. Ci sono bar che hanno decine di dipendenti e nessuno si indigna. Provi ha chiedere ad un qualunque comune il permesso ad aprire un supermarcato o un distributore di benzina ( non basta €1.000.000 per un moderno distributore ). Sa perchè c' è questa aggressione alla categoria, perchè la multinazionali sono interessate alle catene e la GDO al fatturato. dstabilizzato il sistema e trovando il medo di aprire farmacie o come catene o nella GDO il gioco è fatto. le multinazionali della distribuzione del farmaco sono anche le proprietarie delle catene. A quel punto possono condizionare il mercato, ricattando l' industria e vendendo quello che vogliono. La GDO pensa di fre con le farmacie quello che ha fatto coi negozi di alimentari. quale conquista di civiltà è stat quella di costringere tutti a fare la spesa nei centri commerciali? Dove sono questi enormi vantaggi per l' utente finale? I prezzi lievitano comunque e la GDO lucra, ppotendo fare economie di scala che non vanno avantaggio dei consumatori ma del capitale. Se sarà così benevolo di rispondermi, cercherò di dimostrarLe che la GDO è il garnde male della società moderna. Lei mi è sempre piaciuto ma quando parla di cose che conosce superficialmente .......... Con stima, Franco Ceccarelli
    lottic .
    Dimenticavo: è molto probabile che Pirani e Mimmo facciano gli informatori medici. Solo noi sappiamo con precisione queste cose.Non capisco però perchè lo nascondano
    lottic .
    Io purtroppo non sono riuscito a vedere la trasmissione, il videoregistratore mi ha fregato.Caspita,se mi interessava ! Faccio il propagandista di farmaci (per darci un tono le ditte ci chiamano informatori medicoscientifici-ah ah! informatori di che cosa?)e conosco molto bene il marciume che vi è sotto.La maggior parte dei medici di base non vuole la prescrizione del principio attivo non solo perchè non potrebbe più essere remunerato dalle ditte,ma anche perchè i nomi dei principi non li conosce neppure.Credetemi,è una situazione scandalosissima,medici,farmacisti e ditte di farmaci, ma le autorità preposte non hanno nessuna intenzione di apportare alcuna modifica al sistema. Caro Oliviero mi piacerebbe scambiare qualche parola con te .Sarò a Roma la prossima settimana .Sarà possibile ?
    gianfranco .
    Mi sono commosso leggendo il grido di rabbia, di sofferenza, di sconforto del signor Mario Caruso. Dopo la commozione, però, mi ha preso un senso di vergogna, pensando ai tanti che subiscono ingiustizie, violenze e soprusi di tutti i generi e che, magari perchè deboli, malati, non ricchi e non potenti, non hanno la possibilità di difendersi. Il signor Caruso ti ringrazia, Oliviero, per il tuo lavoro di giornalista attento e indipendente, e ti affida, in un certo senso, il compito di combattere tutto ciò che in Italia non va. Già lo fai, bene e con coraggio, da tanti anni, ma, forse, anche noi tutti dovremmo, nel nostro piccolo, fare qualcosa.
    maupko .
    Vorrei sperare anch'io in un mondo migliore come la collega, ma dopo 17 anni da farmacista dipendente ho quasi perso le speranze. Federfarma è una lobby troppo forte e noi farmacisti di seri B non contiamo proprio nulla, basti pensare al nostro contratto scaduto da due anni per il quale Federfarma ha offerto 140 euro (LORDI!!!!) in 4 anni. Grazie Dott. Beha
    Chip En Sai .
    Anch'io sono un incompetente in materia!... quindi mi limito a ringraziare e salutare tutti quelli che hanno scritto tante cose che non sapevo!... Un grazie e un saluto particolari a Oliviero!

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