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    11
    dic.
    2007

    Dopo15 anni vince la causa contro il comune

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    da Corriere AdriaticoForse qualcuno ricorderà che nel 2002 nella trasmissione radiofonica “Beha a colori” condotta da Oliviero Beha si parlò di un terreno ceduto nel 1972 dal Comune di Pergola all’Enel a un prezzo di favore (circa 5 milioni di lire) per la costruzione di una centrale elettrica e che poi l’Enel, senza costruire niente, mise all’asta partendo da una base di 320.000 euro (circa 620 milioni di lire).

    Alla trasmissione intervenne l’attuale sindaco (allora vicesindaco) Giordano Borri, che parlò di operazione sconcertante da parte dell’Enel, che non ha mai utilizzato il terreno, se non sporadicamente come deposito di minime quantità di materiali. Nel 1988 in Comune aveva cercato di rientrare in possesso del terreno, proponendo una permuta con un appezzamento di pari superfice nell’area industriale di Monterolo. Nel 1989 l’Enel rispose negativamente e dieci anni dopo nemmeno rispose a una nuova richiesta del Comune, che propose di riacquistare il terreno per realizzare un deposito per gli automezzi comunali. Si arrivò quindi al 2002 e alla decisione dell’Enel di mettere in vendita al terreno con una base d’asta che rappresentava un incremento di valore di circa il 1000%. Il Comune di Pergola inviò una nuova lettera all’ente per ricordare le finalità per le quali il terreno era stato ceduto e riproponendo di riacquistare l’area per realizzare un centro di riciclo dei rifiuti. Anche questa proposta rimase senza risposta e il caso andò a finire nella trasmissione di Beha. Da allora sulla vicenda cadde il silenzio. Ora dopo 5 anni il caso viene riproposto da un pensionato di Pergola, Emiliano Cingolani, che protesta per un trattamento molto meno conciliante da parte del Comune nei suoi confronti.
    “L’Enel ha potuto vendere il terreno – ha detto il pensionato – che ora è di proprietà di un’immobiliare veneta. Io invece sono dovuto andare in causa con il Comune e solo dopo 15 anni ho avuto ragione. Circa trent’anni fa, pochi anni dopo la cessione del terreno all’Enel, ho chiesto al Comune un terreno che si trovava nella stessa zona per la costruzione di un capannone. In quel terreno c’era una casa privata e il proprietario si era rifiutato di andarsene. Io mi ero impegnato con il Comune per la costruzione del capannone e il Comune si era impegnato per liberare il terreno. Ma il proprietario della casa si è ostinato nel rifiuto e il Comune non ha rispettato l’impegno di liberare il terreno. Così non ho potuto costruire il capannone per cause che non dipendevano dalla mia volontà, ma nonostante ciò il Comune pretendeva la restituzione del terreno perché non era stato costruito il capannone. Siamo finiti davanti al giudice e solo dopo 15 anni ho avuto ragione. Mi sembra che l’atteggiamento del Comune sia stato da “forte con i deboli e debole con i forti”. Con l’Enel, nonostante avesse palesemente ragione, non ha saputo far valere i propri diritti, con me, nonostante avesse torto, è stato inflessibile e mi ha costretto a una causa che è durata 15 anni”.
    Questa la protesta del pensionato che chiede al Comune di rendere pubblica la documentazione della vicenda dell’Enel per chiarire la situazione ai cittadini.
    GIUSEPPE MILITO

     commenti
    Commenti
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    Chip En Sai .
    Molto interessante!... Io ho vissuto da quelle parti (a Urbino) fino al '92!... Sono... in prevalenza... zone rosse!... se poi c'era di mezzo l'Enel... allora erano "scosse"!

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