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    19
    dic.
    2007

    Da speciale a moggi, la palude-italia

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità del 19 dicembreLa lettura delle prime pagine di ieri era sconsolante: dal caso Speciale a Calciopoli passando per una serie di errori e incompetenze, l’impressione che se ne ricavava e se ne ricava è quella di un Paese che non può cambiare e si nasconde dietro questo alibi “ontologico” (è così, che ci vuoi fare…) per non dover/voler cambiare. E’ un misto di gattopardismo del potere e di mucillagine (fonte Censis) o di palude (fonte Moretti-Caimano e chi scrive) in cui sprofonda il paese reale. Sempre più lontano da una realtà accettabile e sempre più immerso in una forma bieca di reality. Sta stravincendo su tutti i fronti la cosiddetta Costituzione materiale mentre la madre di tutte le nostre leggi langue offesa e vilipesa (cfr.  il fenomenale libretto di Michele Ainis, ”Stato matto”). Nel caso dell’ (ex) generale Speciale, nomen omen ma purtroppo in senso opposto e paradossale perché si sarebbe dovuto chiamare Ordinario, tutti si affannano a sbagliare tutto e l’unica certezza è che nel danno al Paese riciccerà il Nostro da qualche parte, nella landa della politica. Perché non Speciale alla Difesa (dei privilegi) in un futuro nemmeno troppo remoto?E si noti che qui la materia non è facilissima da decifrare per il popolino distratto e ignorante (sulla dottrina specifica)vista la conflittualità tra poteri e l’ombra del Tar che come un Moloch incombe sul ripristino dello statu quo, in questo caso come nella stragrande maggioranza d’altri, tanto da far svanire all’orizzonte le questioni di merito per restare con l’olfatto ferito dagli odori della conservazione.

    Invece il calcio no, è un’altra cosa, lo capiscono tutti per antonomasia e al volo anche se perfino in questo settore la competenza specifica/speciale sta regredendo tra gli addetti alla velocità del suono. Quindi Calciopoli, il processo di Napoli, le nuove intercettazioni, il presidente del Milan che definisce l’insieme “una montatura”, sono elementi che arrivano  alla sensibilità popolare con un’immediatezza imparagonabile con gli effetti in qualunque altro campo, salvo forse le storie di sesso e assai di più che non quelle di denaro/politica, mandando un segnale forte. E oscuro, nel merito: chi ha capito che cosa è accaduto davvero con il “più grande scandalo della storia del calcio mondiale”(fonte tutta la stampa planetaria dell’estate 2006) a venti mesi di distanza?Ma anche un segnale forte eppure chiaro,  nel disegno di grana grossa che ne emerge: di mezzo ci sono sempre gli stessi, e quindi nulla può cambiare, la Costituzione materiale anche qui è più incisiva di qualunque regola. Solo per dare un’occhiata al magma da un altro punto di vista, pensate che mentre a Napoli in Tribunale infuria l’argomento processuale Calciopoli, a Milano Milan e Inter sono in ballo per l’imputazione di falso in bilancio per gli anni 2003-2004. Galliani parla più volentieri del trionfo mondiale del Milan e definisce la storia una bufala. Per Moratti è d’uopo un non luogo a procedere. Perché non c’è stato il reato?Ma che, beati voi, e allora tutto il discorso precedente non sarebbe quella cerniera oppressiva che è: no, il proscioglimento dell’Inter è richiesto sulla base della “inutilizzabilità” della consulenza tecnica indicata dal pubblico ministero tra le fonti di prova…E intanto colpiscono il nostro palato le nuove intercettazioni, che coinvolgono Moggi e molti altri dirigenti in attività, non solo nel calcio professionistico, con risvolti forse non giudiziari ma significativi nel costume. Il solito. Qui il punto è esattamente quello a cui eravamo quando scoppiò lo scandalo: allora come oggi il sistema di controllo, che definirei una specie di Commissione per la Vigilanza e l’Indirizzo dell’industria del pallone, coinvolgeva tutti o quasi in correità, complicità oppure semplicemente omertà. In pochi ne erano fuori per rigurgiti di etica o per manifesta incapacità, qualcosa come “vorrei essere Moggi anch’io ma non ci riesco e quindi scopro ad orologeria che non è esattamente il massimo della trasparenza”. Come gli capita spesso, anche stavolta (ier l’altro) Berlusconi dice la cosa più tosta e più generosa di implicazioni, solo che la si traduca e la si legga così: nel calcio come in politica c’è un sistema di poteri che si mette d’accordo e che cerca di massimizzare i ricavi. L’unica regola è la convenienza. Tra prestigio da spendere su altri tavoli, uso politico formidabile della popolarità nella classe dirigente centrale e locale, e denari, soprattutto denari a partire dal sottosistema dei diritti tv, nulla deve andare sprecato. Quindi erano tutti d’accordo. Sapeva tutto il Berlusca, come Galliani e la dirigenza Fiat di cui Giraudo e Moggi erano un’emanazione vincente pur sempre più autonoma, sapeva tutto Moratti con Tronchetti Provera e gli spioni telefonici, sapeva tutto la filiera dei Della Valle, Sensi, Zamparini e via a scalare, alcuni coinvolti direttamente dalla giustizia sportiva e da quella ordinaria, altri solo al corrente ma omertosi come da copione. Per questo nella mucillagine/palude rotondolatrica la farsa della giustizia sportiva è stata accolta come un esito normale di questa conoscenza generalizzata,  trasferita istantaneamente in altri campi, dalla politica agli istituti bancari implicati (Geronzi, dove sei?Lo sappiamo dove sei). Per questo tra Petrucci, Carraro, il Pagnozzi segretario generale del Coni ancora lì in grande spolvero benché intercettato con Moggi per la storiaccia di un giocatore a rischio doping, e tutte le eminenze dei vari gradi della giustizia sportiva hanno fatto a gara a risistemare l’habitat pallonaro scosso dallo tsunami delle intercettazioni. L’obiettivo comune era riandare al gattopardismo di cui sopra,  filosofia di vita e di guadagno più o meno nazionale. E quindi come stupirsi se quello stesso Coni di Petrucci/Pagnozzi, o la Federcalcio di Abete vice di Carraro ai tempi(dunque sapeva, e taceva, oppure non sapeva e allora eleggere lui Presidente federale è pensabile solo se senza sforzi lo si immagina eterodiretto dal fratello e dal gruppo Bnl, per capirci), quello stesso  Giancarlo Abete oggi intercettato per compravendite immobiliari con il giro Moggi, hanno chiesto di costituirsi parte civile a Napoli contro Moggi e company: è normale, è una recita con più parti in commedia. In questo senso sono costretto a tornare a un mio titolo dell’epoca, comparso proprio qui, quando il Ministro della Giustizia chiedeva l’amnistia  preventiva per i rei di Calciopoli dagli spogliatoi azzurri di Germania, festeggiando il Mondiale vinto: Moggi for president, altro che Moggiopoli, sinonimo di capro espiatorio. Perché almeno Moggi è chiarissimo, non è ipocrita, non si sente in colpa perché non è più in colpa degli altri che si costituiscono in Tribunale contro di lui cioè contro loro stessi, Moggi se ci fosse una purga reale per tutti, a partire da Carraro come si evince anche da queste ultime intercettazioni,  starebbe sì sul banco degli imputati a rispondere al “summum ius”dei reati contestati, ma insieme agli altri, reati che così gli paiono invece  una “summa iniuria” visto quello che è accaduto con la giustizia sportiva degli Amici degli Amici. Perché Moggi,  all’evidenza considerato ancora oggi tra i più competenti se non il più competente del settore nel dopo-scandalo occupato in parte da seconde file con la medesima (in)etica ma senza uguali capacità, ha combinato quello che ha combinato con il concorso di tutti, e senza il controllo di nessuno, come se “fosse normale così”. Adesso la carte federali e (forse) il codice penale gli stanno spiegando che era normale per la Costituzione materiale di cui sopra, ma che non lo era affatto a considerare le normative sportive ed ordinarie. Eppure le stesse carte federali sono state giostrate senza giustizia e con dosi industriali di contraddizioni, il che continua a far sentire Moggi un perseguitato dal suo punto di vista contestualizzato come avete letto forse neppure a torto. La cosa più semplice ora è certamente ratificare che è diventato una star, o ha continuato ad esserlo, secondo stilemi di comunicazione mercantile ormai debordanti, e lamentarsene come evidenziatore di valori spariti, nel calcio come nel resto. La cosa più difficile ma a parer mio più sensata pena l’affondamento totale nella palude, sarebbe invece quella di metter mano all’insieme, di rovesciare appunto quello che ha detto Berlusconi alla Malpensa, festeggiando il Milan, da “è stata tutta una montatura” in un “ abbiamo costruito una montatura di calcio perché ci conveniva, e alla gente sta bene così”: nel calcio ahimé come nel resto. Certo si tratta di non avere scheletri negli armadi, invece che favorire la cecità nella polvere. Magari il problema nel pallone fosse solo Moggi (magari in politica il problema fosse solo Berlusconi, magari Speciale fosse un caso isolato): personalmente ci metterei la firma. Titolo speranzoso: non “Moggi for President” ma “Un altro Moggi è possibile” se ci fosse stato un Carraro che lo avesse controllato e poi non avesse pure salvato la ghirba davanti a giudici (sportivi) precedentemente nominati da lui…. E lo chiamavano conflitto di interessi…O.B.

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    effecar .
    Premesso che Speciale non mi sta simpatico, va detto che il T.A.R. NON poteva NON emanare una sentenza a suo favore,dopo aver constatato le peracottate giuridiche commesse da questo governo di peracottari . Nel mio blog (ilrompiscatole.ilcannocchiale.it) ho pubblicato l'intera sentenza e dalla sua lettura emerge una spaventosa ignoranza delle norme da parte dei nostri baldi governanti A calare il carico da 11, poi, ci si è messa pure l'Avvocatura dello Stato, che ha perso un'altra occasione per stare zitta. Nelle sue controdeduzioni, ha avuto il barbaro coraggio di affermare che la rimozione di Speciale andava classificata come atto politico, come tale insuscettibile di sindacato giurisdizionale (art.31, T.U. Leggi Consiglio di Stato). Ora , anche i bidelli di giurisprudenza sanno che la nomina governativa degli alti dirigenti è un tipico atto cd. d'alta amministrazione, ossia un normale atto amministrativo impugnabile davanti agli organi di giustizia amministrativa. Capisco l'esigenza di arrampicarsi sugli specchi, ma a tutto c'è un limite... Un saluto
    margherirosa .
    Egregio Oliviero, mi perdonerà // rete l’intrusione, ma queste cose, e fatti, non posso fare a meno di raccontarle. Ricorderà che, tempo addietro, le scrissi un resoconto di un fatto, di un esame universitario: quando la Professoressa titolare chiese allo studente, “Mi dica, che cos’è il doping? E lui ripose, deciso, che “in pratica, professoressa, il doping è la sostanza” [!]. Manco a dirlo, nonostante i tentativi benevoli dell’insegnante, lo studente non riuscì a dare una risposta concreta alla semplice domanda; doping = reato [e poi tutto quello che ne consegue, facendo l’esempio appunto di una qualche sostanza, la più utilizzata, in tal senso, etc….]; fu una strage, perché ad un certo punto la prof. si era inviperita e non le andava bene nulla, nonostante i tentativi degli assistenti, increduli, di fronte a cotanta ignoranza o di mancanza di idee chiare, o di vera preparazione, sul problema emergente quale il doping; nessuno sconto. Problema serio è che quello studente era manco a dirlo “meridionale” ed era la cosa che più mi ha fatto-faceva riflettere, moltissimo, nell’occasione e tuttora. Ora, e di per converso, e senza per questo voler vestire i panni del professore o del “tutto-sapiente”, ma mi sono reso conto che di legalità e quant’altro, la gente ha una “idea” abbastanza confusa e che nello specifico, sul cosiddetto “Caso Basilicata”, di per sé alquanto complesso ed intricato, si finiva troppo presto a citare e polemizzare circa il comportamento del De Magistris della situazione, o già della Forleo o Altri, e con tutto quanto ne consegue, allontanandosi dalla parte sostanziosa dei fatti. Avevo, cioè, un dubbio atroce e me lo son voluto togliere, come fosse il famoso “dente”. Ecco che, ieri 19 dicembre, mentre lei era in quel di Paola, mi sono chiesto, e avuto l’ardire, lo sfizio, peraltro “temerario”, di voler chiedere pure a qualche “altro” giornalista, direttore, [o similare], che cosa ne sapessero del “Caso Basilicata” o che idea se ne fossero fatta; e tastare il famoso “polso”, in pratica; ho scelto per questo la trasmissione Zapping, fortunata, capace di traversare Governi e vari tsunami politici, del tutto indenne, e dove nell’occasione erano ospiti il prof Pasquino, Giovanni Pepi, infine Bacialli; non credo di aver posto la domanda in modo poi troppo “sibillino” / incomprensibile, o già confuso. Sta di fatto che hanno risposto di volta in volta citando: la Questione Meridionale, citando sempre e comunque il De Magistris e forse anche la Forleo, parlando della politica in Basilicata e sì altro, ma nessuno di Loro ha citato i fatti di cronaca apparentemente spicciola e “di nera molto-nera e nerissima” che sottendono e talora travalicano i famosi confini molto “provinciali”, ed addirittura regionali, per assumere il valore di Caso appunto, dove Mafie, rifiuti nucleari, morti sospette, e casi di sparizione dei decenni or sono, si mischiano, e dove i soggetti / personaggi coinvolti e le vicende fan venire i famosi brividi… Ebbene, i tre della situazione, non sapevano un bel niente o non hanno citato nulla di tutto questo, non hanno fatto informazione seppur estremamente stringata, dato già il tempo a disposizione. Una strage, proprio come per quell’esame di sopra; e per me tutti bocciati, sì, senza pietà. Mi spiace, mi spiace, e mi spiace, ma stavolta non posso, non me la sento di sorvolare. Forse esagero ? Oliviero, quanto ad informazione, a chiarezza, anche completezza, siamo davvero messi proprio ma proprio male !! e con tutto ciò che evidentemente ne consegue. saluti. antonio pace - Avigliano [Potenza]
    lauratina .
    dal sito de La Repubblica: "Gli indiani Lakota, una delle tribù Sioux più leggendarie che ha dato alla storia figure come Toro Seduto e Cavallo Pazzo, hanno stracciato i Trattati firmati dai loro antenati con gli Stati Uniti più di 150 anni fa. Lo hanno annunciato ieri alcuni rappresentanti della tribù." Facciamo anche noi qualcosa. Imitiamo gli indiani Lakota nel loro atto di fulgida ribellione. Non sto scherzando. Qualcosa di "fattivo" come dice quel ectoplasma targato Arcore. Imitiamolo così come fa lui che ha creato il suo nuovo partito ricalcando il partito democratico. Non ha fatto altro che adottare una strategia del marketing che è quella di creare un prodotto "me too" cercando la sintonia con Veltroni. Vi prego facciamo qualcosa. Lo so che è Natale e tutti corrono incontro al nulla. Dobbiamo essere cattivi almeno a Natale! Occorre solo un piccolo atto di coraggio per sconfiggere la paura.
    lucy73 .
    la mucillagine è ovunque ormai, io però spero tanto in un nuovo anno migliore, per tutti.
    Chip En Sai .
    Non compro più i giornali da almeno vent’anni (un bel risparmio… eh!)!… e raramente li leggo (gratis!)… quando mi capita di entrare in un bar!… A un certo punto della mia vita (forse proprio “nel mezzo”) ero giunto a un punto di saturazione informativa e non riuscivo più a tollerare quantità “incontrollate” di notizie!… Il freno si è posto da sé!… Oggi… mi nutro di informazioni per lo più orali e visive… ovvero televisive… quando capita “la notizia un po’ originale” che “non ha bisogno di alcun giornale”… come in “Bocca di Rosa”!… Così non rischio di cercare consolazione affidandomi a un bombardamento mediatico… che… lungi dall’informare sul mondo… riesce solo a deformare la realtà… provocando seri danni a chi si sovraespone agli ordigni informativi (non ho tempo di consultare “Stato matto”… mi basta il titolo e il mio vissuto!)!… E poi c’è Internet (che non ho gratis!) e che ormai mi offre l’informazione più veloce e completa della carta stampata… permettendo anche a me di diventare soggetto di una notizia importante per tantissime persone!… Quando mai… ad esempio… sul caso Speciale avrei potuto leggere… in un giornale… l’intero testo della sentenza il giorno stesso della sua pubblicazione?!... A proposito del quale… è vero… “la materia non è facilissima da decifrare”… ma almeno ora so perché “il popolino distratto e ignorante” si distrae e ignora… prima ancora che il suo naso ne risenta!… Sul calcio?… non ho nulla da commentare… hai detto tutto Tu!

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