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    28
    dic.
    2007

    Ancora sulla questione farmaci

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    Caro Beha, ho seguito con molta attenzione quanto discusso giorni orsono sull'argomento dei farmaci cui ella ha partecipato insieme al presidente dell'ordine dei medici di Roma e ad un rappresentante di se stesso dei consumatori che si credeva depositario della verità assoluta. Sono un medico e mi è dispiaciuto il tono generale con cui ella si è rivolto al presidente Falconi. C'è da premettere che sono un medico di medicina generale e che certo il presidente Falconi non ha bisogno di difensori di ufficio, ma vorrei sottoporre alla sua attenzione alcuni dati:

    1) la pressione delle case farmaceutiche sui medici prescrittori è enorme, tanto è che negli stati uniti esse destinano 19 milioni di dollari a tale attività, e c’è da dire che il mercato dei generici in america interessa oltre un terzo di quello totale dei farmaci.Tale problema è talmente sentito che la Boston University e il Boston medical Center hanno annunciato che proibiranno ai loro clinici di accettare regali dalle aziende e bandiranno cene pagate dall’industria farmaceutica, allineandosi a quanto precedentemente stabilito dalla yale University, dalla Stanford University, per non parlare che dal 2003 alcuni stati americani hanno imposto alle aziende farmaceutiche di rendere pubbliche le spese sostenute a favore dei medici.Con questo lo scrivente non intende giustificare situazioni ingiustificabili, ma in maniera meno polulistica si intende affermare che il problema è molto più esteso e che si è indicata una via efficace per combattere tali pressioni della industria.In ogni caso, se non ricordo male, sarei contento se lei ricercasse un articolo di enric Campbell, pubblicato sul new England Journal od Medicine nel 2007, ne facesse tesoro di quelle informazioni, ma lo inviasse soprattutto a quel professore tuttologo della federconsumatori!!!!!2) il problema dei generici è molto più complesso di quello che semplicisticamente il tuttologo della federconsumatori ha voluto far credere. La rimando alle preoccupazioni del procuratore nazionale antimafia Luigi De Ficchj, che è sceso in campo a difendere la sicurezza della filiera dei farmaci. Secondo l’oms il mercato dei farmaci contraffatti interessa il 7%, 35 miliardi di dollari,di quello globale , mentre secondo la FDA le dimensioni di questo mercato sono stimate in misura più ridotta di circa 3.5 miliardi di dollari.Secondo la Pharmceutical Security Institute, se organizzazioni criminali investono un dollaro nell’eroina ne ricavano venti, se lo investono nel mercato delle contraffazini farmaceutiche ne ricavano cinquecento. Il 75% dei frmaci generici venduti in europa contengono principi attivi prodotti in India e Cina, ove, per ammissione stessa delle autorità di vigilanza, su ottantamila è praticamente impossibile fare controlli su tutte.alla luce di quanto è stato puntualizzato, se lei, facendo i debiti scongiuri, si ammalasse per una broncopolmonite e le proponessero una terapia con acido clavulanico e amoxicillina, generico a tre grammi al di, sarebbe sicuro di guarire?Far sorgere un minimo dubbio al tuttologo della federconsumatori è come lavare la testa dell’asino. Si perde tempo, acqua e sapone!!!Mi auguro di aver fatto sorgere una briciola di dubbio in lei, per la stima che da sempre le ho riservato. Distintamente buon anno. Matteo De Cesare

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