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    14
    gen.
    2008

    Radioacolori ne aveva parlato

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    Il ponte borbonico "Real Ferdinando" nel mirino di MediasetLa telenovela del ponte borbonico Real Ferdinando - in onda da dieci anni - continua. Il monumento conosciuto nel mondo, ignorato e abbandonato dall’Italia rimane clamorosamente chiuso. Una vergogna tutta italiana dominata dal mostro burocrazia. Vicenda presa a cuore e portata alla ribalta nazionale dal giornalista free lance casertano, Giuseppe Sangiovanni che negli anni scorsi ha raccontato l’infinita soap-opera su Libero quotidiano diretto da Vittorio Feltri, su Il Venerdì di Repubblica e con una diretta radiofonica dal ponte per la trasmissione condotta da Oliviero Beha “La Radio a Colori” in onda su RaiRadioUno.

    Fonte: http://www.casertanews.itIl free lance casertano, in questi giorni è tornato alla carica proponendo con successo il caso alla redazione della trasmissione “Secondo Voi” condotta da Paolo Del Debbio, in onda su Canale 5 e Italia Uno. Mercoledì scorso il blitz sul Garigliano della troupe del biscione capitanata dall’inviato Paolo Massari che ha intervistato Antonio Di Mambro, presidente della Confesercenti deus ex machina di grandi eventi organizzati nel comprensorio che con abilità e fermezza ha denunciato il vergognoso scandalo. Servizio che andrà in onda nei prossimi giorni. Il ponte del Garigliano, un vero monumento d’architettura industriale, divide la provincia di Caserta dalla provincia di Latina. Il “monumento” pensile, conosciuto in tutto il mondo, primo ponte sospeso in Italia (1828), a catenaria di ferro, esempio d’architettura industriale italiana che dal punto di vista tecnico costruttuttivo era per quei tempi all’avanguardia in Europa Opera esemplare, patrimonio dell’archeologia industriale: un manufatto tipico e irripetibile, un “unicum” straordinario per l’Italia: fu progettato su incarico di Ferdinando II di Borbone, dall’ingegner Luigi Giura  che ne diresse anche l’esecuzione. Il ponte collegava stabilmente le due rive del Garigliano e al tempo stesso il Regno di Napoli allo Stato Pontificio. Nel 1828 , l’inizio dei lavori, che terminarono il 30 aprile 1832. Il collaudo, quindi l’apertura (dieci giorni dopo) fu eseguito dallo stesso re il 10 maggio 1832; il sovrano si pose al centro della campata e ordinò che sul ponte passassero due squadroni di lancieri al trotto e ben sedici traini d’artiglieria. Quasi due secoli dopo, dieci anni non bastati ad aprirlo! I componenti costruttivi metallici furono prodotti nelle ferriere calabresi di Cardinale di proprietà di Carlo Filangieri principe di Satriano. La spesa fu di 75 mila ducati, “sponsor” il ricchissimo Regno di Ferdinando II. Il 14 ottobre 1943 la campata fu minata in due punti e fatta saltare in aria dall’esercito tedesco in ritirata verso Roma dopo l’armistizio; tuttavia i piloni e le relative basi non subirono danni irreparabili. Dopo oltre quarant’anni, nel 1990 cominciano i lavori di restauro del “gioiello”, con un primo finanziamento di due miliardi. Le ditte AdantiSolazzi di Bologna, Balucchi di Modena, tramite la società Garigliano, restaurano e rimontano tutte le colonne portanti della struttura e, l’impalcato sul fiume. Poi si bloccano i lavori. Nuovo finanziamento di due miliardi. Riprendono i lavori, terminati dieci anni fa. Il ponte collaudato. Manca solo l’apertura, attesa incredibilmente da dieci anni. Rimpalli burocratici, tra l’Anas, l’Agenzia del Demanio, le Sovrintendenze di Caserta e Latina. Con la meravigliosa struttura, chiusa, non fruibile da parte del turista Una situazione incredibile, paradossale. All’italiana.

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    alfovel .
    "Il ponte collegava stabilmente le due rive del Garigliano e al tempo stesso il Regno di Napoli allo Stato Pontificio" Il Regno delle Due Sicilie si estendeva fino a Terracina (Lt) esclusa. Infatti la morte del Regno fu decretata dopo il famoso assedio di Gaeta
    margherirosa .
    Egregio Oliviero, a proposito di Radioacolori, del suo lavoro incredibile, e di opere incomplete, e di quant’altro, ci tengo qui ad informarla che quell’Osservatorio astronomico [amatoriale] di cui lei si era occupato, a suo tempo, [su mia segnalazione-sollecitazione e denuncia, nel “lontano”, a seconda dei punti di vista, o vicino 2000], costruito nella zona di Avigliano agli inizi degli anni 90 e poi mai completato e mai utilizzato; ebbene le posso dire che a distanza di anni quella struttura è sempre più persa e assolutamente desolata-desolante [e lei di ciò di certo ne era già consapevole e convinto, sin da allora; ma ho voluto confermarglielo ugualmente]; di per converso, quella figura di gran politico- politicante [che intervenne in trasmissione per annunciare “l’inaugurazione della stessa struttura” e dell’ostello vieppiù correlato !], costui da anni non riveste cariche, né come consigliere comunale e né di conseguenza alla Comunità montana [responsabile dell’esecuzione del progetto di sviluppo, e della strana commistione tra una semplice struttura di osservazione-ricerca e un rispettabilissimo ma incongruo progetto di gestione di una struttura turistico-ricettiva]; eppure vedo che costui a tutt’oggi rappresenta sempre un punto di riferimento politico, preciso, purtroppo, per i giovani del luogo, che ancòra si aspettano un qualcosa dal potente della situazione; più che una questione morale, mi pare l’esempio pure piccino-piccino di una questione antropologico-culturale, quasi-mortale, e in un Sud sempre più doloroso [il cosidetto “Sud-do”] che si abbandona inesorabilmente a sé stesso, esempio di come se ne può uscire sostanzialmente tutti sconfitti, pure da una vicenda tutto sommato piccina- piccina, emblematica allo stesso tempo, sia per i presunti “patriarchi” della politica e sia il presunto rinnovamento politico-generazionale. Nel frattempo mi chiedo che fine ha fatto tutto quel materiale, puntate di trasmissione, e quant’altro, che hanno contribuito a fare la storia della Radio dagli anni novanta all’altro ieri o quasi: per caso è stato tutto messo in qualche scantinato fatiscente, nei meandri-Rai, e non sarà mai più disponibile e definitivamente perso ? Inoltre approfitto per dire che: settimane addietro ho assistito a una sorta di rivisitazione di una già grande coppia comica del recente passato, Franchi-Ingrassìa, e mi sono ricordato di una loro frase-tormentone tipica e inequivocabile che era: “soprassediamo !”; ecco così che negli ultimi giorni si è scatenata, guardacaso, l’ennesima bagarre: prima la vicenda della Mastell-family et ampia correlata, prima ancòra l’ennesima telenovela dell’indagini su sanità e politica in Basilicata, stavolta pure con risvolti-hard e infine [e si fà per dire] o quasi senza soluzione di continuità la vicenda dell’invito del Papa-Università in Roma; ebbene a farla breve, proprio nel Comunicato ufficiale finale e di resa del Vaticano, si dice che: “siccome…, allora nell’occasione si ritiene opportuno soprassedere”. Appunto, come volevasi dimostrare. Siccome: avverbio passato di moda o diventato oramai da così detto “scantinato” lessicale; e quanto poi al soprassedere: ?. Qualcosa mi è sfuggito, e qualcun'altra non la capisco, nella vicenda, e infine non posso che adeguarmi, praticamente gioco-forza…, come da proverbio; quasi una resa. Nel frattempo il lancio informativo dell’avviso-Mastella-family, su Mediavideo avveniva alle 8.40; mentre su Televideo quasi un’ora più tardi; ciò è solo un caso o in qualche modo significativo e già ancor più significativo del clima politico generale e del sapere come fosse propalata la notizia-scoop stessa ? Altro mini-mistero // o grande-Ministero ? della fede-e-non. Una cosa è certa: l’Italia è proprio piena di scantinati, e di scantinati…, & simili; per tutti i “gusti”. Saluti cordiali. Antonio pace - Avigliano [Potenza]
    Chip En Sai .
    Fatte le debite proporzioni... figuriamoci che lungaggine burocratica comporterebbero la costruzione... il collaudo e l'apertura di un "Ponte sullo Stretto"!... Sicuramente... noi... che scriviamo e leggiamo... non avremo la possibilità di attraversarlo!

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