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    21
    gen.
    2008

    A proposito di liste civiche

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    Ripubblico una mail giunta all'indomani della manifestazione di Piazza Farnese, a Roma, il 6 ottobre scorso. Alla luce di quanto accaduto dopo, e che presto ricostruirò per visitatori di questo blog, cittadini, politici ecc., quella lettera e la mia risposta suonano profetiche. Anzi, forse abbiamo peccato di ottimismo in sospetti e preoccupazioni. Tanto dovevo al rispetto della verità e della realtà. Pazientate, e avrete il quadro completo della situazione.o.b.

    ———————–THINKING IN THE RAINStimato Oliviero Beha, ero a Piazza Farnese, sabato. Sto leggendo per la seconda volta Italiopoli, la seguo a distanza da un po’ e sto iniziando ad avvicinarmi.Condivido i suoi punti di arrivo ma soprattutto il suo arrivarci, la sua rara logica. Metterei la mano sul fuoco riguardo alla sua onestà intellettuale, ma, mi dispiace, non lo farei per parte di coloro che hanno sfilato davanti alla facciata di Michelangelo sabato pomeriggio. Ho captato segnali strani. Lo dico a lei che ne è un mirabile decifratore e sa quanto siano importanti, i segnali.Ho visto qualcosa che potenzialmente disinnesca parte dello spirito nascente del movimento.Si tratta di un nonsoché emerso dagli interventi sul palco (mi dirà: erano solo alcuni, le dirò: erano quelli che ho visto nel momento aurorale di un nascente movimento poiltico che vuole sostituirne altri! E cavolo se è importante!). Io so, e anche lei sa, che finite le ideologie diciamo classiche ne emergono altre, più miserrime, più incosce, quasi dei lapsus, sottili come lame, così sottili che a volte non si notano. Quelle piccole idologie del pensiero tecnico, quelle legate alla ricerca di status o se preferisce di identità, quelle legate alla moda (leggasi il Leopardiano dialogo di moda e morte).Segnali deboli, come ho detto, l’affiorare di un certo “pariolismo”attaccato ai vestimenti, qualche gadget così così, qualche vezzo da piccolo politico rampante, qualche esempio di napoletana arte di arrangiarsi ad antipolitico pur di poter fare il politico, qualche stemma nautico, qualche scarpa con l’H dellavallesca in evidenza, qualche sfogo che, mi perdoneranno, sa di sfigatello in cerca di vendetta personale (quelli che…da piccoli non li invitavano alle partite di calcetto), anche qualche posa sospetta da esperto di marketing (Alagna: “ragioniamo per obiettivi, strategie, azioni…”). Mi dirà: queste sono cosette di forma, contano i contenuti. Ma lei sa di filosofia e dunque non me lo dirà. Però, ammettiamo che me lo dicesse, io le risponderei così:e le parole? E i nomi che sono stati fatti?Questi sono “contenuto” in politica.Ebbene, da quel palco ho sentito solo (soltanto) questi nomi:Martin Luther King, Bob Kennedy, Ghandi, G.B. Show.Siamo e-sat-ta-men-te al bagaglio culturale (risate) del PD Veltroniano!Manca solo una canzone di Fossati. Come? C’era! E in apertura!Insomma, ci siamo capiti. E’ vero si è nominato anche Pasolini e Berlinguer.Ma il tutto è trarne le conseguenze e portarle fino in fondo al ragionamento, pena il fare come la Ferilli che “dice che è di sinistra” e poi…E poi, la prego, mi tolga una curiosità; ma chi sono costoro?Quei nomi intendo.Perché tornano tra noi? Simulacri di quacosa che non so afferrare.Ah l’America… ma è proprio così irresistibile per una certa generazione?Mario Rossi vuole sapere chi è suo padre e noi gli parliamo del padre di John Smith. Mah.Senza riferimenti saldi nella propria cultura, senza ripigliare l’opera della nostra tradizione, il futuro diventa il sogno veltroniano/americano, quello del suo (del Walter) film preferito: “L’uomo dei sogni”, quello con Costner che gioca a baseball. Ha mai giocato a baseball signor Beha? E Veltri, che a lei risulti? E allora perché gli abbiamo sentito dire “I have a dream”? A chi sta parlando? A me no.Ho 32 anni, sono di Roma, faccio quello che posso per cambiare le cose e, no, a me non stava parlando.Criticare Bush è troppo facile. Qui si tratta di emanciparsi in senso radicale da una moda culturale piombata qui a partire dal dopoguerra.Con il complesso di inferiorità non si va mica lontano.Vuole dei nomi? I due di cui sopra e…Ma c’è dell’altro.Si è parlato di liste dei cittadini, ma i cittadini hanno fatto il pubblico.Sì è detto niente nani e ballerine ma qualche fenomeno da baraccone giurerei di averlo visto.Si è detto la politica fa solo parole ma lo si è detto con troppe parole, sempre le stesse: “non siamo antipolitica ma vera politica…”. Ho contato78 volte la parola ‘casta’ escludendo due pause toilette. E poi giù con l’elenco dei soliti vizi dei politicanti.Si è dettoOltre a questo, si sono dette cose importanti. Molto importanti.E confidi, le ho annotate tutte.Gentile signor Beha,Le rinnovo stima e fiducia.Il compito è arduo per tutti voi.Per quanto mi riguarda,credo di potermi rendere utile.Se crede.
    A presto risentirci.Francesco.———————Grazie della bella mail. Non mi sfuggono i pericoli da tanti punti di vista, ma non dimentichi che se è vero che stiamo affondando nel fango, almeno all’inizio non si può guardare tanto per il sottile, non si può scegliere sempre e comunque con chi prendere il the. Se no sarei stato tranquillamente a casa mia,meglio forse a leggere che a scrivere… Vedremo. Intanto, ha piacere se pubblico sul mio blog la lettera? o.b. ———————

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    veleno1970 .
    Il governo Prodi è caduto .. per chi cerca una VIA alternativa alla POLITICA(italiana)suggerisco di farsi un giro su: 24 Gennaio 2008 Liste Civiche, si parte Vai su www.beppegrillo.it/listeciviche Ve ne sarete accorti. Ogni giorno esce una notizia di distrazione di massa. Contrada, la legge sull’aborto, il Papa alla Sapienza. Le prime pagine dei giornali sono solo per loro. I giornalisti servi discutono solo di aria fritta. Sono titoli di copertura, nascondono la realtà. Servono per lavorare nell’ombra. Per evitare ogni cambiamento. Come è avvenuto dopo l’omicidio Moro nel 1978, dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio nel 1992 con le morti di Falcone e Borsellino. In seguito sono diventati presidenti del Consiglio i prescritti Andreotti e Berlusconi. La politica è un’attività di copertura del potere. La legge elettorale e il conflitto di interessi sono le vere partite su cui si gioca il destino del Paese. Di queste si deve discutere in diretta in Parlamento di fronte agli italiani. Da oggi il blog fa politica attiva con un sito dedicato alle liste civiche, al cittadino che prende in mano il proprio destino, il proprio Comune, la propria Regione. V-Day OGGI e SEMPRE! Liste civiche CERTIFICATE e POLITICI provenienti dal POPOLO SOVRANO! Fine delle trasmissioni ..
    sandrone .
    Personalmente forse mi sono già chiarito le idee. Uno spunto in più sulla nostra drammatica situazione: Travaglio ieri sera su La7: ora inizia l'era del veltrusconismo. Come di dice in francese, a chi è ottimista rispondo che mi ci gioco le palle.
    hyperlinker .
    Nelle attuali società umane, come quindi anche in quella Italiana, in cui i ruoli più importanti, più strategici da un punto di vista organizzativo, amministrativo, fiscale, educativo, culturale, mass-mediatico, sanitario, d'ordine pubblico, etc. sono assegnati a vita a determinate persone, viene a crearsi di fatto uno Stato ben disgiunto dai comuni cittadini, un nocciolo duro assolutamente impenetrabile ed immodificabile da tutti coloro che ne sono stati esclusi. Queste due entità, Stato e Cittadini, che per patto sociale avrebbero dovuto coincidere, avrebbero dovuto esser tutt'uno, di fatto rimangono assolutamente separate e spesso contrapposte. E' spesso, sì, scritto sulle carte costitutive dei Paesi più progrediti della Terra, come anche nella stessa Costituzione Italiana, che "la sovranità appartiene al popolo" (intendendo: a tutto il popolo!), ma la realtà è ben diversa: la stragrande maggioranza dei Paesi del mondo, Italia in testa, sono non una Repubblica ma una "cosa di parte", sono qualcosa che letteralmente appartiene alle persone assunte a vita nei posti dello Stato (che siano esse dirigenti o semplici dipendenti). I più avanzati Paesi del mondo sono attualmente in mano ad una autentica oligarchia, di basso livello ma diffusa ovunque, che tuttora spadroneggia ed assoggetta, anche se in maniera sottile, subdola, la restante parte della popolazione, ed impedisce una naturale evoluzione verso ciò che i diversi àmbiti situazionali effettivamente richiedono. Se in generale l'operato del nostro governo e di quelli degli altri Paesi non ci trova d'accordo, non perdiamo altro tempo: concentriamo le nostre energie per rimuovere quel particolare modello di organizzazione sociale che è alla base di ogni comportamento malefico dei governi, e dà carta bianca agli imperi economici mondiali. L'Impiego Pubblico assegnato a Vita è l'origine profonda, nascosta, meschina, della stragrande maggioranza dei problemi del mondo d'oggi, siano essi pertinenti la pace, od il campo dei diritti umani, la distribuzione del lavoro, la difesa dell’ambiente, o che altro. Esigiamo, dunque, ciò di cui è impossibile negare la assoluta legittimità: pretendiamo un equo impiego pubblico a rotazione, equamente condiviso e di reale appartenenza comune. Il giorno che questo nuovo ordinamento sociale venisse alla luce non vi sarebbero più, ad esempio, enti radiotelevisivi di Stato a far continua sfacciata propaganda al pensiero unico governativo, nè vi sarebbero forze dell'ordine (oggi assunte anch'esse a vita per rimanere a fedele guardia di Stati oligarchici) ad accanirsi contro i cittadini giustamente manifestanti, tantomeno potrebbe esservi un apparato burocratico a far da fertile terreno di coltura per ogni tipo di corruzione e malgoverno. Si getterebbe invece il seme per realizzare una nuova società umana pienamente basata sulla condivisione e la partecipazione, non più sull'accaparramento e l'esclusione. Quel giorno, obiettivi, persino così ambiziosi come quello di veder ogni donna, ogni uomo sulla Terra disporre di un lavoro, e quindi di un reddito e, cosa ancor più importante, di un potere civico, minimamente garantiti, diverrebbero molto più facilmente raggiungibili. Disoccupazione e precariato, come pure qualsiasi altra incapacità dei governi a rispondere efficacemente alle esigenze della società, diverrebbero solo un brutto ricordo del passato. L'Impiego Pubblico a Vita è lo scoglio contro cui si infrangono tutti i più bei sogni dell'umanità. L'impiego pubblico a vita è l'anello debole di una catena, altrimenti indistruttibile, che tiene avvinto un intero mondo e ne impedisce il progresso sociale. L'impiego pubblico a vita è l'anello che, nell’interesse di tutti, ed in maniera legalmente, moralmente ed eticamente ineccepibile, dobbiamo oggi definitivamente spezzare. danilo d'antonio
    Chip En Sai .
    Sì... il dato della parola "casta" è senz'altro il più preoccupante!... di questo passo diventerà un intercalare logoro che svierà dall'indicare i nomi e i cognomi... quindi le precise responsabilità del malaffare!... "Ma come parli?!" chiedeva Nanni Moretti a una ragazza (in "Palombella Rossa"!) fino a schiaffeggiarla!... Ironia della... coincidenza... mentre mi viene l'idea e la scrivo... compare su La7 uno spezzone del film!

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