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    07
    feb.
    2008

    Oliviero beha: “querela penale contro la rai”

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    Domani alle 11 presso la Federazione della Stampa in corso Vittorio Emanuele 489 a Roma, conferenza stampa  di Oliviero Beha. Forse per la prima volta nella sua storia, l’azienda del servizio pubblico, la Rai, dovrà comparire in tribunale per rispondere ad una serie di accuse, dall’abuso d’ufficio, ai maltrattamenti, alla mancata esecuzione delle disposizioni del tribunale del lavoro, alle minacce. “Sono arrivato al punto di dover presentare una querela penale nei confronti della Rai” così, Oliviero Beha, estromesso dall’azienda pubblica, e dopo aver vinto due cause con l’azienda, continua, nei fatti a rimanere “fuori”, ma non si arrende.  “Non si tratta solo di una vicenda personale - continua- ma dell’esigenza di mettere a nudo le radici di un rapporto malato tra politica e informazione.”

    Beha non riesce a spiegarsi il motivo per cui, nonostante due disposizioni del tribunale del lavoro, a suo favore, la Rai non gli permetta di continuare a lavorare: “Non riesco a trovare spiegazioni reali, posso solo avanzare delle ipotesi. La prima è di natura politico-professionale, ovvero la mia indipendenza (non c’è nessun segretario di partito che telefoni a mio favore, anzi, magari contro…); la seconda riguarda più strettamente l’azienda: più di 4 anni fa, ormai, avevo denunciato all’allora direttore generale, un malfunzionamento all’interno di Rai Sport, chiedendo dunque che venisse fatta chiarezza… probabilmente entrambe le cose hanno contribuito al mio allontanamento.”
    Il difensore di Oliviero Beha è l’Avvocato Domenico D’Amati. “Sono anni che Oliviero Beha sta aspettando il reintegro in Rai e di tornare al suo lavoro. I giudici gli hanno dato piu’ volte ragione ma la Rai non ha eseguito le sentenze. Non resta pertanto che rivolgersi alla procura per accertare le ragioni del comportamento dell’azienda. Non c’e’ alcun fondamento, non ci sono ragioni organizzative: Oliviero Beha e’ un ottimo giornalista e quando gli hanno la possibilita’ di lavorare un mese per i mondiali di calcio ha dato grande prova di se con ottimi ascolti, e poi e’ stato di nuovo accantonato…”
    Alla conferenza stampa oltre all’Usigrai sarà presente anche Articolo 21. “La legalita’ del sistema dei media vale per la sentenza della Corte europea su Europa7, per le sentenze della Corte Costituzionale rimosse e per quelle dei Tribunali che hanno dato ragione ad autori ed artisti, da Sabina Guzzanti a Oliviero Beha, ma non vengono applicate”. – ad affermarlo è il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti – “Il caso di Beha e’ ancora piu’ clamoroso perche’ ha raggiunto un recond avendo vinto piu’ volte. Ma non e’ una questione personale, insisto ma simbolica e di legalita’ perche’ riguarda Beha cosi’ come l’ultimo dei precari”.  
     

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    margherirosa .
    Vi invidio tutti, per quanto avete detto dimostrando la solidarietà al nostro Oliviero con delle parole semplici e efficacissime. Parole-chiave: una vicenda sì disgustosa; in giro c’è poi una ciarlatanerìa spacciata per qualcosa come “giornalismo”; coraggio, onestà intellettuale di Oliviero etc....; l’elogio della Razionalità, civiltà umana…; sì l’impegno personale-professionale a non esser, o comportarsi come il sòlito “yes-man”; così la lontananza dello Stato, e delle massime Istituzioni, da vicende già importanti ed emblematiche; sete di Giustizia, piena; il rifiuto di atteggiamenti radical-chic, sempre tanto di moda, e sempre premianti in ogni cosidetto “salotto buono” di questo Paese; no alla sorta di “Capalbierìta”, sì invece alla difesa concreta del diritto all’Informazione e alle Cose del Cittadino, e quindi sì alla caparbietà, quella costruttiva; in particolare, stavolta zetazeta si è superato per ironia e quant’altro; quanto a Rete4, come direbbe quel pupazzetto del passato: “boccaccia mia statti zitta!”, e “non scrivere…”, conviene mentire spudoratamente, dire che è finito l’inchiostro…, o far finta di niente, perché altrimenti stavolta, se mi lascio andare, se dico come la penso davvero, mi scatenerei sul serio, e poi mi arriva / arriverebbe di certo un qualcosa nei denti, e magari una querela a velocità supersonica…; mi limito a dire che Fede e la bella Senette mi sembran gatto Silvestro, e Titti, come nei cartoni animati, più o meno… Ecco perché, ribadisco che vi invidio tutti; e in qualche modo vi spiazzo e forse vi frego...; già, scrivo pochissimo, quasi l’essenziale, in pratica; se no, sài le parolacce e certa sàtira, e magari nel mio dialetto, lucano, sfiziosissimo, come sì tanti / tutti i dialetti in genere… Comunque, chi qui sopra mi precede dice bene: perché quasi sempre è una pura questione di pxxxe. E non è certo per vigliaccheria che stavolta mi autozittisco parzialmente. Saluti. antonio
    giulrick .
    Oltre ad esprimerti la mia solidarietà per ciò che da anni subisci voglio approfittarne per lanciare una proposta provocazione. Perchè ilgoverno Prodi prima di esalare l'ultimo respiro con un decreto non spediusce Rete 4 sul satellite. In fondo il governo è ancora in vcarica per il disbrigo degli affari correnti. In questo caso si tratterebbe di conformarsi ad una sentenza della Corte di Giustizia europea, quindi un atto dovuto. Non credo che ciò avverrà poerchè mancano le p...e come per il tuo caso. In fondo è q
    zetazeta .
    Egr.Dr.Beha lei,se ne faccia una ragione,è un gran rompiballe,sia se parla di calcio sia che se s'interessi di politica(il che,in questo simpatico paese,spesso sono la stessa cosa).Cosa vuole che importi a questa nazione senza memoria e senza futuro delle vicende di un giornalista.Lei non è un comico,Lei non pratica la satira e probabilmente non le interessa frequentare i salotti radical-chic e non va a Capalbio in vacanza.Il suoi articoli e suoi libri fanno riflettere? Ancora peggio!La sua sintassi richiede attenzione per essere seguita? Si vergogni....Sia più piacione,vada da Bruno Vespa ha regalarci delle perle di saggezza sulla dieta mediterranea,vada in qualche talk show pomeridiano a parlare di casi umani e tradimenti.Commenti urlando,qualche torto arbitrale a danno di una squadra qualsiasi.Insomma,sia umano.Basta con quell'aria schifata con cui guarda il suo interlocutore o interlocutrice.Guardi che il fango di cui parla in Italiopoli è parte di un programma-benessere di cui tutti ci gioviamo.E l'Italia è un'immensa beauty-farm dove il fango fa bene.Ci pensi Dr.Beha....perchè non vuole entrare in questo mondo esclusivo? Ci pensi...rifletta,vedrà.Non si troverà male.Saluti.
    colellalex .
    Caro Oliviero, coraggio, onestà intellettuale e coerenza, qualità che hanno sempre caratterizzato il tuo impegno professionale e civile, sono per noi cittadini della strada, un sicuro punto di riferimento. Sono uno di quei tanti milioni di italiani insoddisfatti di come vengono gestiti i soldi del canone RAI. A 219 anni dalla Rivoluzione Francese, c'è chi pensa ancora, purtroppo, di essere al di sopra della legge e dello Stato, al punto da calpestare elementari diritti, costituzionalmente riconosciuti e garantiti. Perciò ti esprimo piena e duratura solidarietà in quella che ormai è diventata un vera e propria battaglia di "civiltà". Se lo Stato di diritto è "il massimo grado di espressione della razionalità" e, quindi, della "civiltà" umana, allora qualcuno deve spiegare al popolo italiano che paga il canone perché chi fa "troppo bene" il suo lavoro, anziché essere "premiato", viene addirittura licenziato, magari perché non è uno "yes man" agli ordini del politicante di turno. E, quando poi lo Stato, con una sentenza stabilisce che quel licenziamento era "illegittimo" e ordina più volte la reintegrazione del lavoratore, scatta la "beffa" della reintegra "parziale", cioè solo nello "stipendio", lasciando "a sfregio" il dipendente a casa, senza lavoro. Ho vissuto anch'io questa "schifezza" di situazione, perciò capisco la tua amarezza. Va da sè che il prossimo Parlamento dovrà colmare questa vecchia vergogna, secondo la quale le sentenze , purtroppo, le devono rispettare solo i "comuni cittadini", mentre i potentati economici (e, non solo) trovano le più svariate "vie" per costringere alla resa , nel tempo, il malcapitato di turno. Non è il tuo caso, Oliviero, perché sai che il PUBBLICO italiano e con te. Proprio in questo periodo, il 14 febbraio 1994, giorno di "San Valentino", sotto una bufera di neve, ero davanti ai cancelli di una multinazionale che mi aveva licenziato, in quanto rappresentante sindacale "non addomesticabile", con un cartello appeso al collo, a rappresentare la mia sete di giustizia. Se ho resistito e vinto io, a maggior ragione devi resistere e vincere tu, per tutti noi che crediamo nei GIORNALISTI che "non vendono a nessuno la propria intelligenza" se non alla "propria penna", quella che traccia il cammino della libertà dell'uomo e che può arrivare a far cadere persino il Presidente degli Stati Uniti d'America. In bocca al lupo, Oliviero!
    colellalex .
    ippodrillo .
    Non molli dott. Beha! Ha il mio appoggio morale.
    canadese .
    con tutti i ciarlatani che bazzicano in rai il fatto che ti abbiano escluso vuol dire che tu non lo sei, caro oliviero in 'italia non ce' posto per chi nel confronto dialettico dice le verita lasciali perdere tanto la rai e 'gestita dal lecchinaggio politico. con rispetto dal canada.
    franco tremul .
    E' disgustoso. P.S. Non appena possibile le segnalerò qualcosa sull'incapacità della RAI di essere un vero servizio pubblico anche nella gestione televisiva delle Olimpiadi.

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