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    06
    mar.
    2008

    Malelinguelettorali / la ”parac.. condicio” di noi (?) giornalisti

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità del 6 marzoFaccio un piccolo “outing”: sono un cretino. Sono ancora uno dei - credo - pochi rimasti a misurare la democrazia sulla base anche se non soprattutto della libera stampa, non “dipendente” o non “dipendente del tutto” dalla politica, da ogni tipo di potere, insomma non “inciuciona”. Ma se le cose non stanno così, credo che sia ormai indispensabile, come per la politica malata intrecciata alla tv, una sorta di “par condicio” della stampa schierata che va in video, invece della condizione paracula della medesima. La quale sa tutto, e non ha bisogno di nomi. Ma per il lettore, segnalo da “Italia Oggi” la recensione diciamo così della puntata vespina con Bertinotti e Casini, il secondo dei quali intervistato da Papetti, direttore de “Il Gazzettino” di proprietà del suocero di Pierferdinando. E’ solo l’ultimo caso. Ormai non frega più niente a nessuno. E allora ben venga la sincerità a tutto tondo di Paolo Mieli, che in un’intervista si dice pentito del cosiddetto “endorsement” , il suo appoggio a Prodi di due anni fa di questi tempi,e oggi orientato invece a scommettere su Silvio. Forza con i bookmaker. L’importante sarebbe dunque una misura sulla “par condicio” della stampa condizionata. Ma chi la dovrebbe decidere? La politica. E si ricomincia la giostra.

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    luigi vlllani .
    Un patto contro la par condicio? Pare proprio di si. L'attacco lanciato da Berlusconi va in questa direzione. Veltroni non contrattacca e quindi è d'accordo. Ma anche intollerante, ma anche! La par condicio fra giornalisti non liberi? E' lapallissiano! Se non sono liberi, nessuna par condicio potrebbe frenarli. Il problema è che la maggior parte della stampa in Italia e di parte e quindi non libera. E' acclarato che l'informazione italiana è controllata e nelle mani di pochi gruppi o persone che condizionano, violando i diritti costituzionali del cittadino ad essere informato correttamente. "La scomparsa dei fatti" e le varie classificazioni internazionali pongono l'informazione italiana agli ultimi posti delle classifiche mondiali. Occorre una buona legge in gradio di correggere le concentrazioni editoriali a garanzia dell'indipendenza dell'informazione. Per quanto riguarda gli opportunismi di Casini e i conflitti di interessi molto più grossi, oltre ad essere un problema di riprovazione pubblica che purtroppo non c'è oggi in Italia è anche un problema di sottosviluppo del sistema. Un sistema non evoluto in un paese non normale. Arretrato! Così ci giudicano dall'estero. Basta sfogliare le pagine politiche internet, uscendo un pò fuori dal guscio marcio in cui ci troviamo, per accorgersene.
    luigi vlllani .
    Un patto contro la par condicio? Pare proprio di si. L'attacco lanciato da Berlusconi va in questa direzione. Veltroni non contrattacca e quindi è d'accordo. Ma anche intollerante, ma anche! La par condicio fra giornalisti non liberi? E' lapallissiano! Se non sono liberi, nessuna par condicio potrebbe frenarli. Il problema è che la maggior parte della stampa in Italia e di parte e quindi non libera. E' acclarato che l'informazione italiana è controllata e nelle mani di pochi gruppi o persone che condizionano, violando i diritti costituzionali del cittadino ad essere informato correttamente. "La scomparsa dei fatti" e le varie classificazioni internazionali pongono l'informazione italiana agli ultimi posti delle classifiche mondiali. Occorre una buona legge in gradio di correggere le concentrazioni editoriali a garanzia dell'indipendenza dell'informazione. Per quanto riguarda gli opportunismi di Casini e i conflitti di interessi molto più grossi, oltre ad essere un problema di riprovazione pubblica che purtroppo non c'è oggi in Italia è anche un problema di sottosviluppo del sistema. Un sistema non evoluto in un paese non normale. Arretrato! Così ci giudicano dall'estero. Basta sfogliare le pagine politiche internet, uscendo un pò fuori dal guscio marcio in cui ci troviamo, per accorgersene.
    Chip En Sai .
    Ottima riflessione!... tutt'altro che da cretini!
    Chip En Sai .
    Chiedo scusa... il mio precedente commento era destinato al post precedente!
    Chip En Sai .
    Beh... "diamo a Silvio quel che è di Sivio"... ora... però lo dico io!... Non ho sentito mai nessuno in tv dare del tu a Berlusconi!... lui è uno dei pochi per cui nei dibattiti politici si fa eccezione!... Ho sentito ieri il Gad dare del tu a Bertinotti e sono sicuro che non applicherebbe la stessa par condicio con il nano!... eh sì... questa dovrebbe valere anche per i pronomi!... e un buon impresario non trascura il minimo dettaglio... se ha il dubbio che anche qualcosa di apparentemente insignificante possa danneggiarlo!... Il battito d'ali di una farfalla... in Amazzonia...

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