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    02
    apr.
    2008

    La nostra palude

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    Appassionata “dichiarazione di voto” di Oliviero Beha, rilasciata a Roberto Vallasciani----Ho un parere molto netto. L’idea è di una campagna elettorale tremenda, di un paese che sta affondando in una palude, come sto scrivendo nei miei libri, e che non verrà tirato fuori dalla palude né dalle stesse persone né dai meccanismi leggermente cambiati in cui operano le stesse persone che l’hanno trascinato in questa palude. Ho reso l’idea?E’ matematico: come fanno questi? Perché dovrebbero cambiare? Persone di oltre cinquant’anni, dal più giovane (Veltroni) al più vecchio (Berlusconi), perché dovrebbero cambiare questo paese? Dovrebbero cambiare loro stessi ma loro sono quello che sono sempre stati e quindi non si vede come potrebbero farlo. Questa è la prima lettura, se vogliamo antropologica o biogenetica delle persone.Nei miei libri parlo di una classe dirigente geneticamente modificata. Siamo governati, al Governo come all’opposizione, da ogm, compresa la parte politica per cui si candida Roberto. Sono delle questioni che vanno al di là delle divisioni politiche: sono ogm, umanamente ogm.

    La seconda lettura è che comunque vadano le elezioni perderemo tutti perché il meccanismo è appunto guasto.
    La terza è che però, fermo restando tutto questo, non credo ci siano molte altre opzioni se non le due di cui vado a parlare:
    1) Mandare un segnale di astensione a tutti, al buon Dio, al Governo, all’opposizione, al Paese, perché ti hanno rubato la democrazia. Quindi io non voto perché a questo punto non voglio andare a votare, intanto con una legge elettorale che nelle cose è incostituzionale, altrimenti il Referendum non sarebbe stato approvato dalla Corte Costituzionale che nel momento in cui lo giudica accettabile rimette in discussione lo spirito e la forma di questa legge. E questo mi pare sia difficilmente contestabile.Quindi uno può scegliere fra non andare al mare e non astenersi e basta, ma andare dal presidente del seggio e dimostrare che vuole davvero non votare. Semplicemente, il presidente deve verbalizzare questa scelta dell’elettore che avrebbe voluto votare ma che non ne vede le condizioni democratiche.Questa è una formula. E se di fronte a questa ipotesi ci fossero parecchie persone che agissero in questo modo, allora la cosa comincerebbe ad avere comunque un certo peso politico e democratico. Vorrebbe dire che una parte degli italiani, le cosiddette minoranze che sono quelle che di solito hanno contribuito a salvare il paese in altri periodi della storia, si sono stufate.
    2) L’altra ipotesi è di non aver fiducia nemmeno in questo e di andare a votare per il meno peggio. Il meno peggio, se uno considera la politica di oggi sul piano pratico del potere, può essere Veltroni se uno pensa che il peggio sia Berlusconi. Se uno pensa che invece il meno peggio non sia Veltroni perché tutto sommato è nelle cose che si metta d’accordo per mandare Berlusconi al Quirinale e quindi per una sorta di consociativismo ulteriore o di complementarietà, come scrivo nei miei libri, allora a questo punto uno cerca di salvarsi l’anima e il corpo votando delle persone oppure un partito che bene o male ancora si richiama formalmente o sostanzialmente alla Sinistra, come può essere la Sinistra Arcobaleno.
    E qui veniamo quindi al nostro eroe. Se le cose stanno così, se uno decide di fare questo percorso, io consiglio di votare caldamente Roberto Vallasciani perché lo conosco, perché sono che è una persona perbene e che ha le idee assolutamente chiare.
    Oliviero Beha

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    ginosanto .
    MI spiace ma stavolta sono deluso da Oliviero Beha!Il discorso è molto semplice: o si rifiuta in toto il sistema imposto della rappresentatività(non della legge elettorale, che è diverso) e allora non bisogna andare proprio alle urne(esiste da parecchi anni un astensionismo che forse andrebbe più seguito), oppure, se proprio non si riesce, allora bisogna "scegliere" al di fuori degli schemi imposti dai partiti. Mi risulta che c'è una Lista Civica Nazionale "Per il Bene Comune" che, a parte presentarsi alle elezioni; mi sembrano tutti anarchici per come vedono il mondo. Che senso ha dire Tizio lo conosco è serio e allora votate per lui;ma quante persone serie ci sono dalla Destra della Santanchè ai Verdi di Pecoraro Scanio?Ci saranno sicuramente,su milioni che votano Berlusconi o Veltroni, 1-2-10 italiani "seri" fra questi; e allora che facciamo?Io conosco uno "serio" nel popolo delle libertà e voto Berlusconi?Allora cito il grande anarchico Totò: "Ma mi faccia il piacere"!
    Chip En Sai .
    @ ilBuonPeppe!... Mi spieghi... per favore (quando hai tempo!)... come fai a scrivere inserendo link e ad usare il grassetto ecc.?!... o... forse... più semplicemente... sei tu il webmaster che cura questo blog?!
    sandrone .
    Le differenze tra l'Italia e gli Stati Uniti sono troppe, non mi sembra un paragone adeguato. Vi sono i grandi elettori, si tratta di un sistema presidenziale, di una federazione di Stati, non hanno una Costituzione "rigida" come la nostra e il sistema legislativo è totalmente diverso. I cittadini richiedono la scheda elettorale con una specifica procedura, attendono la scheda sottoponendosi a dei controlli. Negli USA devi dimostrare di meritare il diritto di voto, per intenderci. Noi abbiamo una Costituzione strutturalmente simile a quella tedesca, una legge elettorale per modificare la quale abbiamo richiesto e ottenuto il referendum. La maggioranza ha raggiunto il quorum ma il volere dei cittadini non è stato rispettato. Nella Costituzione è inoltre chiarito che il voto è un DOVERE CIVICO. Da qui, mi assumo la responsabilità di pensare e scrivere che non votare è un comportamento NON CIVICO, se proprio non gradisci incivile. Antidemocratico perché non si fruisce di un diritto sancito dalla Costituzione, si buttano dei soldi (le paghi le tasse?) e si dimostra - come già dimostra abbondantemente la nostra storia - che siamo oramai anestetizzati alle prese per i fondelli.
    ilBuonPeppe .
    Allora caro Sandrone non hai letto quello che ho scritto (oppure io non mi sono spiegato bene). Io NON difendo la legge elettorale. Fa schifo. Punto E NON sostengo che la legge elettorale sia costituzionale, se non altro perchè non compete a me dirlo. Io nego che ci sia un rapporto tra la presunta incostituzionalità e i referendum. I referendum NON hanno come obiettivo quello di ripristinare la costituzionalità della legge elettorale, ma di togliere alcuni gravi difetti. Purtroppo non tutti. Quanto all'astensione io sono contrario e mi sembra di averlo scritto chiaramente; tanto che andrò a votare. E sono d'accordo con te sulla quantità di caproni che affolla il nostro paese. Resta il fatto che non mi sta bene definire "incivile e antidemocratico" chi non vota. Naturalmente è solo un'opinione, però credo che sia suffragata da qualche fatto. Fino ad alcuni anni fa c'era una segnalazione al tribunale (mi pare) per chi non votava, poi è stata rimossa; significa evidentemente che il "dovere" di votare non può essere in alcun modo imposto nè indotto. In gran parte di quelle che noi consideriamo democrazie più mature della nostra, la partecipazione al voto è ben più bassa che in Italia; negli USA vota meno della metà dei cittadini. Sono tutti incivili e antidemocratici? Non credo. Incivile e antidemocratico è invece, secondo me, chi incita al "voto utile", sostenendo così che ci sono voti utili e voti inutili, e creando una distinzione che è, questa sì, incostituzionale. I voti sono TUTTI uguali e tutti utili allo stesso modo; anche quelli di chi rinuncia ad esprimerli. Posizione che non condivido ma che difendo, perchè credo che sia civile e democratico difendere i diritti di tutti.
    sandrone .
    Spiacente, ma la "boiata pazzesca" è il tuo asserire che la questione referendum/legge elettorale non sia effettivamente un'evidenza di incostituzionalità; in secondo luogo non andare alle urne ribadisco è INCIVILE e ANTIDEMOCRATICO perché tutti noi paghiamo i costi delle urne, degli scrutinatori, di tutto l'ambaradan insomma. E siccome il problema del Paese è la quantità di caproni di cui è intessuto ormai il substrato sociale, ribadisco che non andare a votare è a mio avviso GRAVISSIMO. Questo il mio parere.
    ilBuonPeppe .
    Beh, le scelte sono ben più di due. 1) Ci si può astenere e basta. Scelta legittima e democratica (e non "incivile" come ha detto qualcuno) ma sostanzialmente inutile. Chi non vota non sceglie e lascia che siano gli altri a decidere. 2) Si può votare per il "meno peggio", che a seconda dei punti di vista può essere l'uno o l'altro. Una soluzione francamente deprimente, che non riesce ad attirarmi; del resto serve a far sì che la classe politica resti sempre la stessa. 3) Si può cercare di votare il "meglio", che è ancora una volta opinabile, ma ha una caratteristica che ritengo fondamentale. Posto che la situazione è drammatica, non possiamo affidarci a chi in questa situazione ci ha cacciato: quindi niente voto per chi rappresenta l'attuale parlamento. Si vota solo per chi ha facce (veramente) nuove, e le scelte non mancano. Si dirà (è l'obiezione più frequente) che il voto ai piccoli partiti è sprecato perchè non hanno la possibilità di fare un buon risultato; la verità è che i piccoli partiti non riescono a fare un buon risultato perchè la gente non li vota. E il risultato è che anche il prossimo parlamento sarà quasi uguale al precedente; come i problemi dell'Italia. 4) Se si considera questa situazione non modificabile, se si pensa che sia necessario toccare il fondo prima di risalire, allora la cosa migliore è accelerare la discesa; e votare per il "peggio". Per chi fosse interessato in questo articolo ho scritto un approfondimento su questi argomenti. Qui invece c'è un confronto tra i programmi elettorali, punto per punto. Io scelgo l'opzione 3, e il mio "meglio" è Stefano Montanari e la sua lista Per il bene comune.
    ilBuonPeppe .
    Spiacente, ma sostenere che la legge elettorale è incostituzionale perchè altrimenti la corte costituzionale non avrebbe ammesso i referendum è una boiata pazzesca. I referendum non sono strumenti per aggiustare leggi incostituzionali. La legge elettorale fa sicuramente schifo, e FORSE è incostituzionale. Ad oggi c'è stata una pronuncia che rileva profili di incostituzionalità, ma la sua incostituzionalità NON è stata assolutamente sentenziata. E se non lo è stata fino ad ora, probabilmente non lo sarà mai. In ogni caso, che piaccia o no, questa è la legge con cui voteremo, e se anche fosse sancita l'incostituzionalità della legge elettorale, le elezioni saranno comunque valide.
    SANDRONE .
    Per quanto mi riguarda mi mettero civilmente in fila elle urne per far verbalizzare IL MIO RIFIUTO A FRUIRE DEL DIRITTO DI VOTO. Non andare è orrendo, è incivile, antidemocratico. Mero spreco di soldi a favore di chi poi fa "gli impicci". Quindi andrò e agirò come sopra, sperando che molti altri lo facciano. Vi prego stavolta non facciamo i caproni, coglionati, poveri ma servi di questa classe politica INQUALIFICABILE.
    valeand .
    Purtroppo questa politica e soprattutto questa classe politica ce la meritiamo tutta: i giovani sono troppo indifferenti, gli adulti sono troppo assuefatti. Logicamente generalizzare è sbagliato, ma per dirla grossolanamente è così; le sfumature troppo spesso contano poco. Le racconto una situazione imbarazzante sotto gli occhi di tutti e che tento invano di denunciare o quanto meno mettere in evidenza. Le parlo delle elezioni che si terranno in un paese dell'interland di Napoli: Afragola. Elezioni che in apparenza contano poco e sembrano scontate anche se attese. Il comune viene da 2 commissariamenti per infiltrazione mafiosa consecutivi, cioè non è governata da almeno 5 anni. La camorra è ovviamente onnipresente in tutte le attività e si sente nei respiri della gente. Il clan padrone della città fa riferimento alla famiglia Moccia. Ma non è di questo che voglio parlare, quindi, vengo al dunque: alle elezioni ci sono 5 candidati a sindaco: Gennaro Salzano, Salvatore Iavarone, Francesco Petrellese, Domenico Moccia e per finire Vincenzo Nespoli. La vittoria per Nespoli sembra cosa fatta, quasi inutile andare alle urne...Ma nessuno si è chiesto perchè Vincenzo Nespoli ha lasciato un ruolo prestigioso a Roma (VICEPRESIDENTE della GIUNTA DELLE ELEZIONI dal 23 maggio 2006) per candidarsi in prima persona come sindaco di una cittadina difficile come Afragola? Devo ricordare che Nespoli attualmente è anche candidato al Senato...Comunque tornando alle elezioni quasi tutti gli altri candidati hanno già fatto parte della politica Afragolese e quasi tutti si trovavano in quelle giunte sciolte per infiltrazione. Prospetto una cosa del genere: Afragola avrà un comune sciolto prima di salire in carica. I motivi di tanta attenzione a queste elezioni dei "grossi" nomi è data da una quantità smisurata di soldi che investiranno le casse comunali o limitrofe. Le infrastrutture nascenti sono: la Stazione dell'Alta Velocità e della Metropolitana che collegherà Afragola e Napoli, poi un'ospedale e soprattutto l'emergenza rifiuti con le sue "bonifiche". La vera contesa è questa. La "vecchia politica" sta propagandando un futuro nero ai suoi cittadini, e purtroppo i cittadini di tutta risposta voteranno per un futuro migliore... L'unico mezzo di difesa in questa farsa democratica è il non voto come lei giustamente dice. Se la gente si accorgerà che attualmente la politica è complementare ed indipendente dai voti popolari, allora impugnerà i forconi e scenderà in piazza. L'andare a votare significa oramai giustificare le porcate dei governanti i quali avranno tutto il diritto di dire: "il popolo ci ha dato la fiducia. Grazie di cuore." Mi sono dilungato troppo spero che il post non sia eccessivamente noioso. Saluti Andrea Valentino
    valeand .
    Purtroppo questa politica e soprattutto questa classe politica ce la meritiamo tutta: i giovani sono troppo indifferenti, gli adulti sono troppo assuefatti. Logicamente generalizzare è sbagliato, ma per dirla grossolanamente è così; le sfumature troppo spesso contano poco. Le racconto una situazione imbarazzante sotto gli occhi di tutti e che tento invano di denunciare o quanto meno mettere in evidenza. Le parlo delle elezioni che si terranno in un paese dell'interland di Napoli: Afragola. Elezioni che in apparenza contano poco e sembrano scontate anche se attese. Il comune viene da 2 commissariamenti per infiltrazione mafiosa consecutivi, cioè non è governata da almeno 5 anni. La camorra è ovviamente onnipresente in tutte le attività e si sente nei respiri della gente. Il clan padrone della città fa riferimento alla famiglia Moccia. Ma non è di questo che voglio parlare, quindi, vengo al dunque: alle elezioni ci sono 5 candidati a sindaco: Gennaro Salzano, Salvatore Iavarone, Francesco Petrellese, Domenico Moccia e per finire Vincenzo Nespoli. La vittoria per Nespoli sembra cosa fatta, quasi inutile andare alle urne...Ma nessuno si è chiesto perchè Vincenzo Nespoli ha lasciato un ruolo prestigioso a Roma (VICEPRESIDENTE della GIUNTA DELLE ELEZIONI dal 23 maggio 2006) per candidarsi in prima persona come sindaco di una cittadina difficile come Afragola? Devo ricordare che Nespoli attualmente è anche candidato al Senato...Comunque tornando alle elezioni quasi tutti gli altri candidati hanno già fatto parte della politica Afragolese e quasi tutti si trovavano in quelle giunte sciolte per infiltrazione. Prospetto una cosa del genere: Afragola avrà un comune sciolto prima di salire in carica. I motivi di tanta attenzione a queste elezioni dei "grossi" nomi è data da una quantità smisurata di soldi che investiranno le casse comunali o limitrofe. Le infrastrutture nascenti sono: la Stazione dell'Alta Velocità e della Metropolitana che collegherà Afragola e Napoli, poi un'ospedale e soprattutto l'emergenza rifiuti con le sue "bonifiche". La vera contesa è questa. La "vecchia politica" sta propagandando un futuro nero ai suoi cittadini, e purtroppo i cittadini di tutta risposta voteranno per un futuro migliore... L'unico mezzo di difesa in questa farsa democratica è il non voto come lei giustamente dice. Se la gente si accorgerà che attualmente la politica è complementare ed indipendente dai voti popolari, allora impugnerà i forconi e scenderà in piazza. L'andare a votare significa oramai giustificare le porcate dei governanti i quali avranno tutto il diritto di dire: "il popolo ci ha dato la fiducia. Grazie di cuore." Mi sono dilungato troppo spero che il post non sia eccessivamente noioso. Saluti Andrea Valentino
    Chip En Sai .
    E' una questione di metodo!... si comincia a contare da "1"!... quindi... se una seconda *ipotesi* non presenta elementi di maggiore *realtà*... è sempre meglio cominciare ad applicare la prima!... perché... quella che è stata collocata al primo posto ha (sicuramente!)... rispetto alla seconda... un minimo vantaggio (almeno psicologico!) in motivazioni valide!... ma... c'è qualcosa di più!... La tua prima ipotesi è propria di una mossa strategica... mentre la seconda di una puramente tattica!... e... se la maggiore "realtà" della seconda... rispetto alla prima... sembra più evidente... ciò è perché... in quanto tattica... essa appartiene a una strategia... già consolidata... per chi con essa ha sempre vinto... quanto inconsistente... per chi con essa ha sempre perso!... ma la Storia (si sa!) la fa chi vince!... e un vincitore nuovo non si afferma (quasi mai!) applicando le tattiche di una strategia meglio nota a chi con essa lo ha gia battuto... ma adottando una strategia anch'essa nuova... che nella propria *novità* avrà senz'altro tattiche non ancora esplorate e... dunque... con più alta *realtà* di *cambiare le cose*!

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