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    03
    apr.
    2008

    Malelinguelettorali / il ”braccetto” del cavaliere nemmeno statista per caso

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità del 3 aprileIrrompe il tennis (e la DC di Pizza…) nella campagna elettorale. Non sto parlando di Panatta, una volta “cristo dei Parioli” e oggi capolista civico a Roma per Rutelli. Sto parlando del “braccetto”. Chiamasi braccetto la paura di vincere di chi è in vantaggio, naturalmente una permuta psicologica della più generale paura di perdere. Viene il braccetto, il tiro si fa corto e tremebondo, l’avversario si fa coraggio e viene magari a rete. La metafora è banale: ecco perché Berlusconi ne sta facendo e dicendo di tutti i colori, dalla figuraccia con la vittoria di Milano per l’Expo 2015 quando ha detto che non era merito del governo dimostrando definitivamente la sua statura di statista non per caso, alle uscite sull’evasione giustificata, agli ammennicoli dei suoi interventi pubblici paragonabili per gaffes alle bombe “cluster”, a grappolo. Una ne dice e diverse gliene vengono naturalmente. Del resto questa paura di vincere del Berlusca è complementare all’energia veltroniana di chi non aveva (quasi) niente da perdere quando due mesi fa,a governo ancora traballante in sella e a Mastella sullo scranno, enunciò a sorpresa “corriamo da soli”. E’ tutto logico in politica anche se sembra spaventosamente lontano dai bisogni reali. Il “braccetto” dell’ex Caimano sta solo rinvigorendo il polso del leader del Pd. Buon smash.

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    Chip En Sai .
    Allora non mi sono spiegato bene!... io non ho fatto più di venti partite... non di tipo agonistico... ma per imparare a giocare a tennis!... quindi... ho mollato!... e le poche volte che ho sentito quell'espressione l'ho sempre fraintesa e tanto mi bastava per averla "capita" nell'"importante" contesto dell'uso di Bisteccone!... chiaramente... non ricordo di averla mai usata fuori luogo... altrimenti qualcuno mi avrebbe corretto!... Saluti! :-)
    margherirosa .
    Eh vabbé, allora, caro il mio ex-ventenne; sta di fatto che, ad esempio un certo Giampiero Galeazzi, [ben prima di diventar un esperto di canottaggio..., e tifosissimo dei fratelloni Abbagnale…; e prima di cadere spesso sulla parola Champions League], quante volte & assieme ai vari altri commentatori di tennis [nazionale-internazionale, nel periodo di fulgore di Panatta & Co.], in Tv ha sempre insistito sul concetto del “braccetto”…, che evidentemente esula dal fatto sportivo in sé, o solo tennistico, e spesso assume un significato molto più ampio, o utile, in prospettiva e in ben altri campi…, quale elemento di psicologia, concreta, ed applicata alla fatica ed allo stress o al sovra-stress, di Colui [come Silvio appunto ?] che è lì-lì o starebbe per vincere… Ma lo stesso potrebbe dirsi per la cosidetta mano o manina fredda o troppo “molle”, nel basket, ad esempio; o per il polso “da poltrone”, o "da ferroviere" o già simil-addormentato, nella pallavolo, etc... [E vuoi vedere che proprio il Silvio ha ora, invece, paura di perdere, l'ultimo treno, come un qualsiasi pirla…? e nonostante i suoi sorrisonia tutta ganascia...]. Ovvero quando si dice: “che la paura, a volte, fa ben più che novanta…”, ma veri e propri sfracelli... Comunque, sei ovviamente perdonabile, tutto sommato. Voglio essere buono, per una volta. Anche se, nel frattempo, ti sei un tantino seduto, od in parte impoltrito, caro ex-ventenne, come il “poltrone” / bràdipo di cui prima… Chissà. E comunque sai meglio di me che se non va il primo servizio, c’è sempre la palla quella di riserva, e poi le altre ancòra, almeno in genere. Saluti. antonio
    Chip En Sai .
    Che ci vuoi fare... Antonio... allora avevo appena vent'anni!... Comunque... per quanto riguarda Ermete... http://www.beppegrillo.it/cgi-bin/mt-search.cgi ......................... A presto!
    margherirosa .
    A quale Èrmete ti riferisci, carissimo Chip; forse all’on. Realacci? [costui già di suo ha una grande somiglianza somatica, per altro sempre più evidente, e pure di (s)capigliatura, con la Rosy Bindi…; e una differenza tra i due starebbe nel fatto che al primo, e sin troppo spesso, bisognerebbe appunto regalargli un pettine, visto il come si presenta, scapigliato o poco in ordine, e poco sistemato, sia in Parlamento, in Tv, e quant’altro; forse perché ha molto da fare, o perché ha appena finito di giocare a tennis, appunto, e di rincorrere le palle di questo e quell’altro [dell’avversario di turno…]. Spiegati meglio quindi, Chip, se non ti dispiace, nella analogia [circa l’allenamento e quant’altro] che fai tra: Veltroni - Rutelli e appunto tale Ermete. Viceversa, sempre con l’occasione dell’intervento di Chip, alla voce Ermete, mi càpita d’imbattermi in un tale, E.T.: che non è la sigla di un qualunque extra-terrestre o di ufo-film, e né reale...; bensì in quell’Ermete Trismegisto, definizione storica che pare attribuibile ad un filosofo definito, già a suo tempo, “ipotetico ”, cui, peraltro, nel III sec. d.C. venne attribuita una Opera, fondamentalmente di scuola Neo-pitagorica, scritta forse in Alessandria d’Egitto; sopratutto, sulla base di un “sofisticato” ragionamento di allora, [che, oggi come oggi, vi risparmio volentieri], un ulteriore gruppo di filosofi si attribuirono e identificarono, come espressione in ‘quel’ dio Thot ovvero proprio quel dio Ermete e di conseguenza, dal doppio titolo di “Grande-grande”, pensarono poi di auto-assegnarsi un certo numero di opere, attribuendole come denominazione ad un Tre-volte-grande, da cui poi il Tre-volte-grandissimo, e la nascita di quella neo-corrente di filosofi Ermetici. Ora, il Silvio B., non è uno statista e tanto meno un filosofo; forse, da par suo, crede di esser Uno e Trino; invece è una sorta di “er metico”, e ancor più, di tipo “sui generis”; quando si pensa a lui, già si pensa, ora, che gli abbisogni davvero un medico, ma uno davvero bravo-bravo, o anche Tre volte bravo...; per la serie: “Presto, presto! Chiamategli er metico…!”. E, chissà, dopo questa battuta un pò così-così, [ma, per il vero, non mi veniva niente di meglio], un grande / tendenzialmente immenso, come Trilussa, forse si sarà un tantino scomposto nella tomba, o addirittura stizzito; ma tutto sommato, pazienza; e c’è di peggio...; ce l’abbiamo proprio noi [guarda caso], vivente, dal vivo e “attivo” come non mai, proprio di questi tempi così er-metico-mediatici… Ma la fregatura vera, poi, è che Silvio non è un ipotetico “mamòne” e né alieno e né di fantasia, ma fxxxxxxxxnte reale e “palpabile”…, [anche se un tantino meno “pulsante” di prima], e lo si capisce sin troppo bene; pur con tanto di suo eterno sorriso: quello di chi può spararne pure tre, micidiali, di palle, e in un colpo solo ! e che super-smash…!! Beato lui. La cosa certa poi è che gli ermetici pare non giocassero a tennis, ma probabilmente avevano pure le palle, per i servizi all’uopo. P.s.: Chip, guarda che, per uno che ha giocato a tennis, come te, il non sapere appunto del cosidetto “braccetto”, e del suo significato vero, è proprio una cosa grave, ma grave…; un pò mi meraviglio di ciò. Saluti. antonio
    Chip En Sai .
    Nella mia vita... avrò giocato a tennis massimo una ventina di volte!... non ho mai provato il "braccetto"... anzi... finora non ne conoscevo il vero significato!... se qualche volta ho sentito questo termine l'ho sicuramente collegato col braccio più corto che i tennisti si procurano... per eccessivo sviluppo di quello con cui impugnano la racchetta!... Non so quanto abbia giocato Veltroni e se sarà in grado di effettuare smash imparabili!... ma se... come Rutelli... si è ben allenato con Ermete... beh... allora...

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