• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Scoppio in fabbrica, due morti e due feriti
    17
    apr.
    2008

    Scoppio in fabbrica, due morti e due feriti

    Condividi su:   Stampa

    da Repubblica.itIl "cannone", lo chiamavano proprio così. Mettevano dentro plastica liquida che veniva sparata fuori sotto forma di granulini.

    I “master”, delle micropalline usate soprattutto per gli imballaggi. Quando il “cannone” è scoppiato mancavano pochi minuti alle cinque del pomeriggio. Sull´estrusore, così si chiama tecnicamente la macchina, stavano lavorando loro due: Raimondo Casati, 47 anni, di Oreno, e Moussa Compaure, 27 anni, originario del Burkina Faso, entrambi assunti regolarmente. «Che è successo, ancora?»: era dal mattino, da quando in fabbrica era iniziato il primo turno, che il “cannone” dava problemi. Andava a singhiozzo. Lo ha confermato il procuratore capo di Monza, Antonio Pizzi. Era fermo da venerdì. E quando hanno provato a rimetterlo in funzione per la seconda volta è esploso. Forse un guasto meccanico progressivo; forse una camera di combustione provocata dall´azoto sviluppato dai materiali usati per le miscele: sta di fatto che il macchinario, di colpo, si trasforma in una micidiale bomba.
    Dentro il capannone al piano terra della Masterplast, nella zona industriale di Cornate D´Adda, tra Bergamo e Milano, ci sono sette operai, il titolare, Paolo Cirasa, 59 anni, e il figlio Joseph, 28. Ma soprattutto, accanto al cannone, ci sono Casati e Compaure. I due corpi sono dilaniati dall´esplosione: il primo, talmente esperto da essere considerato il braccio destro del titolare, viene scaraventato a quindici metri di distanza, colpito alla testa. Il secondo è centrato al volto dalla raffica di pezzi d´acciaio. Entrambi muoiono sul colpo. Alla scena assiste Joseph Cirasa, che lavorava in azienda assieme al fratello Eric. È a qualche metro di distanza dall´estrusore. Ferito all´addome e al braccio, viene ricoverato e operato all´ospedale di Merate. Sotto choc il padre, che ha tentato di prestare soccorso alle vittime, e un altro operaio, un cugino di Raimondo Casati. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Vimercate e Monza, e i vigili del fuoco. «Ma non ci sono state fiamme. Solo una tremenda esplosione – racconta Tullio Quaianni, medico dell´Asl di Monza – Dai primi accertamenti possiamo fare due ipotesi: è possibile che uno dei materiali usati per la miscela non fosse dei migliori, oppure che la macchina, ferma da cinque giorni, non sia stata pulita correttamente prima di essere riaccesa». Una parte del capannone è stata messa sotto sequestro. Prelevato del materiale utilizzato per la lavorazione del polistirolo per escludere difetti di fabbricazione. Sull´incidente il procuratore capo di Monza, Antonio Pizzi, ha aperto un´inchiesta (il fascicolo è stato affidato al pm Giordano Baggio). Al momento, dai primi rilievi, sembrano però escluse responsabilità da parte del titolare dell´azienda. Quella di Cornate d´Adda non è stata l´unica tragedia sul lavoro accaduta ieri. A Livorno, nei pressi del porto, un autotrasportatore, Paolo Benocci, 48 anni, originario di Udine ma residente a Grosseto, è stato travolto da un tir guidato da un collega.

     commenti
    Commenti
    2
    Lascia un commento
    zetazeta .
    Quando le morti si ripetono a scadenza giornaliera mi pare evidente che ci sia qualcosa che non và. A quanto pare deve essere molto difficile trovare una soluzione e quindi ci toccherà il nostro Iraq quotidiano,perchè di un bollettino di guerra si tratta.
    sandrone .
    Povera gente, come siamo ridotti.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook