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    04
    mag.
    2008

    Benvenuti a costanzopoli

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    di Oliviero Beha, pubblicato su l'Unità del 4 maggioE’ stato proprio un bel discorso di investitura, quello pronunciato giorni fa dal neopresidente della Camera Gianfranco Fini. E’ vero che questo è un Paese forte agli orali, e quindi bisognerà vedere all’opera questo centrodestra rammodernato, ma insomma un discorso arioso e rispettoso è sempre un discorso arioso e rispettoso, culturalmente e storicamente. E’ piaciuto a tutti, infatti, o quasi, leggi il presidente emerito Scalfaro ignorato dall’ex delfino di Almirante nelle citazioni.

    Ma qualcun altro a sorpresa è stato ingiustamente lasciato fuori dalla prolusione politica e dall’eterogenesi di Fini, con conseguenze ancora tutte da soppesare: sto parlando di Maurizio Costanzo. Non saltate su, pazientate. E’ vero o non è vero che il primo cittadino di Montecitorio si è rivolto subito al Presidente Napolitano e poi al Papa, con una specie di “colpo di teatro” che faceva veleggiare le parole? Tenetelo a mente. Il 1 maggio sui giornali c’erano ovviamente paginate dedicate a questo varo della navicella della Camera. Ma se aveste cercato prima nelle pagine romane del Corriere della Sera e poi in vari siti internet, da Dagospia ad Articolo21, avreste trovato un’insolita notizia. Racconta la collega Ilaria Sacchettoni che il bulimico mediatico per eccellenza, Maurizio Costanzo, è di recente riapprodato alla radio pubblica (nell’articolo ci sono accenni riduttivi alla televisione come autore e conduttore Mediaset, ai giornali, alle consulenze di comunicazione, alla mezza dozzina di teatri che dipendono da lui a partire dal Parioli, alla docenza universitaria ecc.)… Fin qui, la notizia non sarebbe granché, e anche Ilaria lo sa benissimo. La notizia casomai sarebbe stata: Maurizio Costanzo non riesce proprio a lavorare in radio, c’è una mafia radiologica che gli impedisce di farlo, lui cerca di spezzare queste catene ma evidentemente  la “N’drangheta” dell’Etere proprio non lo sopporta per le battaglie che il Nostro conduce da sempre contro le “n’drine”. Ma le cose evidentemente non stanno proprio così.Infatti, ci dice sempre il Corriere, per trasmettere un quarto d’ora a mezzanotte sulle frequenze di Radio Uno e per l’esattezza nello spazio del Giornale Radio, l’autore e conduttore ha chiesto ed ottenuto un certo tipo di servizio: gli hanno impiantato uno studio radiofonico in casa, ma sì, avete capito bene, va in onda dalla regia di casa sua. Lasciamo stare altri aspetti secondari come compensi e ascolti, volgari i primi esigui i secondi, e rimaniamo al punto.Costanzo trasmette da casa propria sulle frequenze della radio pubblica. Dove vive Costanzo? In un paesino sperduto? No, vive a Roma. Ma per ovviare all’obiezione topografica del tipo “perché non va ai microfoni Rai come chiunque altro?”, a qualcuno è venuto in mente che c’erano e ci sono dei precedenti. Non si sa a chi sia venuta in mente la soluzione, a partire dai vertici aziendali e a scalare tra i graduati, ma trattasi di geniale associazione di idee. Il primo precedente è l’attrezzatura presso il Quirinale per il Presidente della Repubblica, il secondo in Vaticano per Sua Santità. Riferimenti ineccepibili, come si può constatare. Entrambi gli indirizzi per di più, si noti bene, di stanza nella Capitale. Proprio come Costanzo.E’ per questo che credo che Fini, pur meritoriamente titolare di un percorso di democraticizzazione ecc.ecc., non avrebbe dovuto dimenticare un contemporaneo di tale spessore, insieme così sottile e così vorace, capace di mettere in riga praticamente tutti, a sinistra come a destra, ”consigliori” politico di mezza casta ed autentico “puparo” per buona parte del mondo dello spettacolo in questo Paese (chiedere a Gigi Proietti). E ovviamente giornalista, come si evince dalla sua biografia e dai suoi articoli diffusi e insistiti anche diariamente in un cortocircuito tra stampa-tv-politica-botteghino da urlo e da Oscar.Con una figura così, di cui ormai pare di pessimo gusto ricordare i trascorsi piduistici visto come tira il vento politico in cima, è giusto rovesciare del tutto annosi e inattuali criteri di valore. Bisogna avere il coraggio morale e civile di arrendersi, sapere che Maurizio il Solare ha vinto a Roma e in Gallia, riconoscere che tutti coloro – e sono stati davvero tantissimi in questi trent’anni – che gli hanno tenuto e gli tengono bordone non sono dei viscidi lacché bensì degli intelligenti interpreti dell’Italia contemporanea. E’ gente che ha semplicemente capito per tempo come sarebbero andate le cose e si sono avvantaggiati, all’ombra di un boss che antropologicamente e fenomenologicamente (insomma, mauriziocostantemente) ci rappresenta perfettamente ormai tutti, o quasi.Per questo chiedo a Fini di rimediare, appena gli sarà possibile. Se ne ricordi, per il bene comune, per un diverso senso della collettività. Altro che il 25 aprile e il 1° maggio, altro che le riconciliazioni nazionali oltre l’odio tra fratelli, è questa la vera “famiglia italiana” di oggi ed è Costanzo che ne è il pater onnicomprensivo e il modello di comportamento (con parenti, amici e compari). Senza ironia e quasi con devozione, dunque, benvenuti a Costanzopoli.
     

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