• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Morte a verona
    06
    mag.
    2008

    Morte a verona

    Condividi su:   Stampa

    INTERVISTA A OLIVIERO BEHAda Aprileonline.infoIl gravissimo episodio della scorsa notte ci consegna la tragica fine di Nicola Tommasoli, che torna inevitabilmente a porre inquietanti interrogativi riguardanti la violenza giovanile di estrema destra. Il tutto in un clima politico che batte su paure e "tolleranza zero", mentre piccoli settori di curve da stadio continuano a essere serbatoio e luogo di ritrovo per le frange più pericolose.

    La Verona che si indigna e che non manca di manifestare in piazza la propria coscienza civica (con tanto di fiaccolate diurne e notturne) quando si tratta di rimarcare i gesti violenti e criminali di un immigrato, oggi si nasconde dietro un assordante silenzio, dopo la barbara aggressione di un gruppo di naziskin a un giovane italiano. E in silenzio piange un ragazzo di 29 anni, Nicola Tommasoli. Il sindaco leghista Tosi, più volte presente ai raduni pubblici di estrema destra nella sua città, appare ora in difficoltà nel suo tentativo di depoliticizzare l’accaduto; così come appare difficile non tornare a parlare del fenomeno preoccupante, e ormai molto italiano rispetto al resto d’Europa, dei movimenti della destra estrema che trovano il loro punto d’incontro nelle curve degli stadi: non a caso, tra le più famose per le sue posizioni apertamente xenofobe, quella dell’Hellas Verona, frequentata dagli autori del tragico assassinio. Ne abbiamo parlato con Oliviero Beha, giornalista d’inchiesta anche in ambito sportivo, e attento osservatore degli usi (tanti) e i costumi (spesso cattivi) della società italiana.
    Dunque Beha, che idea si è fatto di questa vicenda accaduta a Verona?Di una situazione di degenerazione complessiva, nella quale qualcuno sta peggio di altri, le frange giovanili si travestono da nazi, o da ultrà del calcio, o da estremisti di qualunque cosa, smarrendo la bussola della vita propria e altrui. L’uccisione di Nicola Tommasoli è una disgrazia collettiva. Si sta regredendo alle sacche armate di violenza che pensavamo aver ormai lasciato alle nostre spalle.
    Per questo delitto si parla di ultrà neofascisti già responsabili di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi. Il padre di uno di loro ha detto: “Vorrei essere il padre della vittima anziché il padre di mio figlio”. Che responsabilità hanno le famiglie di questi figli?La dichiarazione di questo padre naturalmente non ridà all’altro padre il figlio perduto in questa maniera tanto assurda, ma ci consegna l’esatta dimensione di questa follia, di una morte che somiglia a una tragedia greca. Soltanto che in Edipo venivano riassunti simbolicamente tutti i problemi di una società, di uno stare al mondo; ora non c’è nessun simbolo collettivo o significativo da rappresentare. Ma laddove non riescono le famiglie, per mille motivi, dovrebbe riuscire lo Stato.
    Ma questo non accade…Non accade perché la risposta che magistratura e forze dell’ordine hanno dato a questo disagio è assolutamente insufficiente, solidale piuttosto che decisa. Neanche loro credono più a quello che dicono, mille leggi legano loro le mani, con forze dell’ordine organizzate fino a un certo punto, che sembrano essersi quasi arresi alla slavina di ordine pubblico cui assistiamo. Una situazione che, è bene ricordarlo, non è soltanto italiana, come qualcuno ha voluto far intendere durante la campagna elettorale, nel corso della quale il modo attraverso cui ad esempio è stata descritta la città di Roma sembrava ricondurre alla barbarie dei tempi degli antichi romani.
    Torniamo anche al discorso sugli stadi, frequentati quasi fossero serbatoi di intolleranza razzista da parte dei giovani. Si tratta di un’esagerazione o è proprio così?Il calcio fa da detonatore, è un pretesto intorno a una domanda per rispondere alla quale nessuno mette insieme le tesserine. Ci sono ultrà in una città come Verona come in altre, ma mai nessuno che mettesse insieme tutti i pezzi del mosaico. Il pugno chiuso di Lucarelli al braccio teso di Di Canio Di Canio, solo per citare due casi eclatanti. Ma le risposte continuano a essere insufficienti In questi venti-venticinque anni soprattutto non si è fatto niente nelle scuole, per evitare che in pubblico come nel privato si arrivasse a una deriva simile.
    Veltroni parla di un clima pericoloso, al Campidoglio si sono rivisti i saluti romani. Il recente risultato elettorale può indirettamente favorire atteggiamenti violenti da parte di componenti di estrema destra?Nella mente di alcuni giovani può certamente alimentare la loro sensazione di impunità. Ma il problema è che la politica non sopporta il vuoto, in nessun caso, e pensava di esser riuscita a comperare la pacificazione sociale. Il risultato invece è che le giovani generazioni consumano molte droghe, guidano la macchina come si fosse nel far-west, arrivano allo scontro per i motivi più futili: consegnandoci un tasso di violenza e di mortalità che facciamo sempre più fatica a immaginare. E a comprendere.
     

     commenti
    Commenti
    4
    Lascia un commento
    margherirosa .
    Una grande manica di veri stronzetti, teppistelli; mi spiace per il termine, ma non mi viene in mente altro; ha poi perfettamente ragione secondo me, concordo con l’analisi e le parole del prof Andreoli, anche se lui usa ben altro termine: gente con un incredibile vuoto; vuoto il Sollecito e l’americanina pseudo-vamp Amanda, e via discorrendo; ma vuoti anche questi giovani veronesi, che si arrogano il diritto di togliere la vita, e i sogni, a qualcuno che è per giunta ben più grande di loro; poteva essere un fratello maggiore o l’amico, eh già, costoro non hanno amici, in senso normale, e poi agiscono in branco, perché così gli dice la testa tremendamente vuota; anche quella descrizione fatta poi da una ragazza compaesana e appena conoscente di uno di loro, ce la dice tutta sul sistema di valutazione e di estrema superficialità che intersecano certi rapporti, interpersonali, di ricognizione, e che è come fossero praticamente inesistenti, dice: eppure sembrava tanto un bravo ragazzo, eh salutava sempre, buongiorno e buonasera, così gentile e educato, anche un pò timido, perché no….; la fedina, diceva altro…. Io non ti conosco, dice Achillide, qui sopra, in risposta a zeta-zeta, e il tuo grido di dolore è vero, ci appartiene; e penso pure che nessuno di noi manco si sognerebbe di aggredire, così, di attentare alla vita di altri, per motivi futili, biechi; mi viene in mente anche quella canzone di Mina che inizia allo stesso modo, appunto con le stesse parole [io non ti conosco, io non so chi sei…., e sò pure che hai cancellato tutti i sogni miei…], ma è forse solo una canzone d’amore e tutta un’altra storia; sì, però cosa ne sanno, quei quattro o cinque delinquenti che cos’è l’amore verso il prossimo o il rispetto tal quale per gli altri; hanno già cancellato i sogni di un ragazzo che di anni ne aveva solo ventinove, e una vita avanti a sé, con un futuro preciso, tremendamente normale, forse anche troppo normale per quel loro comprendònio tanto vuoto / piccolo / insulso…. Poco cambia se il colpo fatale sia stato uno solo, [tremendo], e non ci sia stato un vero accanimento contro il ragazzo ormai a terra esanime; e quei teppistelli per caso / noia / vuoto mentale, erano ben consapevoli di attentare seriamente alla incolumità di una persona; e non era la prima volta; per cui, nessuna, anche minima, attenuante…. E poi non vi sembra che ad esempio il giovane, l’indiziato principale, e il sindaco abbiano lo stesso ghigno beffardo, quel “sorrisino”, così pulito, e di gente perbene, “placidamente” stampato sul loro viso…? E è un caso forse, e pura o mèra coincidenza…? Saluti. antonio
    zetazeta .
    ......e ancora: non riesco a pensare ad altro.Mi sembra impossibile che nessuno sapesse che "il mostro",una volta aperta la porta,non sarebbe più rientrato.Sono anni che ringhia,che reclama la sua parte e il fatto che nella storia dell'umanità in nome delle ideologie,loro si figlie di un dio minore,lo stesso "mostro" abbia fatto morti e stragi non ha nessun significato per tutti gli "apprendisti stregoni" che in questi anni hanno nutrito tutti gli ".....ismi". Non è la fine della storia che prefigura la vitttoria di un modello come quello democratico sugli "ismi",ma è la democrazia come incubatrice degli stessi "ismi". Una sorta di alieno che continua a trovare linfa vitale in una società attenta ad essere sempre in attesa di un eterno futuro e che si richiama ad un passato che non dovrebbe esistere più nella mente di nessuno. Per questo muore Nicola Tommasoli.Per essere un elemento trascurabile di una visione del mondo in cui si può morire non perchè suona la tua ora,ma perchè la tua ora è scelta da qualcuno e suona,suona a tutto spiano.E il diritto ignobile di chiunque si arroghi la facoltà,in nome di qualunque ideologia ,di scegliere l'ora della morte di un altro essere umano. E per tutti i Nicola Tommasoli del mondo che vorrei giustizia,per tutti coloro che muoiono in nome di un'ideologia superiore,per mano di boia che magari allo stesso modo,combattono pensando di essere eroi o peggio,martiri. Purtroppo il "mostro" è in giro e, ormai, non c'è più niente da fare.Grazie Achillide per le tue parole.
    achillide .
    zeta zeta non ti conosco ma il tuo grido di dolore è il mio. Solo vivendo in certe realtà si comprende a che livello feroce è arrivato il razzismo nei confronti dal diverso da te.. Continuare a tenere la testa nascosta come gli struzzi, non capire che siamo in un momento molto pericoloso in cui tutti dobbiamo fare un'analisi di quello che succede, non gridare il nostro sdegno aumenta il limite dell'intolleranza. Una società egoista ci ha portato ad un punto di rottura, ma non tutto è perduto se c'è ancora qualcuno come te che s'indigna e lo scrive. Fai bene vorrei solo dire che quando il sindaco di verona non ancora eletto ma assessore veneto andava in giro con una tigre e il suo motto era "dagli al terrun" non si sono alzate grida di indignazione.Bene questi sono i risultati.
    zetazeta .
    Nicola Tommasoli aveva 29 anni.Muore in una sera di maggio perche qualcuno non aveva niente altro di meglio da fare dopo qualche spritz di troppo.Muore perchè,nell'orrendo videogame che diventa la vita in alcune circostanze,qualcuno ha mosso il joystick e ha deciso: sei una brutta merda! Nicola Tommasoli muore perchè ebrei,comunisti,napoletani,romani,zecche,zingari,slavi,rumeni,albanesi,merdacce insomma,sono indegni di stare sulla terra,sulla mia terra. Muore perchè la pulizia etnica non è un lavoro sporco da fare solo nella Serbia, o in qualsiasi parte del mondo dove ci sia qualcuno che pensa di avere più diritti di altri di stare dove stà.No, si comincia da casa nostra.Peccato che Nicola Tommasoli non sia ne slavo ne rom ne ebreo.E' solo un ragazzo di 29 anni.La sua vita vale meno di una bandiera bruciata e meno male che non sono albanesi o rumeni i suoi assassini.Già.....i suoi assassini.Camerati che sbagliano,bravi ragazzi,figli di persone perbene.....fascisti? nazisti? Ma per carità,oggi chi vuole che faccia più queste differenze.....è ora di lasciarci alle spalle queste stupidaggini che dividono il Paese,e poi basta avere in tasca le sigarette e questi fenomeni riprovevoli non si verificheranno più. I figli dell'ideologia "copia e incolla" sono tra noi,legittimati dalla melassa falsa e pericolosa che tutto è uguale.Da anni ormai "il mostro" è uscito dalla gabbia e adesso non è più possibile rimetterlo dentro. Nicola Tommasoli aveva 29 anni e una vita davanti.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook