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    Home > articoli > Torna a fiorir la rosa
    22
    mag.
    2008

    Torna a fiorir la rosa

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    Scartabellando tra le mie carte, ho trovato dei versi, una quartina che il leggiadro poeta Parini dedica ad Anna La Rosa, l'altrettanto leggiadra star della tv contemporanea lottizzata ed estratta a cadenze regolari. Ve la propongo:Torna a fiorir La Rosache pur dianzi languiaed all'Acquacetosarivà con chicchessia

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    margherirosa .
    preso atto della gran vena poetica del sempre valido Chip…, esprimo qui quanto segue. La presente non è una poesia e tanto meno una poesiòla; è solo una presa di coscienza di una situazione: dicevo in precedenza del “xxxx xx xxxì” [Corona che ormai non merita manco un cenno di commento, per quanto è sconcio]; poi di quell’xxxxxxxo di L.Giurato che vuole /sognerebbe addirittura ampliare il proprio “spazio di approfondimento…”; ci si era quasi dimenticati [per fortuna] della Lecciso ? non c’è problema, ecco spuntare in una intervista, in cui confessa che: “lontana dalla Tv, sono serena; il vero amore non è la televisione, ma il giornalismo, è quel fascino che permette di conoscere nuove realtà e spaziare in più settori...[?]; prima ancora, il sogno sarebbe riuscire a scriver bene, trasferire in un libro le mie emozioni che è ciò che finora non sono riuscita a fare…” [come minaccia bisogna proprio dire, non è niente male]. Ecco perché sono perfettamente d’accordo con quanto va dicendo da tempo un certo Gianni Ciardo [ormai ex-giovane; e pugliese-doc; ed al secolo attore-cabarettista ma in realtà straordinario filosofo contemporaneo] che ad esempio quando intervista una delle tante miss in attesa di vincere una gara, di sfondare, di avere successo [e spesso non si sa bene come] ma ella si definisce decisa, convinta, di “fare la Tv, a tutti i costi”…[…già, quel verbo “fare” è tutto un programma…] lui già le chiede forse ingenuamente: “sì va bene; che sai fare, innanzitutto?; e poi a casa, i piatti, chi li lava…?”, e perché in effetti la vita è fatta anche o sopratutto di cose concrete [a seconda dei punti di vista] in cui bisogna spesso sporcarsi le mani; come pure “concreta” è Lecciso che, forse con i suoi libri, che un giorno forse scriverà, immagina di spostare pure milioni di voti ? Sì, così come diceva / minacciava, di poter fare, non molto tempo addietro anche qualcun altro/a [a sèguito di un successo di vendite probabilmente del tutto insperato, quasi violento; eh sì il successo infatti dà poi alla testa, molto spesso]. Mah. E chi può dirlo, come andranno le cose, e così come funzionano oggi come oggi le cose. D’altronde, come già recitava quell’antico adagio, sempre valido, e qui vengo all’accostamento con il tèma, e la imprescindibile rima baciata, di quanto sopra: “se sono vere rose, fioriranno; ma se son racchie ….? [mah]. Va bene; ma il xxxxx è che con le cosidette / queste “spine nel fianco” come la mettiamo….? Poi, come ce ne liberiamo…? Le famose pinzette potrebbero non bastare. Ma, sì un “rimedio”, non tanto piccolo-piccolo, che avrebbe /ha per il vero più che altro il sapore di una sorta di condanna o di espiazione corporale, più di una puntura di una spina, appunto, potrebbe esser il mandarli tutti, e indistintamente, in un soggiorno obbligato al famoso “Minchionaire”, quel simpatico localino dove già li aspetterebbe a braccia aperte quell’effervescente-intraprendente e sì incontrollabile di Cetto La Qualunque che sicuramente saprebbe soddisfare, i tanti vippe-pippe, in quelle loro voglie più segrete, nascoste / addirittura inconfessabili per certi versi; compresa le stesse sante-de-che, o le altre “iln’yapasdequas”, & via discorrendo; un vippe alla volta, con calma. Sarebbe un vero peccato che, di questa opportunità, non ne approfittassero. Lo spettacolo, in fondo, è e deve esser proprio tale: spettacolo, in tutti i “sensi” e “controsensi”…, i paradossi estremi e pure i vari di-per-converso. E per la serie: “ogni lasciata, è persa”. Chissà se tutto ciò avverrà; chissà; comunque buon divertimento a loro, nel caso avvenga. Il, o meglio, quel tipo di, successo / soddisfazione, è comunque un dato certo, pressoché assicurato. Già: “Parola di Cetto; e anche qui volentieri ci scommetto” [visto che pure io ho finito in rima ?]. saluti. antonio
    verdecupo .
    Ha! Superba lirica!!
    Chip En Sai .
    "E molle si riposa Sopra i gigli di pria."!... Oh... quale bella cosa!... oh... quale melodia!

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