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    26
    mag.
    2008

    Antonveneta: a processo fazio e altri 17, patteggiano in 64

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    MILANO (Reuters) - Diciotto rinvii a giudizio, tra cui l'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio e l'immobiliarista piemontese Luigi Zunino, e 64 patteggiamenti, fra i quali quello dell'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte e dell'ex AD dell'allora Bpi -- oggi Banco Popolare -- Gianpiero Fiorani.E' la conclusione dell'udienza preliminare, ratificata oggi dal gup di Milano Luigi Varanelli, per la tentata scalata ad Antonveneta da parte di Bpi nel 2005. Lo hanno riferito fonti giudiziarie e legali, precisando che il processo inizierà il prossimo 23 ottobre davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano.

    Tra gli altri rinviati a giudizio — oltre a Fazio e Zunino, fondatore di Risanamento — anche l’ex capo della sorveglianza di Bankitalia Francesco Frasca, e il senatore del Pdl Luigi Grillo.Nell’udienza di oggi sono stati inoltre ratificati i patteggiamenti per 58 persone fisiche e 6 persone giuridiche, cioè società coinvolte. Fonti giudiziarie hanno riferito che, nell’ambito del totale dei patteggiamenti di questo procedimento, allo stato andranno — come profitti frutto di illecito — circa 350 milioni di euro.
    Fra gli altri, Fiorani e Consorte hanno patteggiato rispettivamente 3 anni e 3 mesi e 10 mesi, mentre l’immobiliarista Stefano Ricucci ha patteggiato 1 anno, il finanziere Emilio Gnutti 2 anni e 1 mese e l’immobiliarista romano Danilo Coppola 8 mesi.
    Le ipotesi di reato a vario titolo e per i diversi indagati sono associazione per delinquere, aggiotaggio, insider trading, ostacolo all’attività di vigilanza, abuso di informazioni privilegiate e appropriazione indebita.
    I COMMENTI DELLE DIFESE
    “Pur con tutto il rispetto per la decisione del gup di Milano, la difesa di Fazio e Frasca manifesta profonda delusione per il provvedimento di rinvio a giudizio in quanto pienamente convinta dell’assoluta innocenza di Fazio e Frasca”, ha dichiarato l’avvocato Franco Coppi, difensore di entrambi. “L’innocenza di Fazio e Frasca è confermata da numerosi e decisivi elementi di prova già presenti negli atti che documentano la piena correttezza del loro operato in tutte le fasi della vicenda”, ha aggiunto.
    Nessun commento dal gruppo Zunino, mentre il legale di Grillo, Andrea Corradino, ha detto che “il senatore si sente tranquillo perché è convinto di essere innocente. Credo che il clamore della vicenda abbia indotto il giudice a disporre il rinvio a giudizio”.
    LA TENTATA SCALATA E I “FURBETTI DEL QUARTIERINO”
    La genesi di questo processo è nella primavera del 2005 con le offerte lanciate in rapida successione da Bbva e Abn Amro rispettivamente per Bnl e Antonveneta e dalla controffensiva, secondo l’accusa orchestrata da Fazio, per salvaguardare la cosiddetta “italianità” delle banche attraverso l’Unipol di Consorte e Sacchetti e l’allora Pop Lodi di Fiorani.
    Un esposto di Abn, che allora si avvaleva della consulenza dell’economista Guido Rossi, è l’impulso che fa partire l’inchiesta della procura di Milano che si dividerà poi in diversi tronconi — oltre a quello su Antonveneta, fra gli altri i fascicoli su Bnl-Unipol e sulla tentata scalata di Rcs — alcuni in corso, altri trasferiti per competenza poi alla procura di Roma.
    Quella del 2005 è anche la torrida estate delle intercettazioni pubblicate a man bassa dai giornali.
    Una norma entrata in vigore qualche mese prima consente lo strumento delle intercettazioni anche per il reato di aggiotaggio, ed è grazie a questo che gli italiani possono leggere, fra le decine di altre, la telefonata notturna con cui Fazio comunica a Fiorani l’ok alla sua contro-opa, quella del “bacio in fronte” che lo stesso Fiorani dice di voler dare al banchiere centrale per il suo operato, quella celeberrima di Ricucci, che, a proposito dei suoi sodali presunti concertisti occulti, dice: “Stamo a fà i furbetti del quartierino”.
    Quella delle intercettazioni è una storia nella storia, che abbraccia anche le telefonate di politici di maggioranza e opposizione tifosi bipartisan dell’italianità, e che porta allo scontro magistratura e politica fino alle azioni disciplinari del Csm per le esternazioni del giudice Clementina Forleo.
    Le indagini si chiudono nel febbraio 2007 con un totale di indagati che comprende 84 persone fisiche e nove persone giuridiche.
    La procura sostiene in pratica che la tentata scalata ad Antonveneta da parte della Pop Lodi avvenne in dispregio delle normative che regolano la materia e si avvalse di un concerto occulto di imprenditori e società vincolate a un patto segreto con la banca di Fiorani, e del sostegno, che ritiene esercitato in modo illegittimo, da Fazio.
    Fra i pattisti della prima ora, i magistrati inseriscono anche gli allora vertici di Unipol e nel documento di chiusura dell’inchiesta, ampio spazio viene dedicato proprio all’allora governatore di Bankitalia.
    “Fazio anche in violazione dei doveri e degli obblighi inerenti la carica di governatore della Banca d’Italia – si legge nel documento – assumeva con Fiorani dapprima l’impegno di ostacolare Abn Amro nell’eventuale incremento della partecipazione in Antonveneta, e successivamente all’avvio dell’Opa da parte di Abn, ritardava il rilascio della necessaria autorizzazione per consentire a Bpi di proseguire nel rastrellamento occulto di azioni Antonveneta”.
    La maggior parte degli imputati ha sostenuto la propria estraneità alle contestazioni. I legali di Fazio e Frasca hanno dichiarato a più riprese di confidare “di dimostrare l’estraneità dei loro assistiti ai reati ipotizzati”.
    Dal 23 ottobre la “battaglia” si trasferirà in un aula pubblica del Tribunale.
     

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    Chip En Sai .
    O.T.!... C'è una richiesta di aiuto (da parte di una madre!) sul post "Qui rimbalza solo il pallone..."!... Vedete se potete fare qualcosa!
    sandrone .
    sì... secondo me sei troppo ottimista. Temo.
    renfio .
    Se non altro, una volta in carcere, si faranno compagnia ricordando i bei tempi............forse sono stato troppo ottimista.

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